Steep: Road To The Olympics – Recensione

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Ubisoft conquista la medaglia d'oro

Steep
Road to the olympics

Steep è l’enorme open world di Alpi e Alaska, dove poter affrontare le vette più famose al mondo con snowboard, tuta alare, parapendio e sci. Nell’espansione di Road to the Olympics si ha la possibilità di esplorare le iconiche montagne del Giappone e allenarsi per i Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang 2018 in Corea del Sud.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Tra i tanti ottimi giochi usciti lo scorso anno, chissà quanti di voi ricordano Steep, l’ottimo sportivo di Ubisoft che con una miscela perfetta tra realismo ed arcade, aveva fatto la felicità di tutti gli appassionati di sport invernali.

Nei mesi successivi sono arrivate le espansioni, nuove sfide e nuova attrezzatura, il tutto condito da una cornice montana suggestiva e ben realizzata. Quest’inverno, quasi a voler concludere dignitosamente l’esperienza, Steep si arricchisce di nuovi contenuti, interamente dedicati alle Olimpiadi di Pyeongchang 2018.

L’obiettivo è quello di ricreare le atmosfere di quei giorni forsennati, vivendoli con gli occhi dei veri atleti che vi hanno partecipato (o che vi parteciperanno), come un adrenalinico conto alla rovescia.

Si tratta senza dubbio di una delle espansioni più complete finora uscite per il titolo, che si dimostra ancora in grado di catalizzare le attenzioni e le voglie di una nutrita fetta di videogiocatori sportivi, sfruttando un genere amatissimo, ma non valorizzato quanto dovrebbe.

Road to the olympics

Road To The Olympics ci mette nei panni di uno snowboarder qualunque, che decide di intraprendere quella che è la strada più difficile ed importante di tutte per uno sportivo professionista, ossia quella delle Olimpiadi. Parteciparvi  non è uno scherzo, gli allenamenti sono duri, spesso spietati e tutto per una manciata di secondi in aria in cui bisogna dare il massimo. Lo sanno bene campioni come Tony Ramoin, Bode Miller o Lindsey Vonn che con le loro interviste tra un caricamento e l’altro, dispensano consigli e aneddoti, aiutando il giocatore ad immedesimarsi in maniera pressoché totale. E lo sa bene anche il nostro alter-ego virtuale, che ha poco più di un anno per migliorare la propria tecnica e le proprie abilità, prima del grande debutto.

La campagna single-player è longeva e ben equilibrata: gli allenamenti sono costanti e permettono di memorizzare i tracciati, imparandone ogni dettaglio per meglio sfruttarlo durante le selezioni ufficiali. Le gare, invece, sono suddivise in più competizioni dove sarà necessario qualificarsi almeno nelle prime tre posizioni per riuscire a proseguire il viaggio. Complessivamente funziona tutto benissimo, grazie ad una difficoltà crescente e mai proibitiva, una buona varietà di percorsi e di gare ed una serie di attività secondarie in linea con lo spirito del gioco base.

Il nuovo massiccio giapponese offre ben 59 destinazioni inedite

Ubisoft Annecy ha voluto cercare un punto d’incontro tra la leggerezza di Steep e la solennità della competizione sportiva delle Olimpiadi invernali. Pur non essendo un risultato difficile da raggiungere, data la bontà del titolo originale ed il fascino che certe discipline sportive ancora hanno sull’immaginario comune, Road To The Olympics riesce a sorprendere. E lo fa non solo perché il nuovo massiccio giapponese offre ben 59 destinazioni inedite (tra sfide, racconti della montagna, imprese e quant’altro), ma anche grazie alla cura profusa nei dettagli ammirati durante le gare olimpiche.

Tutto in quei magici momenti è messo al posto giusto, nel momento giusto: la tensione del cronista mentre descrive i nostri trick, i boati del pubblico, le urla liberatorie del protagonista dopo un ottimo tempo, fino ad arrivare alle note del nostro inno nazionale che inizia a suonare non appena giungiamo sul podio. Inutile dire che il coinvolgimento già notevole, è ancor più sostenuto se si è fan del Big Air e dello snowboarding in generale. Parallelamente è possibile incorrere in una moltitudine di attività secondarie che, pur non risultando appassionanti come la campagna in singolo, riescono comunque a regalare attimi di puro spasso.

Road to the olympics

Oltre a gareggiare sullo snowboard è possibile affrontare alcuni eventi anche con un paio di sci sotto i piedi e parliamo di slalom, gigante e Super G, non della collinetta innevata sotto casa. Messi momentaneamente da parte gli spericolati trick della tavola, le gare per sci rappresentano la compagine forse meno riuscita del pacchetto: il feeling dei comandi si attesta sempre su buoni livelli, ma l’atmosfera è decisamente meno trascinante e la cura per i dettagli va un po’ perdendosi per strada.
Nulla che faccia gridare allo scandalo, ma avendo alle spalle un prodotto così ben confezionato, queste cadute di stile sono ancora più evidenti. Discorso simile può esser fatto per una ripetitività di fondo che soprattutto nelle fasi finali della competizione inizia a venire prepotentemente fuori. Colpa di una cornice che fa sembrare lo sfondo sempre uguale e delle discipline che agli occhi di un neofita, non hanno chissà quali grandi differenze. Purtroppo non c’è una vera e propria soluzione a questo problema, che però ancora una volta non rappresenta una bocciatura spietata, ma anzi è direttamente correlato alla passione che ogni singolo giocatore riserva a questo tipo di eventi.

Nelle fasi finali della competizione la ripetitività inizia a venir fuori

Tecnicamente Road To The Olympics si difende egregiamente, riflettendo quanto di buono si era già visto su Steep al suo esordio, sfruttando quindi la totale interattività con le attività che riempiono il massiccio orientale e l’assenza di caricamenti che di solito intercorrono tra una sfida e l’altra. Su Xbox One X (la versione da noi testata) il gioco acquista nuovo vigore, garantendo una pulizia grafica stupefacente ed un colpo d’occhio invidiabile, senza tuttavia soffrire di rallentamenti o cali di frame-rate improvvisi.

Discorso analogo per il comparto sonoro, tutto ancora una volta in italiano, che riesce a regalare quel pizzico in più di realismo che non fa mai male, con una telecronaca ben impostata e poche note musicali che vanno ad enfatizzare esclusivamente i momenti più eccitanti. D’altronde meraviglie come il monte Fuji o il monte Yotei sono fatte per essere guardate, non ascoltate.

Conclusioni

Con Road To The Olympics, Ubisoft Annecy inanella un altro piccolo successo, merito della loro dedizione e di un gioco che nonostante non sia uscito ieri, riesce ancora a farsi voler bene.

Nonostante qualche piccola incertezza, Steep ad oggi rappresenta una delle simulazioni sportive più innovative e coraggiose della generazione e lo ribadiamo, uno dei pochissimi esponenti (riusciti) del genere. La nuova espansione conclude al meglio il sereno percorso del gioco Ubisoft e si rivela una piacevole novità rispetto allo standard.

Chi possiede già Steep, avrà un ottimo motivo per riallacciarsi gli scarponi e salire in vetta, peccato solo che il prezzo di Road To The Olympics non sia dei più popolari.

Good

  • Espansione ricca di contenuti
  • Ambientazione suggestiva
  • Tutto il fascino delle Olimpiadi

Bad

  • Alcune gare non entusiasmano
  • In alcune occasioni può risultare ripetitivo
  • Prezzo forse troppo alto
8

Imperdibile

Amante dei tatuaggi e del buon vino, crede fermamente nella vita extraterrestre. Ha una passione viscerale per i videogames maturata nel tempo, che lo ha portato a scrivere per molte riviste italiane e siti web specializzati nel settore.

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