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The Lighthouse – Anteprima GDC 18

Luce nel buio, toccante come pochi

The Lighthouse – Anteprima GDC 18
The Lighthouse – Anteprima GDC 18

San Francisco – Questa mattina ci siamo fatti il consueto giro di ricognizione, quello in cui passiamo velocemente tra gli stand, dando uno sguardo rapidissimo alle decine di giochi presenti qui alla GDC 2018, in cerca di giochi apparentemente interessanti, e quindi degni di essere provati. Uno di quelli che abbiamo segnato sulla nostra lista è stato proprio The Lighthouse: visuale in prima persona, atmosfera buia e misteriosa, grafica ben curata, in uscita su PC, PS4 e Xbox One; insomma, sembravano esserci elementi a sufficienza per tornare a provarlo non appena possibile.

E così, poche ore dopo siamo tornati allo stand, dove lo staff, prima che potessimo iniziare a provare il gioco, ci ha anticipato solamente che era ambientato negli anni ’60 e che ci metteva nei panni di un detective alla ricerca di una ragazza scomparsa, oltre a sottolinearci che non si trattava di un horror, quanto più di un thriller psicologico, pieno di suspense.

Ma finalmente ci sediamo, mettiamo le cuffie e, pad alla mano iniziamo la demo. Vorremmo raccontarvi ciò che abbiamo visto, ma non possiamo davvero farlo, non possiamo, ma soprattutto non vogliamo rovinarvi il momento. Quello che possiamo dirvi è che l’insieme di ciò che abbiamo visto e ascoltato ci ha colpito al punto che ci sono venute le lacrime agli occhi: e sì, sono emozioni che abbiamo provato diverse volte, anche nei videogiochi, ma che, solitamente, arrivavano dopo che si era creato un certo legame con il personaggio, dopo che ci eravamo fatti prendere dalla storia. Invece con The Lighthouse ci sono bastati pochi secondi, un dialogo tra padre e figlia, una musica malinconica e delle immagini che ci facevano solo percepire ciò che stava succedendo. Quando poi ci siamo guardati attorno nello stand e abbiamo visto che quei fiori gialli davanti a noi non erano stati messi lì per caso, ci è venuto davvero un magone allo stomaco.

Per fortuna (certo, dipende dai punti di vista), superato questo “prologo” che fa da background al resto dell”avventura, siamo finiti nei panni del detective che si ritroverà nei pressi del faro a cercare indizi sulla scompara di una ragazza, ed in quella che è, almeno a livello di gameplay, l’essenza del gioco. A metà tra un walking simulator e un’avventura grafica vecchio stampo (sì, perché alcuni degli enigmi che abbiamo affrontato ce le hanno ricordate da vicino), con un perenne alone di mistero ad accompagnarci, uno dei primi ostacoli da superare è quello di riuscire ad entrare proprio nel faro, e per farlo dovremo girare, cercare, raccogliere e combinare oggetti, e risolvere qualche enigma qua e là. Proprio come le avventure grafiche di vecchia generazione, non saranno sempre così intuitive le mosse da fare, al punto da dover chiedere qualche suggerimento agli sviluppatori per poter portare a termine la demo nel tempo che avevamo a disposizione; anche se crediamo che in una situazione normale questa ricerca rappresenti parte dell’esperienza e del divertimento,

A quanto pare quindi ci avevamo visto bene, The Lighthouse non è curato solo dal punto di vista estetico (visto che uscirà tra pochi mesi), ma ha anche un’anima profonda e soprattutto, una storia da raccontare, che è riuscita ad emozionarci con poco. Purtroppo ci siamo rimasti un po’ male quando ci è stato detto che la durata del gioco potrebbe essere intorno alle 5 ore, ma non tanto perché ci sembrano poche, quanto per il fatto che è un peccato che la storia si esaurisca in così poco tempo. Uno degli sviluppatori ci ha però fatto capire che hanno preferito creare un gioco curato sotto ogni aspetto, nel suo piccolo, piuttosto che cercare di strafare e ritrovarsi con un gioco lungo ma “vuoto”.  I ragazzi di Shadow Knights Studios sono solo in quattro e rappresentano il prototipo di veri sviluppatori indipendenti, con poche risorse, ma grandi idee e soprattutto una consapevolezza dei propri mezzi che in molti non hanno.

Un gioco di cui non avevamo mai sentito parlare, ma che è stato capace di catturarci in un attimo e che siamo sicuri farà lo stesso con migliaia di altri giocatori quando uscirà, su PC e console. Un’avventura thriller, che grazie ad un’aspetto grafico ben curato, ad ambientazioni misteriose, ad una musica pronta ad esaltare ogni evento, e a trainarci sia negli avvenimenti investigativi, come in quelli personali del detective che impersoneremo. Che amiate le avventure grafiche o meno, i walking simulator o gli horror, non fatevi domande, piuttosto tenete d’occhio questo gioco, perché così come ha fatto quello che ormai è diventata una pietra miliare di questo mondo, e ci riferiamo a Life is Strange, The Lighthouse, a modo suo sarà capace di emozionarvi.


 

E' passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico... Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma al di là di tutto, l'amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore"!

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