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Street Fighter 30th Anniversary Collection – Recensione

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Uno Shoryuken dritto al cuore

Street Fighter 30th Anniversary Collection – Recensione
Street Fighter 30th Anniversary Collection
Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Versione Testata:

Trent’anni fa nasceva un brand che avrebbe influito pesantemente sulla vita di milioni di videogiocatori nel mondo, una serie che ha contribuito a plasmare l’infanzia e l’adolescenza di diverse generazioni di ragazzi, un prodotto di intrattenimento completo che sarebbe diventato un vero e proprio pilastro della cultura popolare videoludica. Stiamo ovviamente parlando di Street Fighter, il picchiaduro che non c’era e che ha creato un genere incredibile, capace di emozionare e coinvolgere anche dopo trent’anni dalla sua uscita. La storia di Ryu e Ken ha appassionato sin dal suo esordio, arrivando dal 1987 fino ai giorni nostri con la stessa carica, la stessa forza ed emotività di quei giorni.

Street Fighter nacque come gioco per i cabinati arcade Jamma, e per l’epoca il titolo di Capcom non era nulla di meno che pura rivoluzione. Persino il modo di giocare era particolare: alcuni cabinati erano dotati di pulsanti con tecnologia pneumatica che attribuivano un colpo (leggero o pesante) in base alla pressione esercitata dal giocatore. Il successo planetario arrivò invece nel 1992, con l’uscita di Street Fighter II: The World Warrior e la nascita del picchiaduro per come lo conosciamo oggi. Da allora il brand si è rinnovato e rinvigorito ad ogni interazione, con l’arrivo di ncapcomuovi lottatori, nuove trame ed un sempre diverso gameplay. Non sorprende che Capcom voglia celebrare il successo di uno dei suoi brand più amati dedicandogli una raccolta speciale che ha il sapore nostalgico di una retrospettiva: Street Fighter 30th Anniversary Collection.

Street Fighter 30th anniversary collection

I dodici giochi presenti in questa enorme Collection.

Ma che cos’è di preciso questo titolo? Definirlo banalmente “videogioco” è quasi limitativo, perché questa Collection è un vero e proprio museo interattivo dedicato al brand, una summa maxima di tutto quello che Street Fighter ha saputo creare in trent’anni di brand. Il menù di gioco vi permetterà di scegliere fra dodici iterazioni del franchise: il primo Street Fighter, le cinque edizioni di Street Fighter II, l’intera serie Alpha (che prende il nome di Zero in terra nipponica) e le tre versioni di Street Fighter III. Se ancora tutta questa dichiarazione d’amore al brand non vi basta, Capcom ha inserito la bellissima modalità museo, una raccolta inestimabile fatta di bozzetti, script, file audio e concept art di tutti i titoli del franchise, digitalizzati con cura e catalogati con precisione e accuratezza. Insomma, Street Fighter 30th Anniversary Collection non è solo un titolo dedicato ai più nostalgici fra noi, è una vera e propria introduzione passo dopo passo a un pezzo importante della cultura videoludica. Un prodotto che dovrebbero possedere (e sviscerare) tutti, nessuno escluso, dai veterani e più stagionati giocatori che hanno vissuto in prima persona la febbre di Street Fighter in qualche affollata sala giochi, ai novizi teenagers che magari seguono con passione i tornei del Capcom Pro Tour.

Capcom ha restaurato in maniera ottimale tutti e dodici i titoli sopracitati, senza intaccare ovviamente il loro aspetto retrò. Per personalizzare la nostra esperienza con i giochi leggendari che hanno fatto la storia del picchiaduro, le opzioni di gioco ci permetteranno di inserire (o rimuovere) alcune cornici che contribuiranno a replicare quella sensazione da “arcade” che è tanto cara ai più nostalgici; non solo, potremo applicare diversi filtri per ricordarci il feeling dei televisori a tubo catodico che dominavano gli anni ’90. Altra funzione assolutamente da non sottovalutare è la possibilità di salvare la partita in qualsiasi momento dal menù di pausa, che ci darà la possibilità di riprovare un ostico combattimento e di evitare la fatale schermata di Game Over.

Un prodotto che dovrebbero possedere (e sviscerare) tutti

A parte le opzioni rinnovate, il gameplay dei titoli sopracitati è rimasto pressoché invariato, con qualche eccezione; sembra siano stati migliorati i tempi di risposta, specie sui primissimi capitoli (la versione Switch soffre sotto questo punto di vista se non utilizzata in versione docked). Questa notizia farà felici i fanatici delle combo e del juggling sfrenato, che potranno finalmente dedicarsi a contromosse e parate senza imbattersi in problemi di latenza. C’è da dire che sui primi titoli il tempo di risposta è ancora un problema, perché il gioco originale è stato concepito in questo modo ed è difficile sopperire a questo gap trentennale. Sono stati inoltre corretti alcuni bug storici che col passare degli anni erano stati considerati parte del gioco stesso dalla fanbase dei più appassionati, specie in ambito competitivo. A differenza di Ultra Street Fighter II: The Final Challengers, i dodici titoli di questa Collection non hanno subito alcun restyling grafico di sorta. Vi ritroverete insomma gli stessi lottatori pixellati con cui siete cresciuti davanti ai cabinati arcade di sale giochi troppo affollate, e persino il comparto audio è rimasto praticamente lo stesso; stesse voci distorte dal sintetizzatore, stessi “Hadoken” strozzati e veloci: tutto quello che avete amato è esattamente come lo avete lasciato.

La vera novità è rappresentata dal comparto multigiocatore, ora diviso in due grossi tronconi: offline e online. Nel primo caso potremo affrontare un amico direttamente nel salotto di casa, alla vecchia maniera: pad contro pad. È presente inoltre una modalità Tournament, che consentirà di creare un torneo che coinvolgerà fino a otto giocatori (sulla console Nintendo serviranno due/quattro Switch per 4/8 giocatori). Questa Tournament Battle è un altro omaggio alla storia di Street Fighter: nel 1993 fu infatti rilasciata una versione particolare del gioco che richiedeva ben quattro cabinati arcade connessi insieme per un torneo ad eliminazione a tre fasi simultanee: le eliminatorie, le semifinali e le finali. Questo esatto modus operandi è stato riproposto nella modalità Tournament di Street Fighter 30th Anniversary Collection. Sugli scontri online c’è da aggiungere qualcosa di più: a ricevere la possibilità di combattere contro avversari in tutto il mondo sono solamente quattro titoli su dodici: Street Fighter II Hyper Fighting, Super Street Fighter II Turbo, Street Fighter Alpha 3 e Street Fighter III Third Strike. La ragione va a ricercarsi probabilmente nella praticità di gestire un servizio online per dodici giochi, anche perché molti dei quali sono riedizioni riviste di versioni precedenti. Non avrebbe senso mettere online un server per Street Fighter II quando le versioni Super e Turbo hanno più personaggi e in generale sono meglio ottimizzate. Il matchmaking è generalmente efficiente, anche se non fa gridare al miracolo, e i match sono fluidi e immediati (a meno che non abbiate problemi di connessione o il vostro avversario sia in un altro continente). Anche la modalità allenamento è presente solamente nei giochi disponibili per gli scontri online, limitando la possibilità di affinare le nostre tecniche negli altri otto titoli di Street Fighter. Quest’ultima è una mancanza all’apparenza inspiegabile, che farà storcere il naso a più di qualche appassionato. Tuttavia le elevate possibilità di personalizzazione dell’allenamento sopperiranno anche a questa piccola svista, rendendo il prodotto adatto a chiunque voglia migliorare la propria skill in uno dei quattro capitoli prescelti di Street Fighter

Conclusioni

Dare un voto imparziale a Street Fighter: 30th Anniversary Collection è, per chi vi scrive, difficilissimo. Perché con Street Fighter molti di noi sono cresciuti, hanno combattuto le prime battaglie digitali e hanno sconfitto per la prima volta i propri amici su di un ring fatto di sudore alle dita e grafica pixellata. Insomma, è complicato non farsi influenzare da quei sentimenti nostalgici che mi hanno fatto sorridere non appena ho visto l’intro di Super Street Fighter II. Nonostante questa premessa voglio che sia chiaro che questa raccolta è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio must-buy.

Non solo per gli appassionati del picchiaduro, che conserveranno questo titolo come un piccolo tesoro, ma per tutti coloro che vogliono saperne di più su una delle pietre miliari della storia videoludica mondiale. Questa collezione segue passo per passo un brand incredibile, dai bozzetti al gioco finito, in un periodo di quasi 30 anni. Con dodici giochi iconici, modalità multigiocatore online e offline, un museo per ripercorrere la creazione del brand e una modalità allenamento personalizzabile, Capcom ci ha tirato uno shoryuken dritto al cuore. 

Good

  • 12 giochi leggendari, in tutto il loro splendore retrò
  • Modalità Tournament ripresa da un'edizione speciale del '93
  • Il museo è davvero un pezzo di storia videoludica
  • Scontri online veloci e divertenti

Bad

  • Comparto audio da perfezionare
  • Modalità allenamento limitata a 4 titoli
8.5

Imperdibile

Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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