Through the Woods – Anteprima gamescom 2016

Through the Woods – Anteprima gamescom 2016
Through the Woods – Anteprima gamescom 2016

cg2016 Nominee Nominee per Best PC Game - gamescom 2016

Colonia – La luce tremolante di una torcia illumina i nostri passi mentre proseguiamo cauti fra sterpaglie e sentieri rovinati dal tempo, calpestiamo una storia ormai dimenticata ascoltando il vento sibilare cupo attraverso le assi di legno delle capanne abbandonate, cerchiamo qualsiasi indizio che possa riportarci a lui. Sono frutto della nostra immaginazione i fruscii, gli scricchiolii, i mille occhi che sembrano spiare ogni movimento? Cosa si nasconde davvero nell’oscurità?

Through the Woods è il nuovo survival horror in terza persona sviluppato da Antagonist che ci catapulta nei panni di Karen, una madre alla disperata ricerca del figlio rapito da una misteriosa figura chiamata Old Erik. Circondati dalla fitta vegetazione dei boschi norvegesi, dovremo farci strada attraverso ambientazioni immersive e disturbanti, ricostruendo il drammatico svolgersi degli eventi ed evitando d’incrociare quei mostri che no, sotto al letto non stanno più; ispirato alla mitologia norrena e fuso con gli elementi più inquietanti del folklore giapponese, modellata sulle paure del buio e dell’ignoto, Through the Woods è un’esperienza che lascia il segno, coadiuvata da una narrazione retrospettiva e dinamica che cambierà in base alle nostre azioni. Con chi sta parlando Karen? È un incubo fin troppo reale o sono fatti realmente accaduti? Una caratteristica comune agli horror psicologici è il progressivo assottigliarsi di quella linea che divide il vero dall’immaginario e, con esso, l’implicazione che il personaggio sia instabile o alcuni eventi non stiano succedendo, fino a lasciarci la certezza che il pericolo non esista e dunque non subiremo conseguenze. Questo non è nelle intenzioni dei ragazzi di Antagonist, ben decisi a tenere il giocatore con il fiato sospeso senza nemmeno instillargli il dubbio se quanto stia vivendo sia reale oppure no: sta accadendo sul serio. È impossibile ma al tempo stesso è proprio lì, davanti ai nostri occhi increduli. E ci sta dando la caccia.

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La maggior parte di questi elementi impossibili sono legati alle creature mitologiche presenti nel gioco, ad esempio i torreggianti troll che occasionalmente ci inseguiranno, mentre la storia del luogo è analoga come dicevano alla mitologia e al folklore norreni; diversi elementi coinvolgono quegli stessi eventi raccontati nel Ragnarök e persino un paio di personaggi è stato detto appariranno durante il gioco, sia in forma fisica sia nei documenti trovati lungo il percorso. La narrazione retrospettiva non inficia i momenti i momenti paurosi, fattore a volte comune nei videogiochi che spesso anticipano ciò a cui andremo incontro; è stato piacevole vedere la storia combinarsi bene con l’audio, anziché rovinare l’esperienza. Il titolo si basa molto sul sound design, grazie al quale ha potuto creare atmosfere immersive e guidarci in situazioni di pura tensione mentre seguivamo (o fuggivamo) i rumori provenienti dalle aree più buie; se si possiede l’animo da esploratore si può essere ricompensati con frammenti della storia del villaggio e dei suoi abitanti ma si corre anche il rischio di fare più rumore, attirando attenzioni che per la nostra sicurezza non vorremmo mai destare. Sulla lunga distanza e a torcia spenta, del resto, difficile avere la meglio su un troll.

Il comparto grafico funziona altrettanto bene, giocando con luci e ombre in modo tale da farci spaventare per qualcosa che in realtà non c’era e andare quasi a sbattere invece contro una creatura che avevamo scambiato per uno dei tanti alberi scheletrici che ci circondavano; al di là di questo, l’estetica in generale si mostra soddisfacente, con ambienti ben ricostruiti e dettagliati anche per quanto riguarda sfondi lontani. L’unico appunto che ci sentiamo di fare è la presenza di molte aree esplorabili che tuttavia ci lasciano con poche ricompense ma se pensiamo che anche in una situazione realistica non avremmo poi tante soddisfazioni, e che il gioco è ancora in sviluppo, dobbiamo riconoscere non essere una grande pecca. Through the Woods può avere ancora assi nella manica.

L’ascolto è la chiave per sopravvivere

Negli anni, le ambizioni di Through the Woods sono cambiate in modo considerevole, passando da un’iniziale esperienza di sole tre ore a una molto più lunga, espansione sottolineata anche dal tempo che Antagonist si è presa per offrirci un mondo spaventoso e assieme credibile, registrando i suoni e scattando foto all’interno di Songsvann, una foresta ad appena venti minuti da Oslo. L’ascolto è la chiave per sopravvivere alle creature che si nascondono nel buio, in attesa. In generale, questa demo ha ispirato molta fiducia nel lavoro di Antagonist. Non vediamo l’ora di ottobre per avere fra le mani, e su PC, il gioco completo.

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Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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