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The Escapists 2 – Recensione

Fughe portatili

The Escapists 2 – Recensione
The Escapists 2 – Recensione
Data di Uscita:Genere:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Fuggire di prigione ha sempre catturato l’immaginario collettivo, magari attraverso film o vari esempi di letteratura. Non è una cosa facile: non ci sono scorciatoie né tunnel scavati con un cucchiaio d’argento.

È tutta una questione di ingegno umano, un pizzico di fortuna e il sempre presente istinto di sopravvivenza.

The Escapists 2 vuole catturare questo tipo di sensazioni, rappresentando in modo più o meno efficace l’ardua strada verso la libertà. Il gioco di Team 17, arrivato da poco su Nintendo Switch, non è altro che un “simulatore di fuga”, un grande e intricato puzzle che il giocatore dovrà risolvere (anche in compagnia!) per portare il suo personaggio alla libertà.

E la libertà è una cosa bella, ecco perché bisogna sudarsela: iniziamo subito col dire che The Escapists 2 è un gioco frustrante, ma anche ricco di idee e con un approccio sandbox piuttosto interessante. Questo perché è composto da una serie di prigioni, livelli a sé stanti che funzionano come un piccolo orologio meccanico, con i suoi ingranaggi e meccanismi che lo fanno funzionare.

Le varie prigioni sono sistemi a sé stanti, ognuna con le sue regole, mappe e peculiarità, in cui il giocatore viene lanciato senza particolari indicazioni se non quella di fuggire. Proprio come un sandbox, gli approcci possibili per sfuggire alla prigionia sono svariati, come ad esempio scavare un tunnel nella propria stanza, mettere un manichino nel letto per uscire di notte e superare le inferriate con delle tranciatrici. The Escapists 2 offre totale libertà al giocatore in quanto ad approcci: ce ne sono di più semplici, altri più complessi, altri ancora che possono essere effettuati solo in modalità multigiocatore in compagnia di un altro “fuggitivo”. Se giocarlo con amici (o sconosciuti) online risulta divertente, ma anche una via facile per risolvere le prigioni in poco tempo, la vera esperienza di The Escapists 2 la si vive però in modalità singolo.

The Escapists 2 offre totale libertà al giocatore

Qui è tutto nelle nostre mani, e bisognerà sottostare rigidamente alle meccaniche messe in moto dagli sviluppatori: la prigione ha una routine infatti, scandita da un orologio nella parte alta a destra dello schermo. Ci sarà l’ora per ogni pasto, quella per lavorare, la palestra e addirittura la doccia. Rispettare gli orari al millisecondo non è obbligatorio, ed è proprio in questi spazi di tempo di libertà e nel saper “rompere” la routine che si vive l’esperienza del gameplay. Si cercano oggetti nelle celle degli altri detenuti, si osservano le ronde delle guardie e si cercano eventuali vie di fuga.

Ad aggiungersi a questa struttura di gameplay c’è un sistema di missioni: piccole quest date dagli altri detenuti, che chiederanno di recuperare, tra le varie cose, un pettine o una saponetta, quest peraltro ricompensate con moneta sonante che potrà poi essere barattata con altri oggetti utili alla nostra fuga, inclusi materiali o armi. The Escapists 2, insomma, ruota intorno a questi delicati equilibri tra loot, crafting, missioni e il rispettare la routine carceraria senza far insospettire le guardie. È un sistema intelligente e ricco di possibilità, ma anche piuttosto frustrante perché mal bilanciato. La fortuna e la casualità giocano infatti un ruolo troppo cruciale nelle sorti del nostro piano: cercare per ore l’oggetto necessario per il crafting che ci serve è tedioso, e la costante necessità di rispettare la routine del carcere esaspera l’attesa rendendo il tutto ripetitivo e decisamente poco emozionante.

Conclusioni

The Escapists 2 è insomma un gioco interessante ma non per tutti, ricreando l’atmosfera delle grandi fughe dalle carceri in modo profondo e divertente, nonostante un ritmo frustrante e una presenza del fattore fortuna a volte troppo incisivo.

Fortunatamente ad alleggerire il fardello dell’esperienza ci pensano alcuni elementi davvero riusciti, come la visuale a volo di uccello, uno stile grafico minimalista e simpatico, i dialoghi, e un’atmosfera generale piuttosto ricca di humor. Soprattutto su Switch, vista la possibilità di giocare ovunque in modalità portatile, anche in multiplayer, che si rivela uno degli aspetti più divertenti dell’esperienza creata da Mouldy Toof Studios e Team 17.

Good

  • Sandbox ricco di possibilità
  • Sistema di crafting ricco
  • Multiplayer divertente

Bad

  • Frustrante
  • Il sistema di "routine" è ripetitivo
7

Niente male

Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all'occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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