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METAL MAX Xeno – Recensione

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L'umanità ha ancora qualche speranza!

METAL MAX Xeno – Recensione
Metal Max Xeno
Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Probabilmente alcuni di voi non hanno mai sentito parlare della saga di Metal Max, che sin dal 1991, sul tanto amato NES, ha dato vita ad un GdR a turni basato su combattimenti tra veicoli corazzati, e in cui il finale poteva essere determinato dalle scelte in-game del giocatore. All’epoca si dimostrò un gioco davvero unico, che proponeva uno scenario post-apocalittico open world esplorabile e mai lineare.

Per la sfortuna di noi occidentali, il titolo debuttò nel solo Giappone su Nintendo Famicom, facendo perdere la possibilità di giocare (per chi scrive) ad uno dei videogiochi più rivoluzionari di quella generazione.

Fondamentalmente Metal Max è ambientato in un mondo caduto ormai in rovina e quasi completamente deserto, in cui gli ultimi sopravvissuti si sono raggruppati in villaggi sotterranei, mentre i cacciatori di mostri devono abbattere le creature e i fuorilegge per riportare, in un certo senso, la serenità nel mondo.

Per celebrare il 25esimo anniversario della serie, molto apprezzata nel Sol Levante dagli amanti dei J-RPG, arriva anche dalle nostre parti METAL MAX Xeno per PlayStation 4, che mette sulla brace un po’ di carne, o per meglio dire carri armati caratterizzati da artiglieria pesante.

Prima di partire con la recensione sappiate che si tratta di un titolo assai particolare, in cui, come avrete senz’altro intuito, dovrete combattere principalmente con i mezzi blindati, dei quali gioca un ruolo chiave il loro upgrade, altrimenti potrete dire addio alla cara e amata pellaccia. Come si dice in questi casi? Pronti, mirare… fuoco!

METAL MAX Xeno

Non resta ormai molto della civiltà…

L’umanità sembra ormai destinata all’estinzione. Mezzo secolo fa, un mainframe classificato come NOA ha acquisito una propria coscienza diventando senziente e prendendo una spietata decisione: distruggere l’umanità. E lo fece quasi completamente (tutto questo non vi ricorda un po’ Terminator?, ndr).

La portata distruttiva di NOA è senza limiti, riuscendo addirittura a ridurre in macerie la più grande metropoli asiatica, nel caso specifico parliamo di Tokyo. Quello che rimane è una vasta landa desolata che dovrete esplorare nei panni di Talis, un serioso e scostante reduce di questo conflitto, alla ricerca di una vendetta personale e di astuti alleati sopravvissuti, per rispedire le macchine definitivamente verso un ormai introvabile sfasciacarrozze.

Introvabile è la parola giusta e che meglio rappresenta la Tokyo apocalittica che andrete a visitare all’inizio della vostra missione in METAL MAX Xeno. Le lande desertiche fanno notevolmente rimpiangere il periodo rigoglioso della società giapponese, ma nonostante il dramma che si sta vivendo nascondono un fascino già vissuto da telespettatori in pellicole cinematografiche come 1997: Escape from New York e la saga di Mad Max.

Una volta deciso il nome del vostro protagonista e del veicolo cingolato – sì, perché in METAL MAX Xeno potrete scegliere il nome di qualsiasi mezzo e del protagonista a piacimento – siete pronti a viaggiare in lungo e in largo per la nuova capitale giapponese, senza che manchino le opportunità di darvele di santa ragione con tutti i brutti figuri che si nascondono sotto la sabbia. Nel dettaglio parliamo di mostri prevalentemente robotici, probabilmente costruiti dalla stessa intelligenza artificiale che ha decimato l’umanità, e di insetti o animali geneticamente modificati: non sarà difficile incontrare formiche rosse grandi come veicoli cingolati o dei volatili simili ad aeroplani (spaventosi a dir poco).

Il mondo andato in malora di METAL MAX Xeno possiede un fascino tutto suo

Per fortuna che siete ben saldi e sicuri all’interno del carro armato fin dalle prime battute di gioco, anche perché senza il vostro blindato state pur tranquilli che farete una fine ignobile. Ma i vantaggi non sono semplicemente relegati alla difesa: anche in fase offensiva ne potrete combinare di tutti i colori.

I vari villani citati poc’anzi spunteranno improvvisamente mentre percorrerete un ponte o semplicemente quando sarete alla ricerca di un luogo che nasconde ancora dei superstiti. In questo caso vi ritroverete dinnanzi a tre scelte: effettuare un attacco preventivo, per arrecare punti ferita e volgere facilmente lo scontro dalla vostra parte, ignorare il nemico e proseguire, oppure partire con una battaglia testa a testa, inevitabile nel caso in cui il caro cattivone si metta dinnanzi ai cannoni del veicolo.

Nel momento in cui si va incontro ad una inevitabile battaglia, quello che vedrete su schermo è il classico gioco di ruolo a turni vecchia scuola, in cui potrete decidere con quale arma attaccare tra quelle disponibili, effettuare un colpo potenziato, usare oggetti per vantaggi strategici o, perché no, difendervi per incassare meno colpi e far caricare la Barra Fever: ovvero la classica “furia” conosciuta in altre produzioni.

METAL MAX Xeno

Oddio, cos’è quella dino-nave?

Le battaglie non si rivelano così impegnative, soprattutto se vi siete potenziati nel migliore dei modi sotto ogni aspetto che il gioco propone. Infatti, come tutti i giochi di ruoli di stampo nipponico, in METAL MAX Xeno è assai determinante equipaggiare i vari personaggi con armi che fanno la differenza sul campo di battaglia. E questo dato non è solo relativo alla potenza di fuoco, ma occorre una particolare cura anche per quel che riguarda l’elemento.

Un aspetto che non dovrete prendere esattamente sotto gamba perché, se i nemici piccoli non vi arrecheranno chissà quale danno, quelli grossi potrebbero mandarvi in frantumi. E per grossi intendiamo veri e propri boss, che nel mondo di gioco vengono denominati Wanted, con tanto di taglia da riscuotere. Questi cattivoni disporranno di una barriera elementale che potrà essere infranta solo con un’arma specifica. Quindi se pensate che la strategia non sia una buona scelta, state pur certi che vedrete comparire sullo schermo tante volte la schermata del game over.

Non che sia un vero e proprio game over: nel momento in cui mangerete la sabbia verrete teletrasportati alla Iron Base, ovvero la base principale del gioco che ospita gli ultimi sopravvissuti, nonché alleati, che vi daranno una grossa mano in questa titanica impresa di sopravvivenza. Gli amici, infatti, ripristineranno la salute dei PG e ripareranno tutti i veicoli della squadra, dispensandovi buoni consigli e dandovi il tempo di riprendere fiato e preparare la prossima battaglia, magari acquistando dagli stessi varie attrezzature o modifiche ai blindati: non solo dal punto di vista estetico e cromatico ma anche della potenza di fuoco.

METAL MAX Xeno offre momenti piacevoli agli appassionati del genere

METAL MAX Xeno si distingue dagli altri J-RPG proprio dal punto di vista dei veicoli: infatti la maggior parte del tempo la passerete a bordo di carri armati o altri mezzi corazzati, e ad aggiornarli con armi per renderli sempre più letali. Nessuno ovviamente vi vieta di scendere e spostarvi a piedi, ma in questo caso state pur tranquilli che andrete incontro a morte certa.

Allora vi domanderete, ma non si combatte mai con i personaggi? Certo che sì, e sarà anche abbastanza determinante al fine della crescita degli stessi. Cerchiamo di capirci meglio: a volte mentre vi sposterete nel circoscritto open world, arriverete in dei luoghi segnati su mappa con un’iconcina a forma di edificio. Questi luoghi possono essere meglio identificati come mini-dungeon in cui troverete oggetti unici per la personalizzazione, armi e vari accessori da equipaggiare alla squadra. Inoltre potreste scoprire dei manuali chiamati Raise Technology per accrescere il livello della base e di conseguenza sbloccare nuove tecnologie e funzioni per il covo.

Anche se non sembra, in METAL MAX Xeno dovrete considerare tanti fattori per progredire nella storia e focalizzarvi non solo nella gestione dei mezzi cingolati ma anche dei personaggi giocanti. Il videogioco di Kadokawa Games consegna tutto sommato un qualcosa di piacevole agli appassionati del genere, senza però essere del tutto esente da difetti.

In primo luogo il gameplay non ci è sembrato così complesso e difficilmente siamo tornati sconfitti alla base. Il tutto è abbastanza elementare e una volta capiti i punti deboli degli avversari è facile buttarli al tappeto, anzi, a dirla tutta anche quando non eravamo attrezzati al meglio. Ecco, se vogliamo trovare un difetto, l’intelligenza artificiale non è proprio all’avanguardia.

Anche le varietà dei nemici non sono poi molte: ci siamo ritrovati ad affrontare, in un intero dungeon, schiere di cloni di Don Chuck Castoro, e siamo sicuri che un’angusta grotta possa nascondere anche una differente varietà di fauna. Diciamo che forse si poteva fare qualcosina di più in questi termini, e non nascondiamo una piccola dose di frustrazione ad affrontare sempre gli stessi avversari.

METAL MAX Xeno

Che ne dici di una visita da un buon dentista?

Ci è piaciuto spostarci per i vari luoghi del Giappone post-atomico, anche se gli stessi non ci sono poi sembrati così curati, spogli di dettagli marcescenti che avrebbero potuto fare la differenza in videogiochi di questo calibro. La sensazione è quella di trovarsi dinnanzi ad una remastered di un titolo di qualche gen fa, nonostante il suo debutto in occidente avvenga esclusivamente su PlayStation 4. Ed è un enorme peccato, perché in patria METAL MAX Xeno ha debuttato anche su PlayStation Vita che, secondo un nostro modesto punto di vista, avrebbe fatto grandi cose sulla piccola console dimenticata da Sony. In compenso sonora è meritevole e restituisce momenti in cui ci si sente dei veri sopravvissuti.

Il gioco è doppiato in giapponese con sottotitoli solo in inglese. Lasciateci dire che si tratta di un inglese davvero molto elementare che non inficia l’immedesimazione e la comprensione globale delle vicende narrate, che ci sono sembrate azzeccate per il tipo di produzione e che riportano la saga alle sue origini.

Nonostante tutto abbiamo passato più di 20 ore a scorrazzare con i nostri alleati, una cifra destinata a crescere o diminuire a seconda del tempo che si vuole dedicare all’esplorazione. Se siete amanti del genere J-RPG, allora una chance dovreste dargliela perché potrebbe rivelarsi una bella sorpresa. All’atto pratico, l’idea della personalizzazione e dell’utilizzo di carri armati, in un sistema di gioco vecchia scuola, ci ha garbato, e non poco.

Conclusioni

A qualche mese di distanza dal debutto nel Sol Levante, METAL MAX Xeno si fa vedere dalle nostre parti esclusivamente su PlayStation 4. Parliamo sostanzialmente di un J-RPG vecchia scuola con uno stile di combattimento ibrido tank/human ambientato in una Tokyo post-bellica e completamente deserta.

L’obiettivo dell’umanità è quello di trovare i superstiti e risollevarsi lottando con le unghie e con i denti contro macchine impazzite e mutanti spietati. E per farlo è necessario spostarsi a bordo di veicoli corazzati e far man bassa di ogni nemico che si presenterà dinnanzi.

Il titolo mette in scena una personalizzazione completa dei veicoli corazzati e una progressione dei personaggi tutto sommato convincente. Nelle tante ore che abbiamo passato in compagnia di METAL MAX Xeno ci siamo resi conto che titoli di questo genere ancora riescono a convincere nel panorama videoludico e offrire dei sani momenti di divertimento.

Certo, non mancano degli evidenti difetti al livello di gameplay, con un’intelligenza artificiale non proprio così incisiva, una poca varietà di nemici e paesaggi spogli di dettagli. Al lungo andare, anche gli amanti del genere potrebbero incorrere in momenti di inevitabile ripetizione, soprattutto nell’esplorazione, e qualche momento di frustrazione.

In sostanza però è un titolo che diverte, che raccoglie il “fascino” di un mondo andato in malora e che saprà dimostrarsi un fidato compagno di avventure per tutti gli amanti di giochi di ruolo di stampo nipponico. Dopotutto i superstiti hanno bisogno di eroi, e chi siamo per negargli il nostro supporto?

Good

  • Personaggi caratterizzati discretamente
  • Il combat system vecchia scuola non fa (quasi) mai cilecca
  • L'uso e la personalizzazione dei corazzati è convincente
  • Il fascino del post-apocalittico si sente...

Bad

  • ... anche se è un po' spoglio di dettagli
  • Intelligenza artificiale non proprio incisiva
7

Niente male

Da quando ha viaggiato nel tempo a bordo della Time Machine DeLorean DMC-12 la sua vita è cambiata radicalmente. Amante dei viaggi del tempo, predilige le console dai tempi del NES. Inguaribile Nerd e divoratore di serie TV.

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