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Warhammer: Vermintide 2 – Recensione

Ratto fellone, per te il martellone!

Warhammer: Vermintide 2 – Recensione
Warhammer Vermintide 2
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Il primo Vermintide, uscito nel 2015, ha rappresentato più di una semplice new entry nel mondo del gioco d’azione cooperativo: FatShark, studio di sviluppo di base a Stoccolma, aveva l’ambizione di creare un successore spirituale di Left 4 Dead, uno dei giochi cooperativi più apprezzati dell’ultimo decennio. Nonostante le ottime premesse, il primo capitolo non riuscì a raggiungere lo storico capolavoro di Valve, ma gettò le basi per un franchise veramente interessante. La cupa ambientazione dark fantasy apocalittica di Games Workshop si sposava alla perfezione con le meccaniche di un gioco volto all’azione con elementi cooperativi come Vermintide; pertanto Fatshark decise di riprendere in mano tutto quello che di buono era presente in quella prima, acerba installazione per creare qualcosa di più complesso, profondo e divertente: Vermintide 2

Dopo quasi tre anni di sviluppo siamo pronti a rimetterci in marcia nel mondo immaginato da Games Workshop, già concretizzato nell’omonimo (e famosissimo) gioco di miniature dal quale la serie Vermintide attinge a piene mani lore ed ambientazione. È passato pochissimo tempo dall’invasione dei ratti giganti, i terribili Skaven, i quali hanno letteralmente preso possesso della città di Ubersreik grazie alla sua orda all’apparenza inarrestabile. I nostri cinque eroi sono ancora l’umano Markus Kruber, il nano Bardin Goreksson, l’elfa Kerillian, il mago Victor Salzpyre e la pirocineta Sienna Fuegonasus, e non se la stanno passando molto bene: sconfitti e catturati dalle forze del male, vengono trasportati nei sotterranei della fortezza di Helmgart.

Warhammer Vermintide 2

L’epicità dei combattimenti è pari solo alla frenesia che il gioco è in grado di darvi.

Il titolo di FatShark si apre con un breve tutorial della durata di circa venti minuti dove impersoneremo proprio Markus, intento a liberare sé stesso ed i suoi amici dalle terribili prigioni skaven. Purtroppo per i “buoni”, gli orrendi ratti hanno stretto un patto con le forze del Caos, terribili guerrieri che rispondono niente di meno che al blasfemo dio Nurgle. L’impero degli uomini è in pericolo, perché un’alleanza di questa magnitudine potrebbe devastare completamente il mondo per come lo si conosce. A peggiorare ulteriormente le cose è la scoperta di un nuovo Skittergate, un grezzo portale in grado di trasportare le fetide armate della Norsca costruito per ordine del veggente Rasknitt. Markus riesce scaltramente a liberare i suoi compagni e a lasciare la fortezza, non senza l’aiuto della maga di Kislev Olesya Pimenova, una vecchia conoscenza del primo capitolo. Una volta liberati, i nostri eroi vengono teletrasportati in una fortezza fra i monti, chiamata semplicemente Helmgart Keep, proprio nei pressi dell’omonima città. Il castello funge da hub principale per il giocatore, un luogo dove gestire le nostre partite e potenziare i nostri personaggi. Le missioni selezionabili sono legate da una trama unica, anche se molto flebile, la quale ha l’unico scopo di fornire un contesto semi-credibile che funga da sfondo alla scarica di botte che elargiremo ai nostri nemici. Non cercate profondità o complessità nell’intreccio narrativo degli eventi, perché non ne troverete: Vermintide 2 vuole solo darvi un motivo come un altro per unirvi ai vostri amici e menare le mani insieme.

Affrontare una missione all’interno del titolo di FatShark non è un’impresa semplice, complice un’intelligenza artificiale davvero ben realizzata che è in grado di tenere i giocatori perennemente sotto stress, alternando momenti di estrema violenza e difficoltà a inquietanti silenzi. Proprio questa elevata difficoltà vi costringerà a scegliere con attenzione i vostri compagni, e non solo per creare un team bilanciato. Abbiamo infatti notato che avere a disposizione un servizio di comunicazione vocale attivo aiuta moltissimo durante le partite, risultando quasi essenziale nella riuscita di un’impresa. Al contrario, gettarsi nella mischia con tre perfetti sconosciuti uniti solo da una chat testuale porta quasi certamente alla morte e alla conseguente sconfitta. La situazione migliorerà comunque una volta presa dimestichezza con i controlli del gioco, decisamente semplici: si parte un attacco base e un colpo caricato tenendo premuto lo stesso pulsante, per poi passare al salto e alla parata. Non c’è altro, a parte l’inventario accessibile in tempo reale che ci darà accesso a qualche pozione e ad eventuali bombe di svariati tipi.

Più complesso, profondo e divertente

Ognuno dei cinque personaggi di Vermintide 2 ha ruolo definito ed una classe di specializzazione che permette al giocatore di personalizzare al massimo il suo personaggio preferito: ognuno dei nostri eroi può essere potenziato seguendo un ramo di evoluzione specifico, lasciandoci moltissimo spazio per la sperimentazione e la ricerca del kit più adatto al nostro stile di gioco. Il nano Bardin, ad esempio, è di base un personaggio lento dalle alte potenzialità offensive pur mantenendo alcuni tratti da tank; tuttavia con la specializzazione berseker Bardin si trasforma in una veloce macchina assassina, un vero e proprio tritacarne nanico. A questo si aggiunge la possibilità di equipaggiare armi ed armature da trovare e droppare durante le nostre partire o salendo di livello, scatenandoci nel grinding più puro. Da notare bene che l’avanzare del livello in questo caso conta solamente nella classe e nella specializzazione che abbiamo scelto, quindi a differenza del primo Vermintide non sarà il livello del giocatore a salire ma solamente quello che riguarda il nostro combattente preferito.

In questo modo, FatShark ha voluto implementare delle meccaniche tipiche da gioco di ruolo all’interno del suo action game cooperativo, che aumentano sicuramente la profondità del gioco a scapito però della possibilità di frustrare il giocatore nella ricerca dell’arma o dell’equipaggiamento perfetto. Per migliorare la qualità delle attrezzature che i giocatori riceveranno come ricompensa per aver completato con successo una missione, in ogni livello saranno presenti tre tomi e due grimori. I primi occupano lo spazio di inventario solitamente riservato agli strumenti di cura, mentre i grimori prendono il posto delle pozioni generiche. I vantaggi dell’ottenimento di questi artefatti saranno molteplici una volta completata la missione, ma portarli in giro è un rischio: ogni grimorio riduce di un terzo il pool di salute del nostro personaggio, abbassando significativamente le nostre possibilità di successo.

Warhammer Vermintide 2

Gli Skaven vi terranno piacevolmente impegnati.

Eliminato l’odioso sistema di ricompense del primo Vermintide, che trovava il suo fulcro nei dadi di Ranald, la reperibilità dei potenziamenti in questo secondo capitolo è gestita dal nuovo loot system che si basa sulle tanto discusse (e spesso odiate) loot box, le quali verranno droppate alla fine di una missione o al raggiungimento di un nuovo livello del nostro personaggio. Come oramai vuole la tradizione, ogni scatola contiene tre oggetti di rarità differente fra armi, armature ed altri oggetti che andranno a migliorare il nostro equipaggiamento e di conseguenza la nostra resa generale durante le missioni. La rarità dipenderà da diversi fattori, primo fra tutti la difficoltà della nostra partita che determinerà la qualità degli oggetti che dropperemo. Contribuisce anche un misterioso (e randomico) bonus chiamato “Benedizione di Ranald” che verrà assegnato a caso ad uno dei giocatori presenti.

Ogni oggetto che avremo la fortuna di trovare sarà classificato in base ad un fattore chiamato “Potere Eroe”, che classifica la quantità di danni, di perforazione e di stordimento che il nostro personaggio beneficerà. Ovviamente bisogna puntare ad ottenere un potere eroe sempre più elevato, in modo da approcciarsi con più serenità alle sfide a difficoltà più alta e iniziare a droppare equipaggiamento sempre migliore. Per rendere il tutto ancora più “pepato”, Vermintide 2 mette a disposizione un piccolo menù dedicato alle “Imprese”, ovvero partite da giocatore con diversi Malus per ottenere però ricompense maggiori. Questo nuovo sistema è pensato per mantenere l’interesse dell’utente ben oltre la prima run di gioco, e devo dire che funziona abbastanza: pur non brillando per originalità, si è naturalmente spinti a tornare e a migliorare la propria abilità mirando ad un equipaggiamento sempre migliore. Da non sottovalutare anche l’interessante gestione del crafting, con il quale potremo forgiare nuovi oggetti, modificandone il livello di rarità, gli effetti passivi e anche il loro aspetto esteriore, garantendo ancora più varietà e personalizzazione.

Vermintide 2 trasuda un’incalzante atmosfera carica di epicità che prelude ad adrenalinici scontri

Il gameplay di Vermintide 2 è qualcosa che gli amanti del primo capitolo conoscono bene: con rabbia affetteremo, spareremo e daremo fuoco al più alto numero di nemici possibili grazie ad un complesso arsenale di armi, incantesimi, bombe e spingardini di sorta che farebbero invidia persino a Zio Paperone. Ogni colpo inferto dà al giocatore un incredibile senso di soddisfazione, dovuto ad un feedback delle armi davvero ben realizzato e a un riscontro visivo che vi stamperà un ghigno sadico sulla faccia il più delle volte. Ci si ritroverà infatti spesso ad esplorare le vaste aree di Vermintide 2 in cerca del giusto anfratto per affrontare l’orda malefica, mentre il comparto audio ci bombarderà con un brano epico ed i suoni dei tamburi di guerra e dei corni da battaglia squarceranno il silenzio. Insomma, il giocatore è costantemente bombardato da stimoli visivi e auditivi che funzionano alla grande, caricato da un’incalzante atmosfera carica di epicità che prelude ad adrenalinici scontri per la sopravvivenza in questo mondo apocalittico-fantasy. Stupendi gli scontri con alcuni mob particolarmente grandi e coriacei, che appariranno in maniera casuale sulla mappa e saranno dotati di una loro (ingente) barra della salute. Di conseguenza, richiederanno il lavoro dell’intera squadra per essere abbattuti, rivelandosi una delle carte vincenti del titolo di FatShark. Le missioni disponibili saranno ben tredici, divise attraverso tre atti ed un unico, epicissimo finale: una prima run di Vermintide 2 è completabile in poco più che una decina di ore, ma vi ritroverete a ricominciare la scalata ancora e ancora.

Il level design è il vero fiore all’occhiello della produzione svedese, che offre scorci incredibili e una cura per l’ambientazione davvero ricercata. I luoghi mostrati arrivano dal complesso lore di Warhammer Fantasy, ed i fan dell’universo di Games Workshop saranno premiati con continue citazioni e rimandi al gioco di miniature più famoso del mondo.  Il sistema di illuminazione valorizza alcune particolari ambientazioni oscure e truci, come le blasfeme chiese del dio del caos Nurgle e le sozze gallerie degli skaven. Inutile dire quanto sia bello giocare con questi sfondi così ben curati e interessanti: l’ambientazione contribuisce ad aumentare il senso di coinvolgimento, trascinandoci nel fango di una battaglia contro orde di ratti giganti e spietati campioni del caos pronti a farci la pelle per soddisfare la sete dei loro dei blasfemi. Purtroppo il comparto tecnico non è sempre all’altezza di tanta grandezza ludica, azzoppando il gioco con vistosi cali di framerate, ragdoll imbarazzanti e bug di vario genere (fra i quali illuminazioni mancanti e compenetrazioni poligonali davvero eccessive). È un peccato che un gioco di questo spessore sia piagato da questi difetti tecnici, che vanno ad inficiare il divertimento che Vermintide 2 è in grado di offrire. A peggiorare ulteriormente il tutto ci pensano alcuni crash di gioco randomici che rovinano completamente le missioni in corso, specialmente l’ultima: arrivare alla missione finale per essere brutalmente buttati fuori dal gioco a causa di un crash metterà a dura prova la vostra conoscenza di santi e beati del calendario. A questo pessimo miscuglio di problemi andiamo ad aggiungere anche il terribile adattamento in italiano, che fra traduzioni errate e linee di dialogo mancanti lascia davvero a bocca aperta. Certo, FatShark stessa ha dichiarato di essere al corrente dei vari problemi che affliggono la versione nostrana del gioco, ma lo stato attuale delle cose è davvero imbarazzante.

Conclusioni

Warhammer: Vermintide 2 è un titolo interessante, incredibilmente divertente specie se siete appassionati del lore fantasy dell’universo di Games Workshop e se avete qualche amico fidato pronto a combattere al vostro fianco. In entrambi i casi sopracitati, troverete nel titolo di FatShark un valido compagno di serate in grado di esaltarvi come pochi titoli sanno fare. Vermintide 2 espande e migliora tutto quello che di buono è stato fatto nel primo capitolo e propone un sistema più profondo, più personalizzabile e sopratutto più divertente rispetto al suo predecessore. Persino il grinding, una pratica poco considerata praticamente in tutti i videogiochi, non stona nell’offerta proposta da Vermintide 2.

Peccato per i tanti, troppi problemi tecnici che affliggono il titolo: siamo certi che si tratti perlopiù di problemi di gioventù che gli sviluppatori norreni sistemeranno il prima possibile, ma allo stato attuale delle cose è davvero svilente vedere un gioco dalle così grandi potenzialità azzoppato da problemi che sono sicuramente emersi già in fase di testing.

Good

  • Gameplay adrenalinico
  • Atmosfera epica
  • Sistema di progressione ben articolato

Bad

  • La campagna è breve, minando la rigiocabilità
  • Tecnicamente c'è ancora molto da fare
7.5

Niente male

Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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