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The Elder Scrolls Blades – Anteprima E3 2018

The Elder Scrolls: Blades
The Elder Scrolls Blades

The Elder Scrolls: Blades

The Elder Scrolls: Blades è il titolo free-to-play per iOS e Android di Bethesda Game Studios. I giocatori sono membri dell'antico ordine delle Blade, costretti all'esilio con l'obiettivo di riportare il paese natale all'antica gloria.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:

Los Angeles – Annunciato praticamente a sorpresa durante la conferenza Bethesda, The Elder Scrolls: Blades è il primo approccio della serie creata da Pete Hines e soci al mercato mobile. Probabilmente influenzata dal successo di Fallout Shelter, Bethesda Softworks ha deciso di trasportare il suo mondo fantasy per eccellenza su smartphone iOS e Android, sorprendendo persino i suoi appassionati. Certo, chiunque abbia necessità di giocare a The Elder Scrolls in mobilità può rivolgersi tranquillamente alla versione Nintendo Switch di Skyrim, tuttavia Blades è la prima iterazione del franchise ad essere stata creata e progettata tenendo i dispositivi mobili in mente, ed è un dettaglio non trascurabile.

A differenza di molti altri giochi, Blades è infatti stato disegnato per essere giocato anche con una sola mano, similmente a quanto fatto da Nintendo con il suo Super Mario Run: possiamo goderci il mondo di Blades sia tenendo lo smartphones orizzontalmente che verticalmente. Inutile dirvi che quest’ultimo caso è particolarmente adatto a chiunque utilizzi il cellulare durante le sue iterazioni sociali più noiose, permettendovi di cammuffare la vostra sessione di gioco facendo finta di controllare un calendario o di rispondere a un messaggio importante. The Elder Scrolls Blades vi darà una mano ad ammazzare il tempo persino nelle più noiose riunioni lavorative, stando a quanto dichiarato da Todd Howard stesso.

The Elder Scrolls Blades

Come ho già dichiarato in precedenza, Blades è stato progettato per la mobilità: la visuale del gioco è esclusivamente in prima persona, per facilitare l’immersività in un mondo di gioco ricco di dettagli interessanti. Come tutti i giochi della serie Elder Scrolls, anche in Blades sarà possibile creare il nostro personaggio da zero, scegliendo fra diverse caratteristiche, abilità e persino incantesimi. La DEMO che abbiamo potuto provare nel booth di Bethesda presentava un personaggio già creato, ma gli sviluppatori hanno chiarito l’importanza dell’editor sin da subito: potremo progettare il nostro eroe in tutto e per tutto, rendendolo l’avatar perfetto per le nostre avventure in mobilità.

Durante la nostra prova abbiamo potuto provare due ambienti di gioco: un dungeon classico oppure una scura foresta dove muovere i nostri primi passi in The Elder Scrolls Blades. Entrambi sono stati ottimamente realizzati dal team di sviluppo: il dungeon è esattamente quello che un appassionato di fantasy si aspetta di trovare in un gioco del genere; aree buie illuminate solamente dal bagliore di qualche flebile torcia, forzieri del tesoro, porte segrete e aree nascoste. La foresta ricorda vagamente le ambientazioni viste nel Signore degli Anelli o in Harry Potter: giganteschi alberi che oscurano la luce con il loro spesso fogliame, radici che emergono dalla terra e una sensazione costante di insicurezza.

The Elder Scrolls Blades

Purtroppo però i controlli di questo nuovo titolo mobile Bethesda sono a mio avviso completamente da rivedere: per muovere il nostro eroe potremo sia fare un breve “tap” sullo schermo nella direzione indicata o utilizzare un controller virtuale con il pollice sinistro per muoverlo nell’ambiente, tuttavia la visuale verrà controllata dalla parte sinistra dello schermo (in modalità orizzontale). Insomma, il risultato è abbastanza caotico e poco preciso, e muoversi nel dungeon con questi controlli si è rivelato spesso problematico e difficile, facendoci mancare porte o sbattere contro i tavoli. Purtroppo però la parte peggiore del gioco riguarda le sessioni di combattimento, che hanno solitamente una grande importanza in un titolo come questo. Posso definire il combattimento di The Elder Scrolls Blades con due semplici parole: lento e deludente. Innanzitutto appena un nemico vi vede il vostro personaggio rimarrà bloccato, come paralizzato con la telecamera fissa sul nemico. Non potrete più muovervi e assisterete al lento arrivo dell’avversario che vi si piazzerà proprio di fronte: da lì partiranno una sequenza di attacchi lenti, sia da parte del mostro di turno sia da parte vostra.

Ci sono due modi per attaccare in The Elder Scrolls Blades: uno è utilizzare la spada e lo scudo e l’altro è lanciare un incantesimo. Il primo vi permetterà di menare fendenti quando un cerchio sopra la testa del nemico si restringerà, in maniera similare alla cattura dei pokémon nel Pokémon GO di Niantic. Potremo inoltre alzare lo scudo tenendo premuto un pulsante a sinistra. Inutile dirvi che i movimenti sono davvero lentissimi e un attacco portato a segno toglie circa un decimo della salute del mostro, che poi contrattaccherà: lentamente e inesorabilmente andranno via due o tre minuti solo per questa sequela di attacchi ripetitivi e quasi al rallentatore. Gli incantesimi invece uccidono quasi sempre sul colpo, ma la nostra riserva di punti magia si consumerà molto facilmente, ricaricandosi col tempo fuori dal combattimento. Una volta abbattute le creature malvagie potremo recuperare denaro e altri oggetti interessanti, come alcuni bonus alla salute.

Insomma, The Elder Scrolls Blades ci ha lasciato un po’ perplessi, è innegabile. Il mondo di gioco sembra ben definito e ricco di lore, come tutti i giochi della serie. Tuttavia il sistema di combattimento è davvero da rivedere, quasi completamente. Vogliamo sperare che sia solo perché il gioco è ancora in costruzione che gli scontri siano così ripetitivi e noiosi, e che la situazione di work in progress si sblocchi prima dell’arrivo del gioco su smartphones, che è previsto per settembre di quest’anno. In caso contrario, molti fan della serie rimarranno amaramente delusi dal primo approccio di una serie fantasy così iconica sul proprio smartphone. Al lavoro, Bethesda!


Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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