Dragon Star Varnir – Recensione

Chi caccia il cacciatore?

Dragon Star Varnir – Recensione
Dragon Star Varnir – Recensione

Nel mondo di Dragon Star Varnir una maledizione condanna le streghe a dare alla luce i draghi. Il destino di un cacciatore di streghe si ritrova di colpo intrecciato a quello delle sue antiche nemiche. Combattete in volo contro i draghi in battaglie a turni, educate tre giovani streghe e scegliete se salvarle o sacrificarle per ottenere oggetti e abilità: le vostre decisioni cambieranno il corso della storia.

Data di Uscita:Genere:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Dragon Star Varnir si svolge in un mondo meraviglioso pieno di cavallereschi condottieri, streghe magiche e potenti draghi. A prima vista sembra bellissimo ma guardando meglio le cose non stanno esattamente così: bene o male tutti si odiano a vicenda, in particolare i Cavalieri del Requiem che operando come lama della giustizia per il Sacro Impero danno la caccia senza pietà a tutti i draghi e le streghe che riescono a trovare. E ovviamente il protagonista del gioco, Zephy, è uno di loro. Almeno fino a quando non viene quasi ucciso da un drago: salvato da una strega, che usa il sangue del drago per tenerlo in vita, diventa la prima strega maschio in assoluto. E le cose peggiorando soltanto quando scopre che tutte le streghe sono destinate a impazzire oppure a far schiudere il drago dentro di loro affinché le divori dall’interno uscendo dal loro stomaco – un Alien dei tempi andati, insomma. Sembra che la vita come strega sia tutt’altro che magica.

Anche per gli standard JRPG, Dragon Star Varnir fa un enorme affidamento sui dialoghi, date le sue dimensioni. Ci sono molte conversazioni che spingono sulla narrazione prima, durante e dopo ogni segmento di esplorazione del gioco. Sebbene i JRPG di Compile Heart siano sempre generosi con i loro elementi narrativi, pare esserci una spinta ancora maggiore nel rendere la narrazione l’epicentro del gioco – qualcosa in cui Dragon Star Varnir si adatta comodamente.

Questo gioco non solo si avvicina alla propria narrativa con l’intento di raccontare una storia approfondita, l’elemento centrale di ogni Visual Novel, ma arriva persino a cambiare il finale sulla base di alcune scelte di dialogo (errate) che il giocatore compie, con la somma totale di queste decisioni riflessa in ciò che il gioco chiama “Madness Gauge”. Personalmente, credo che a volte possa essere un po’ eccessivo ma ciò non significa sia necessariamente un male. Al contrario, in realtà, c’è una legittima progressione della trama e di sviluppo del personaggio in ogni scena e, cosa più importante, è tutto ben fatto. È facile creare un legame naturale con ciascuno dei personaggi del gioco grazie al generoso flusso di conversazioni, un aspetto che rende la storia degna di essere vissuta.

Quando si tratta di gameplay, Dragon Star Varnir pone una forte enfasi sulla personalizzazione del party e sulla crescita del personaggio. Oltre a salire di livello e dotarsi di un migliore equipaggiamento, il gioco implementa un sistema chiamato “Dragon Core” dal quale si può trarre un notevole vantaggio. Seguendo uno stile che ricorda incredibilmente Shin Megami Tensei: Digital Devil Saga, i giocatori sono in grado di consumare nemici indeboliti (o con un po’ di fortuna quelli sani) sfruttando speciali comandi Devour.

In Dragon Star Varnir c’è una legittima progressione della trama e di sviluppo del personaggio

Una volta che un nemico viene consumato, il personaggio ad averlo fatto acquisirà quindi il suo Dragon Core, contenente nodi che possono essere sbloccati spendendo Factor Point per insegnare ai personaggi nuove abilità e potenziarli permanentemente (anche se aumentano di livello normalmente). Immaginatevi questi Dragon Core come degli alberi delle abilità in miniatura. Provare ad acquisire ogni Dragon Core per ogni membro del gruppo è un compito insondabilmente arduo, poiché già solo seguire il naturale corso del gioco può richiedere molto tempo, e sicuramente data l’enorme quantità di nemici da divorare c’è un’inevitabile sovrapposizione delle abilità. Detto questo, osservare le capacità della vostra squadra espandersi gradualmente è incredibilmente gratificante.

Oltre alla crescita del personaggio, Dragon Star Varnir offre molti contenuti supplementari da padroneggiare. Tanto per cominciare, potete visitare le vostre amiche streghe tra un viaggio e l’altro nei dungeon per dare loro dei regali e rafforzare il vostro legame. Se tuttavia coccolare delle potenziali waifu non è esattamente nelle vostre corde, potete prendervi cura di tre piccole streghe nutrendole a dovere: per quanto bizzarro possa suonare, è esattamente ciò che succede. Ricordate il fatto delle streghe destinate a impazzire o essere mangiate dall’interno da un drago? Esattamente quanto sta succedendo qui.

Monet, Chiquita e Pio, tre streghe troppo giovani per combattere al vostro fianco, restano indietro nel rifugio e aspettano di essere nutrite. Dare loro da mangiare non è proprio come prendersi cura di un normale bambino: nutrirle troppo o troppo poco può ucciderle, e molto velocemente, in uno dei due modi sopra menzionati. Al contempo però, dare loro molto da mangiare vi permette di ottenere oggetti sempre più rari e per quanto possa essere fastidioso prendersi cura di loro (è necessario parecchio backtracking), non negherò che, da un punto di vista meccanico, è molto intelligente: mettere il senso morale del giocatore come persona contro il suo desiderio di potere in quanto appunto giocatore è sempre affascinante e, sebbene non sia ancora perfetto, Dragon Star Varnir riesce a realizzarlo in maniera divertente.

Al rifugio potete inoltre consegnare oggetti missione per ottenere ricompense e creare elisir da utilizzare per evocare i draghi, al fine di guadagnare potenzialmente equipaggiamento migliore dopo un’estenuante battaglia. Ultimo ma non per importanza, potete compilare una libreria di informazioni mentre giocate che include un pratico bestiario.

Dragon Star Varnir mette in contrastore il senso morale della persona con quello del giocatore

I dungeon di Dragon Star Varnir sono piuttosto grandi e intricati. Mentre li attraversate, potete volare per spostarvi più velocemente e utilizzare l’incantesimo speciale specifico dei vari personaggi per spezzare barriere, evocare ponti, scappare, scoprire tesori nascosti e altro ancora. Ci sono molti punti di raccolta e oggetti fragili nei paraggi in grado di darvi materiali, e deviazioni opzionali dove potete arraffare tesori e affrontare nemici difficili. Parlando di combattimento, il sistema è tipico di un JRPG a turni, anche se una meccanica interessante è che potete salire e scendere attraverso tre livelli mentre lottate. Potete anche impostare trappole per i nemici e spingerveli contro mettendo a segno potenti colpi. Infine, i personaggi entreranno in modalità Dragon Awakening di tanto in tanto, diventando com’è facile pensare molto più forti.

Sebbene tutto questo possa sembrare entusiasmante, il sistema di combattimento di Dragon Star Varnir presenta alcuni problemi con alcuni aspetti che si presentano inutilmente restrittivi: ad esempio poter equipaggiare solo cinque incantesimi a personaggio non è abbastanza per dare loro modo di adattarsi a qualunque nemico possano trovarsi ad affrontare. Inoltre, al contrario della quantità di libertà che si ottiene ad esempio in Death end re; Quest, non è possibile muoversi per rendere le battaglie un po’ meno old school. Un altro problema riguarda i nemici regolari e la loro curva di difficoltà, passando dall’essere una passeggiata a incredibilmente impegnativi senza soluzione di continuità. Una casualità che cozza con il divertimento insito in Dragon Star Varnir e considerate le tonnellate di picchi di difficoltà nella prima metà del gioco è difficile non desiderare che il livello di sfida sia molto più equilibrato e divertente.

Il design complessivo del gioco è abbastanza buono e se avete familiarità con Death end re; Quest saprete cosa aspettarvi. Tutto è alla pari per quanto riguarda la grafica, che sembra appartenere a un’ipotetica PlayStation 3.5. Naturalmente, sono le opere d’arte degli illustratori Compile Heart come Tsunako, Katsuyuki Hirano e Kei Nanameda, insieme ai modelli dei personaggi, che rubano la scena qui. Sono dettagliati e ben animati, con i corpi e i vestiti che rispondono in modo appropriato ai loro movimenti.

Questa volta, poi, sarete felici di sapere che il layout di ogni area non è terribile: c’è una evidente ridondanza in diverse aree (foresta, tempio, deserto) ma la maggior parte offre molto spazio per muoversi e non è una serie di angusti corridoi con stanze vuote in mezzo. Sfortunatamente, è ancora molto diverso dalle aree espansive e multi-livello di Omega Quintet, tuttavia la speranza è l’ultima a morire e non è da escludere che in futuro Compile Heart possa riproporre qualcosa del genere. Indipendentemente da ciò, il layout migliorato si dimostra più adatto per un gioco lineare come questo.

Conclusioni

Compile Heart merita un plauso per i passi avanti mossi con Dragon Star Varnir. Sebbene possa essere senza alcun dubbio un gioco tradizionalmente associabile a questo studio di sviluppo, non è nemmeno così copia carbone da perdersi nel mazzo. Alcune trovate per garantirgli una propria identità funzionano bene tanto prese singolarmente quanto inserite nell’economia del gioco in generale, e qualunque fan dei JRPG potrà divertirsi a giocarlo.

Al netto di qualche difetto sotto il profilo del sistema di combattimento, Dragon Star Varnir è un gioco incredibilmente longevo (soprattutto se siete completisti), profondo nella narrazione e nello sviluppo di tutti i personaggi e con quella giusta dose di fanservice per cui si distinguono la maggior parte dei titoli Compile Heart.

Good

  • Personalizzazione del party gratificante
  • Sviluppo del personaggio approfondito
  • Personaggi memorabili e ottimo doppiaggio
  • Tantissimi contenuti aggiuntivi da padroneggiare

Bad

  • Curva di difficoltà troppo casuale
  • Spesso il grinding è d'obbligo per proseguire
  • Battle System a volte inutilmentre restrittivo
7.5

Niente male

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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