The Endless Mission – Anteprima E3 2018

Edutainment alla massima potenza

The Endless Mission – Anteprima E3 2018
The Endless Mission – Anteprima E3 2018
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Los Angeles – Dai creatori del puzzle-platformer ambientato fra i ghiacci, Never Alone, e del futuro Beyond Blue, che come il predecessore si promette di sensibilizzare il giocatore nei confronti non più di un popolo o una cultura bensì del più vasto ecosistema marino, ecco arrivare un altro gioco di stampo educativo. Questa volta gli sviluppatori hanno ben pensato di avvicinare i loro utenti al linguaggio C#.

Come, vi chiederete? Semplice, mettendo a disposizione un sandbox pressoché sconfinato (endless, appunto) per invitarli a “inventare” i loro giochi all’interno di un mondo più ampio, dal quale prendere modelli e asset dei giochi in esso integrati: dal platform 3D a uno strategico in tempo reale finanche a un gioco di corse, tutto può essere riadattato per dare forma a un’esperienza di gioco che sia personale e condivisibile con altri utenti. Introdotto così potrebbe sembrare uno dei tanti titoli che negli anni si sono proposti per offrire ai giocatori gli strumenti necessari a dare vita alle loro idee ma dopo averlo visto all’opera, The Endless Mission si dimostra più unico di quanto inizialmente si sarebbe potuto pensare.

Non solo fonde fra loro i generi più disparati ma mette letteralmente gli strumenti di creazione sui nostri schermi.

“I giocatori andranno dietro le quinte dello sviluppo di un videogioco ed esploreranno molteplici generi, usandone gli aspetti più peculiari per andare a creare le loro esperienze” ha spiegato il direttore creativo Brenden Sewell. “Attraverso un obiettivo all’apparenza tanto semplice si arriverà lentamente a comprendere come funziona il codice e in che modo il software modella l’esperienza”. Se l’idea di trovarsi davanti all’improvviso stringhe di codici dal significato oscuro spaventa chi non vive di pane e programmazione, non c’è da preoccuparsi: l’aspetto di codifica è all’inizio tutto fuorché prominente. L’obiettivo principale del gioco è educare, dunque i giocatori costruiranno i loro mondi in modo più diretto durante le prime fasi. Per esempio: vi tuffate in un gioco d’avventura, lo finite e tornate vincitori nell’hub centrale dopo aver sbloccato le sue caratteristiche – avatar, gameplay e scenario. Fate poi lo stesso con uno sparatutto, uno strategico, un titolo di corse, finché non vi sembra di avere tanto materiale per poter creare un mix interessante, o quantomeno avere una vasta scelta. Prendete un elemento per ognuno dei tre aspetti da soddisfare, li gettate in una sorta di vortice al centro dell’area di creazione e infine vi tuffate al suo interno per scoprire a cosa avete dato vita.

Durante la presentazione hands-off, gli sviluppatori hanno prima mostrato i due livelli distinti di corse e platform 3D; una volta nell’hub di creazione hanno preso il protagonista del platform e l’hanno gettato nell’ambientazione del racing game. Ne è uscito così un gioco nel quale l’obiettivo era rimasto invariato, ovvero raggiungere il traguardo, ma era d’obbligo riuscirci sfruttando non più una macchina bensì l’avatar della volpe pirata inserito direttamente dal platform. Sarebbe impossibile per chiunque superare in velocità le automobili ma avendo buttato nel calderone anche il gameplay tipico del platform, il mondo di gioco si era alterato per offrire la possibilità alla volpe di giocare (più o meno) alla pari: gli elementi dello scenario erano infatti in movimento, andando appunto a rappresentare delle piattaforme per fornire un percorso alternativo alla nostra volpe. Questo però è solo il primo strato di The Endless Mission, quello pensato appunto per abituare i più inesperti al concetto di creazione. Il secondo è dove le cose iniziano a farsi più approfondite: mettendo in pausa il gioco e navigando nei menu è possibile selezionare qualsiasi elemento a schermo e modificarne le variabili a disposizione. Mi sono così trovata a osservare, non senza un certo divertimento, una volpe gigante che compiva salti di un’altezza assurda e “passando dal retro” ha tagliato il quadrato molto prima dei bolidi a quattro ruote.

“Con queste tre scelte si è in grado di creare mash-up di gioco che sembrano dare una voce autoriale concreta nelle realtà che l’utente sta creando” ha aggiunto Sewell. “Per chi invece si sente pronto ad andare più a fondo, abbiamo strumenti di modding e scripting.” Come ho scritto, dunque, è un gioco pensato per educare, realizzato grazie alla collaborazione con Endless Interactive – un’organizzazione il cui intento è “rendere l’informatica universalmente accessibile per tutti” (hanno infatti sviluppato un sistema operativo low-spec chiamato Endless OS). È stato però progettato, come qualunque forma di edutainment, per nascondere il suo apprendimento il più possibile. Tenendo a mente questo aspetto, non bisogna tuttavia pensare che The Endless Mission sia un gioco sterile e privo di una sostanza che vada oltre la comunque ricca possibilità di programmare autonomamente. Il gioco avrà anche una storia scritta dalla mente dietro Red Dead Redemption, Christian Cantamessa, in collaborazione con Richard Elliot, che ha lavorato alla serie di prossima uscita Dark Crystal: Age of Resistance: girerà attorno a una misteriosa “Accademia” che è la fonte di tutta la tecnologia grazie alla quale poter realizzare i propri videogiochi.

Quanto visto all’E3 è stato un progetto ancora nelle sue fasi iniziali, grezzo ma con un ottimo potenziale. Non ho potuto provarlo con mano per capire quanto tutti questi aspetti siamo amalgamati bene assieme ma in un certo senso mi ha ricordato Tower Unite – sebbene, forse, non con lo stesso grado di libertà. L’idea educativa alla base è molto valida, bisogna però capire fino a che punto riuscirà a coinvolgere utenti che non hanno mai messo mano a un codice di programmazione: per ora le possibilità che esulano dalla riprogrammazione sono esigue e pur con le variabili a disposizione, alla lunga limitarsi a mescolare tre diversi elementi potrebbe risultare noioso. A proposito della condivisione dei propri lavori, l’hub centrale ospiterà una “Hall of Celebrations” dove saranno messe in mostra le creazioni degli utenti ma si tratta di un aspetto che per rispettare la volontà degli sviluppatori di mantenere il PEGI basso dovrà passare sotto un’attenta verifica.

In definitiva, considerato che il gioco è prodotto in Unity, è come se E-Line avesse realizzato una piattaforma di sviluppo dentro una piattaforma di sviluppo. Se Minecraft o il Garry’s Mod hanno stimolato la creatività di milioni di giocatori senza limitando però l’utente all’ambiente interno di gioco, The Endless Mission si configura come un vero e proprio strumento di apprendimento nascosto in un videogioco. Uscirà a settembre in Early Access ma dubbi a parte su un eventuale profondo coinvolgimento dei neofiti della programmazione, il gioco si posiziona estremamente bene come esperienza di gamification finalizzata all’apprendimento della programmazione in ambito videoludico.


Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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