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Mario Party: Star Rush – Recensione

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Mario Party: Star Rush – Recensione
Mario Party Star Rush Banner

Il Re dei party games è tornato in una nuovissima e inedita edizione portatile capace di riscrivere da zero il paradigma delle infamate da perpetrare ai danni dei propri amici.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Lungi dall’essere una delle serie di punta fra quelle annoverate nella scuderia Nintendo, quella di Mario Party rimane comunque una fra le più note, soprattutto per tutti quei giocatori che dal ’96 al 2002 sono cresciuti a pane, acqua e Nintendo 64. Capita spesso parlando con gli amici che salti fuori l’argomento e insieme a lui il classico l’indimenticabile mantra “ormai si tratta di una saga stanca anni luce distante dai fasti dei primi capitoli”. La verità è che dopo il primo, indimenticabile capitolo e il suo sequel, questa frase ha da sempre accompagnato ogni nuova iterazione del party game più imitato del mondo videoludico. Come è quindi che stiamo ancora qui a giocare a Mario Party: Star Rush? Scopriamolo assieme.

Quattordicesimo episodio effettivo della serie, Mario Party: Star Rush continua l’opera iniziata sulla scia del rinnovamento imposto da Nintendo alla serie quando ne prese le redini nel 2012 con Mario Party 9 (in precedenza a cura di Hudson Soft). E se nel bene e nel male, da quel capitolo ne abbiamo viste e giocate delle più disparate, con questo nuovo Mario Party: Star Rush Nintendo pare aver trovato una formula convincente in grado di, udite, udite, eliminare i tipici tempi morti della serie coincidenti con il lancio dei dadi, elemento che fra accelerazioni e trabiccoli non è mai riuscito a convincere a pieno una volta terminato l’effetto sorpresa dei primi due episodi. A dare una svecchiata a quello che è un concetto da sempre cardine della modalità principale di Mario Party giungono dunque in aiuto due sostanziali novità: tabelloni non lineari che ricordano molto da vicino i campi di battaglia di Fire Emblem e la possibilità di muoversi contemporaneamente agli altri partecipanti, giocando di fatto tutti quanti un turno unico.

…Nintendo pare aver trovato una formula convincente in grado di eliminare i tipici tempi morti della serie coincidenti con il lancio dei dadi…

Lotta dei Toad, questo il nome della nuova attrazione principale, vede infatti i simpatici funghetti colorati intenti a collezionare il maggior numero di monete e stelle possibili e, nel farlo, cercare di accaparrarsi anche più aiuti possibili dagli storici personaggi che da sempre han caratterizzato l’universo di Mario Party in vista di future sfide con i boss che occasionalmente faranno la loro comparsa sul tabellone. Abbandonata la classica formula tipica del gioco dell’oca, dunque, abituarsi alle nuove meccaniche è questione di pochi attimi e una volta assimilati i pochi concetti alla base delle nuove plance di gioco è facilissimo esibirsi in tutta una serie di tiri mancini ai danni dei propri avversari a suon di duelli, trappole e sorpassi in corner per il raggiungimento del palloncino più vicino che attiverà il prossimo mini game (non più a fine turno quindi). Situazioni spesso rese ancora più esilaranti grazie all’aiuto che Mario e Compagni possono prestare in termini di benefici lungo il percorso (i salti di Luigi, la forza bruta di Wario, ecc) o dadi speciali utili a semplificare ( o complicare, come nel caso del dado con 4 zeri e 2 dieci di DK ) la vita.

Mario Party Star Rush toad scramble

Da sempre gioia e dolore della serie, i nuovi mini games imbastiti da Nintendo per l’occasione a questo giro sono circa 50 e tutti grossomodo evoluzioni di quanto visto in questi anni o simpatiche variazioni sul tema di leitmotiv ormai ampiamente esplorati nel corso degli anni come corse a ostacoli, royal rumble in tutte le salse e i classici giochi di memoria. Nulla di realmente innovativo dunque, ma in fondo è anche bene così se comparati alle bizzarre improbabili sperimentazioni a base di touch screen e sensori di movimento mal sfruttati che abbiamo dovuto affrontare nelle ultime iterazioni del brand. Nonostante lo scarso numero totale e qualche ripetizione di troppo, la nuova meccanica che regola l’erogazione dei mini games si è rivelata tutto sommato convincente anche grazie alla maggior varietà con cui vengono proposti sul tabellone.

Una piccola nota dobbiamo comunque segnalarla ed è relativa al discorso dei mini games dedicati ai boss di turno nella modalità Lotta dei Toad: vista la presenza di soli 10 boss (anche se Bowser può contare su qualche carta in più alla sua mano), vederli tutti è questione di poche ore e la loro ripetizione forzata finisce per segare molto presto l’entusiasmo legato alla scoperta di una nuova area.

…i nuovi mini games sono circa 50 e tutti grossomodo evoluzioni di quanto visto in questi anni o simpatiche variazioni sul tema

Tralasciando per un attimo la modalità principale, il resto dell’esperienza questa volta è strutturata in maniera del tutto inedita per la serie: invece che avere a disposizione tutte le modalità sin da subito, il gioco propone vari livelli di progressione scanditi dai punti “party” accumulati e ottenibili giocando alla modalità principale, trovata che permette di sbloccare, oltre a nuovi personaggi, anche tutta una serie di modalità secondarie più o meno riuscite.

Fra le modalità alternative con le quali è possibile sollazzarsi una volta stufatisi di Lotta dei Toad (comunque la migliore di tutto il pacchetto) troviamo tutta una serie di varianti sul tema come “Monetathlon”, che vi vedrà impegnati a competere in un percorso molto più semplice e lineare nel quale collezionare il maggior numero di monete in tutta una serie mini games proposti a ruota di collo e “Corsa ai palloncini”, nella quale darsi battaglia in maniera più classica all’interno di versioni in miniatura di quanto visto nella modalità principale. Queste per quanto concerne le due di maggior spicco, visto che altre come “Tipi da concerto”, “Avanti e Indietro” e la “Fulmina Torre” rappresentano soltanto dei passatempi dimenticabili declinati, rispettivamente, nella forma di un Rhythm ‘n’ Game, una variante semplificata di Amiibo Party vista nel precedente Mario Party 10 per due giocatori e una modalità sopravvivenza per giocatore singole nella quale affrontare quanti più mini games possibili senza sosta.

Mario Party Star Beach stage

Novità assoluta di Mario Party: Star Rush è infine la possibilità di poter affrontare (quasi) tutta l’intera esperienza in compagnia dei propri amici utilizzando una sola scheda di gioco grazie all’innovativa modalità “guest” che è possibile scaricare gratuitamente dall’e-shop Nintendo. Sostanzialmente si tratta di una versione portata all’ennesima potenza delle comunque presenti modalità download che tanto hanno reso celebri giochi come Mario Kart e i precedenti Mario Party portatili, questa volta però prive di vincoli di sorta e tali da poter permettere fino a tre copie “guest” di interfacciarsi con una sola copia di gioco, mantenere in memoria i propri progressi e persino trasferire il tutto su cartuccia un domani qualora si decidesse di voler proseguire all’acquisto della propria copia di gioco.

Certo, manca ancora una volta anche la benché minima traccia di funzionalità online che si tratti di sfide o classifiche, ma anche in questo caso, riallacciandoci a quanto detto in apertura, questi sono alcuni dei limiti della formula Mario Party: alla fin fine è sempre la “solita” esperienza ideata per dare il meglio sul divano, con gli amici. Prendere o lasciare.

Conclusioni

Per una serie fin troppo a lungo rimasta vittima delle proprie tradizioni, Mario Party: Star Rush è il giusto passo nella giusta direzione per una ripresa che con un pizzico di varietà in più sarebbe potuta essere sfolgorante già a questo giro. Appurato che la rivoluzione auspicata non passa per improbabili sistemi di controllo sperimentati nei recenti episodi, Mario Party: Star Rush si rinnova alla radice cambiando le regole del gioco mancando di poco l’obiettivo di riuscire a proporre un’esperienza godibile in ogni sua sfaccettatura non fosse per dei mini games più curati e una maggiore attenzione anche alle modalità secondarie.

L’idea di eliminare totalmente i tempi morti sul tabellone così come la possibilità di poter giocare in compagnia con una sola copia di gioco grazie alla modalità “guest” sono due punti chiave in grado, da soli, di ripagare anni e anni di goffe trovate mirate a snellire l’azione o cercare di rendere un multi esoso in termini di richieste alla portata di tutti. Se solo tale audacia fosse stata profusa anche per quanto nei difetti sopracitati a quest’ora non ci sarebbero state “saghe stanche” che tengano. Bene ma non benissimo, dunque, ora non ci resta che sperare per quello che sarà il prossimo Mario Party 11. Nel frattempo comunque, sappiamo come ingannare l’attesa.

Good

  • Con gli amici non ci si annoia mai
  • La guest Copy è un'ottima trovata
  • Lotta coi Toad è una vera rivoluzione

Bad

  • Pochi mini games
  • Modalità complementari non all'altezza
  • Nonostante gli sforzi, da soli l'esperienza continua a claudicare
7

Niente male

Videogiocatore incallito, divoratore di film, seguace della via del Social: praticamente una vita passata a giocare, leggere e scrivere. A volte anche contemporaneamente.

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