The Walking Dead: The Final Season – Recensione Ep. 1

Basta scappare

The Walking Dead: The Final Season
The Walking Dead - The Final Season

In The Walking Dead: The Final Season, Clementine ormai diventata una fiera e provetta superstite, è giunta all'ultimo capitolo del suo viaggio. Dopo anni di peripezie e minacce viventi e non morte, una scuola isolata dal mondo potrebbe finalmente diventare la sua casa. Clem deve costruirsi una vita e dimostrare capacità da leader, prendendosi allo stesso tempo cura di AJ, il ragazzino orfano che rappresenta la sua unica famiglia da quando è partita.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:

The Walking Dead è la serie di Telltale per eccellenza: è probabilmente il lavoro più conosciuto dello studio di San Rafael, nonché uno dei loro giochi più riusciti in generale, che ha generato diverse stagioni e persino uno spin-off dedicato a Michonne. Era inevitabile però che anche questa incredibile saga sarebbe giunta alla fine. Quel momento è arrivato, e la non più piccola Clementine si trova ad affrontare la sua ultima, pericolosissima avventura.

Abbiamo lasciato la ragazza assieme ad AJ, il bambino apparso prima volta durante la seconda stagione e diventato un vero e proprio co-protagonista nella quinta. Dopo decine di inseguimenti e nefasti avvenimenti accaduti a Clem e AJ, i due si ritrovano in auto, affamati, alla ricerca di un luogo indefinito dove riposare e sentirsi un po’ al sicuro. Questo primo episodio si intitola proprio “Basta scappare”, ed è proprio quello che Clem e Alvin Junior cercheranno di fare per tutta la durata di questo primo capitolo. Questa stagione finale si apre con un ritmo piuttosto lento, ragionato, quasi a voler comunicare al giocatore di prendersi il suo tempo, guardare con calma per un’ultima volta l’ambientazione apocalittica di The Walking Dead.

Clem e AJ sono maturati (ma non troppo) dall’ultima volta che li abbiamo visti a schermo: il piccolo bimbo sa sparare con una precisione chirurgica e Clementine è una veterana della strada in grado di ammazzare zombie come se andasse a comprare il pane. Insomma, vivere sulla strada rende più duri e spietati, e questo i nostri due giovani sopravvissuti lo sanno bene. Ancora una volta toccherà a noi andare a intervenire in prima persona sulle decisioni di Clementine, tramite il classico sistema Telltale che prevede una scelta multipla a tempo con diverse opzioni di risposta, dalla più comprensiva alla più ostile, passando solitamente per il silenzio, che rimane sempre un’opzione valida.

The Walking Dead - The Final Season

Clementine è più tenace di Rambo.

Durante il loro peregrinare in cerca di un porto sicuro, Clem e AJ si imbattono loro malgrado nei ragazzi dell’accademia Ericson, una ex-scuola di prestigio inevitabilmente decaduta dopo l’apocalisse zombie e conseguentemente trasformata in una sorta di Isola che non c’è dominata da ragazzini perduti e senza nessun adulto. Qui faremo la conoscenza di tutta la squadra di sopravvissuti minorenni, che spaziano da Abel, bimbo traumatizzato per la perdita delle due sorelle, Minnie e Sophia, al leader Marlon, poco carismatico e che ricorda vagamente il tipico bullo delle high-school americane degli anni ’80. La trama di “Basta scappare” è incentrata totalmente sulla sopravvivenza di questa banda di ragazzini; tutte le dinamiche della trama girano infatti intorno al rapporto che i ragazzi hanno gli uni con gli altri, e rispetto ai quali Clementine potrà intervenire per cambiare le cose, in bene o in male.

Le circa due ore che compongono questo episodio scorrono lente e con qualche (prevedibile) colpo di scena. L’inizio di questa nuova e ultima avventura non è propriamente carico di adrenalina e azione, ma si prende il suo tempo per aumentare gradualmente la tensione nel giocatore. The Walking Dead – The Final Season sa creare momenti tragici che strizzano l’occhio all’orrore vero e proprio, esattamente quello che ci si aspetterebbe da un gioco post apocalittico di questa caratura. Insomma, tra recuperare provviste sotto il naso degli zombie e le chiacchiere intorno al fuoco, questo episodio sa coinvolgere il giocatore che abbia la pazienza necessaria per affrontare un altro viaggio assieme a Clem e AJ. Quest’ultimo poi impererà direttamente dalla sua “sorella maggiore acquisita”, e in diverse occasioni ci sarà possibile influenzare il suo comportamento con le nostre azioni; bisogna stare molto attenti a quello che si insegna ad AJ, perché potrebbe avere ripercussioni poco piacevoli a verso le ultime battute dell’episodio.

The Walking Dead – The Final Season sa creare momenti tragici che strizzano l’occhio all’orrore vero e proprio

A livello tecnico invece questo episodio non ha convinto del tutto, ma andiamo per gradi. Di positivo c’è che sicuramente questa ultima stagione appare graficamente un passo avanti rispetto agli altri lavori Telltale Games. I modelli sono molto più curati, le texture precise e convincenti, l’illuminazione convince e la profondità di campo aggiunge realismo al quadro generale, dando l’impressione di stare giocando con un dettagliato fumetto animato. Il problema principale è però l’ottimizzazione: durante le scene più concitate ho notato drastici (e abbastanza inaccettabili) cali di framerate, per non parlare di due crash a desktop non appena ho toccato le impostazioni grafiche. Per una serie pluripremiata come The Walking Dead, si tratta di una mancanza piuttosto grave.

Il sonoro è invece impeccabile, e riesce a immergere il giocatore nelle cupe ambientazioni tipiche di The Walking Dead. Anche i doppiatori fanno del loro meglio, dando un’ottima performance per tutto l’episodio. Notevole l’interpretazione di Melissa Hutchison, la voce di Clementine, che riesce con facilità a rendere vivo e credibile un personaggio così importante. Una nota positiva: a differenza di molti lavori Telltale Games, The Walking Dead – The Final Season è localizzato in italiano, con sottotitoli che permettono la fruizione del gioco anche a chi non è ferrato con l’idioma anglosassone.

Conclusioni

Lo ammetto, mi aspettavo qualcosa di più dal primo episodio della stagione finale di The Walking Dead. “Basta scappare” darà sicuramente ai fan della serie volti familiari e ambientazioni convincenti, tuttavia il ritmo della narrazione è spesso troppo lento e prevedibile. Ad aggiungersi alle note negative arrivano i limiti tecnici, che rallentano il gioco nei momenti sbagliati e rischiano anche di provocare alcuni crash.

Tuttavia non è tutto da buttare: il primo capitolo del finale della serie sa regalare alcuni momenti carichi di tensione, che uniti alle ottime performance dei doppiatori e del comparto sonoro più in generale rendono giustizia al brand e convincono il giocatore a volerne di più. Non ci resta che aspettare l’evolversi della trama con i prossimi episodi, sperando in un cambio di rotta narrativo.


Good

  • Graficamente un passo avanti rispetto alle altre produzioni Telltale
  • Momenti davvero carichi di tensione
  • Localizzato in italiano
  • Storia a tratti intrigante...

Bad

  • ... ma anche spesso noiosa
  • Diversi limiti tecnici, come cali di framerate e crash
Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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