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Travis Strikes Again: No More Heroes – Recensione

Travis Touchdown è l'Arnold Schwarzenegger di Suda51?

Travis Strikes Again: No More Heroes
Travis Strikes Again: No More Heroes

Travis Strikes Again: No More Heroes vede il ritorno del protagonista Travis Touchdown. Il titolo contiene un totale di sette giochi, compresi un gioco di azione, un gioco di guida e un puzzle game. Utilizzando ognuno un controller Joy-Con, due giocatori possono fare squadra in un multiplayer cooperativo d’azione.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Travis Strikes Again: No More Heroes è davvero un bel nome da dare ad un gioco. Del resto Travis Touchdown, uno degli eroi negativi più iconici della scorsa generazione di console, è assente dalle scene da parecchi anni ormai. Lo stesso discorso è applicabile al suo creatore Suda51, molto prolifico qualche anno fa in termini creativi e ora un po’ lontano dalle scene, se non con qualche firma e apparizione sporadica qua e là.

Ve li ricordate Killer is Dead e Lollipop Chainsaw? Be’, il nostro caro Suda51 probabilmente non ha più l’eta (o il budget) per fare qualcosa del genere, eppure ha voluto fare un tentativo con Travis Strikes Again: No More Heroes, in esclusiva su Switch.

Per dovere di cronaca, è bene ricordare che questo titolo non è affatto No More Heroes 3. Più semplicemente uno spin-off che potrebbe (o no) dare il via ad un effettivo terzo capitolo. Evviva il capitalismo e le logiche di mercato!

L’ultima volta abbiamo lasciato Travis in balia della fantomatica classifica degli assassini, che nell’arco dei due capitoli di cui è stato protagonista ha scalato a più riprese e coinvolto diversi folli personaggi. Sono passati diversi anni da allora, perché il nostro folle assassino otaku si è rintanato in una roulotte ai confini di qualche sperduto paesino nel sud degli Stati Uniti.

Una pace idilliaca nell’America selvaggia e rurale, in compagnia della sua gatta Jeane, che parla ed è anche piuttosto sboccata. Questa pace a base di roulotte e videogiochi verrà però interrotta da Bad Man, il padre di Bad Girl, una delle assassine uccise da Travis nelle sue precedenti scorribande. Ok, sembra tutto fin troppo normale per l’incipit di un gioco di Suda51, dov’è l’inganno?

Travis Strikes Again: No More Heroes si conferma un titolo dall’anima piuttosto semplice

Ecco, cari lettori, lasciatemi finire: nel corso della loro sfida all’ultimo sangue, i due vengono risucchiati dentro la Death Drive Mk II, una console. Non avete letto male, è proprio una console. Ecco quindi che il viaggio di Travis Strikes Again ha inizio: in balia di una console ricolma di bug mortali e alimentata da delle Death Ball (circa 6 in totale), ognuna delle quali rispecchia un “gioco” differente.

Travis Strikes Again: No More Heroes non è No More Heroes 3, credo sia giusto ribadirlo un’ultima volta per capire che tipo di produzione abbiamo di fronte. Qualcuno potrebbe considerarlo alla stregua di un indie in senso stretto, ma reputo sia più giusto definirlo come un titolo a basso budget.

Questo perché l’avventura di Travis e Bad Man all’interno della console è pretesto per mettere in scena una serie di livelli, spesso inquadrati con differenti visuali dall’alto, che ricordino in qualche modo gli arcade dei bei tempi andati.

Ogni livello ha diverse peculiarità, che siano elementi di platforming o piccoli puzzle da superare per raggiungere una determinata meta. Il tutto con questo gusto squisitamente arcade e low poly, sia per il design dei nemici che per le ambientazioni e, più in generale, la direzione artistica del gioco.

Orde e orde di nemici da abbattere con la nostra fidata Beam Katana, che pur sfoggiando un gameplay decisamente semplicistico rispetto al passato, torna con qualche chicca niente male. Su tutti la necessità di ricaricarla “agitando” il joy-con, ma anche la presenza di chip assegnati ai quattro tasti per utilizzare abilità speciali e di supporto.

Al di là di questo, c’è poco altro in termini di gameplay da tenere in considerazione. Si può investire l’esperienza accumulata per salire di livello, certo, ma Travis Strikes Again: No More Heroes si conferma un titolo dall’anima piuttosto semplice, dove il vostro unico problema sarà schivare e concatenare gli attacchi leggeri e pesanti per affrontare le più variegate specie di nemici presenti.

In modalità cooperativa, Travis Strikes Again: No More Heroes è un gran bel ridere

Non che questo lo renda poco divertente, anzi: questa piccola creatura di Suda51 riesce ad essere anche piuttosto divertente quando vuole; ad esempio, durante le strampalate e folli Boss fight, abbastanza complesse e variegate da renderle appaganti anche in termini di sfida.

Il punto è che non può ambire a molto altro, visto il level design piuttosto scarno dei “giochi” che Travis andrà a visitare e, in generale, una progressione ripetitiva, lineare e priva di particolari guizzi, soprattutto in alcune specifiche Death Ball.

C’è da dire però che, in modalità cooperativa, Travis Strikes Again: No More Heroes è un gran bel ridere. Con i due joy-con sarà infatti possibile giocare in due in locale, impersonando sia Travis che Bad Man e tirando spadate e mazzate in allegra compagnia.

Conclusioni

Graficamente scarno e con una direzione artistica a volte discutibile, Travis Strikes Again: No More Heroes è un titolo difficile da inquadrare. Ad essere divertente lo è, ma è fin troppo limitato e semplicistico per ambire a qualcosa di più. A tenerlo in piedi è la divertente modalità cooperativa, e in generale quel gusto squisitamente trash a cui Travis Touchdown ci ha abituato.

Al mio Travis, ad esempio, ho fatto indossare una maglietta di Mother Russia Bleeds, salvare la partita pisciando innumerevoli volte nel WC, e ottenere Death Ball leggendo i folli dialoghi (presentati in stile visual novel) di Suda51. Con le giuste aspettative, potrebbe fare al caso vostro.

Good

  • Divertente in cooperativa
  • Scrittura folle e esilarante
  • Si presta bene alla modalità portatile di Nintendo Switch

Bad

  • Ripetitivo fino al midollo
  • Gameplay piuttosto semplicistico e limitato
  • Level design scialbo
  • Graficamente povero
7

Niente male

Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all'occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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