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Judgment – Anteprima

Giustizia lungo le strade di Kamurocho

Judgment – Anteprima
Judgment – Anteprima
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Dopo il successo critico e commerciale di Yakuza 6 (di cui potete leggere le nostre impressioni) e gli eccellenti remake Yakuza Kiwami e Yakuza Kiwami 2 (anche questi passati al vaglio qui e qui), Ryu Ga Gotoku Studio ha dimesso gli abiti da yakuza per indossare quelli del detective privato con Judge Eyes: Shinigami no Yuigon (Judgment in Occidente). Disponibile dal 13 dicembre 2018 in Giappone e in programma per l’estate 2019 in Europa, cosa dobbiamo aspettarci da questa avventura alla Sherlock Holmes in salsa Yakuza? Soprattutto, fino a che punto riuscirà a distinguersi dalla precedente serie pur mutuandone molti aspetti?

Ambientato nel fittizio distretto di Kamurocho (sì, proprio quello) a due anni dalla conclusione delle vicende che hanno coinvolto Kazuma Kiryu, siamo chiamati a vestire i panni di Takayuki Yagami – interpretato dal famoso attore e cantante giapponese Takuya Kimura, che da più di un trentennio vanta una carriera di successo nel panorama dell’intrattenimento giapponese. Yagami era un brillante avvocato, famoso per aver ottenuto l’assoluzione di un cliente dall’accusa di omicidio: caso più unico che raro, poiché in Giappone il 99% dei processi penali si conclude con la condanna. Tuttavia quello stesso cliente viene incolpato tempo dopo della morte della fidanzata, una vicenda che scuote l’opinione pubblica e rovina del tutto la carriera di Yagami. Ora investigatore privato, il suo compito è indagare su un misterioso serial killer che ha preso di mira alcuni yakuza e dopo averli uccisi asporta loro gli occhi.

Apriamo questa anteprima con una notizia che sarà gradita a molti, soprattutto a chi è sempre stato incuriosito dalla serie Yakuza ma si è trovato ostacolato dalle barriere linguistiche: Judgment sarà localizzato in italiano, mantenendo l’originale doppiaggio giapponese ma aggiungendo anche quello inglese – altra novità per questo filone di giochi. Detto ciò, scopriamo subito l’elefante nella stanza. Se state aspettando un’esperienza del tutto nuova da Ryu Ga Gotoku Studio, in una zona giapponese altrettanto inedita e con fasi di gioco rivoluzionarie, non è questo il caso: Judgment ricicla molto della formula che ha reso popolare il suo predecessore ma si impegna per dare all’esperienza una sfumatura prettamente investigativa capace quantomeno di offrirgli una propria identità. Non si discosta da Yakuza, piuttosto gli si affianca mostrandoci Kamurocho da un’altra prospettiva e con occhi diversi, sia per parlare ai fan di vecchia data sia per raccogliere nuovi potenziali appassionati di drama giapponese, che in termini di narrazione possono aspettarsi l’ottima qualità di sempre, almeno da quanto abbiamo potuto vedere fino adesso.

Se avete familiarità con il Dragon Engine utilizzato in Yakuza 6 e nel recente Yakuza Kiwami 2, allora possiamo dirvi che in Judgment dà veramente il massimo. Dopo la lunga sequenza di apertura che ci mostra passato e presente di Yagami, siamo incaricati di pedinare un uomo che stavamo già tenendo d’occhio da tempo ma è raro che a Kamurocho le cose vadano via lisce: alcuni teppistelli ci hanno offerto un primo assaggio del combattimento, simile ma al contempo ben distinto da quello di Yakuza. Yagami pare essere uscito da un film degli anni ’80 per il suo modo di lottare, lontano dalla brutalità di Kiryu e molto più fondato sullo stile – due in totale.

Judgment è un promettente noir con il giusto tocco di Yakuza.

La Gru, caratterizzata da un’icona blu vicino alla barra della vita, concentra attacchi fluidi e rapidi per tenere testa ai gruppi numerosi; la Tigre, invece, incanala molta più potenza nei colpi sacrificando un po’ della nostra rapidità per abbattersi senza pietà sui singoli avversari. Nonostante layout dei pulsanti sia all’incirca lo stesso al quale siamo abituati, è la sensazione che ne deriva a essere diversa: Yagami è molto più leggero nelle movenze rispetto a Kiryu, meno ingessato, e sembra poter vantare un’ampia varietà di mosse che si sblocca spendendo come al solito i relativi punti. Anche le “Heat Action” fanno il loro gradito ritorno questa volta sotto il nome di “EX-Action”, violente e soddisfacenti come sappiamo. Gli sviluppatori si sono impegnati a stratificare il combattimento di Judgment affinché si avverta maggiormente la necessità di affidarsi alle combo, poiché lo stile singolo di Kiryu risentiva di una certa ripetitività, nonostante la quantità di upgrade, spingendo il giocatore a usare le stesse mosse; qui in qualunque momento possiamo adattare il nostro stile all’andamento dello scontro soltanto premendo i pulsanti direzionali.

Per quanto graditi possano essere questi accorgimenti, le vere novità nel gameplay ci si presentano nel momento in cui dobbiamo fare quello per cui siamo pagati: investigare. Yagami ha diversi approcci per portare avanti la sua indagine, che immaginiamo possano variare a seconda del bisogno. Anzitutto c’è il pedinamento, nel corso del quale dovremo evitare di insospettire il nostro obiettivo confondendoci con l’ambiente circostante: non pensate qualcosa à la Assassin’s Creed, sebbene occorra qualche appostamento poco discreto. Guardare il cellulare appoggiati a una parete, ecco, questo potrebbe risultare un ottimo modo di passare inosservati.

Per pedinare qualcuno, però, dobbiamo prima riconoscerlo in mezzo alla folla: interviene quindi il riconoscimento tramite identikit. La telecamera passa alla prima persona e, senza poterci muovere dalla nostra posizione nella maggior parte dei casi, dovremo zoomare verso un determinato individuo per confrontare i dettagli con il disegno in nostro possesso affinché tutto combaci. Questa stessa meccanica viene applicata anche in altri contesti con delle lievi variazioni, come esaminare una prova fotografica per determinarne i dettagli interessanti oppure trovare un particolare elemento dopo averlo visionato altrove – magari su una registrazione.

Siccome Yagami, a differenza di Kiryu che sembrava provenire da un altro mondo, è molto più moderno avremo a disposizione anche un drone per setacciare la zona durante le indagini. Non mancheranno poi sessioni di inseguimenti (per ora solo a piedi) ricche di QTE per aggiungere un po’ di adrenalina al tutto: insomma, Judgment ricorda molto Yakuza e va ammesso, ma è altresì vero che Ryu Ga Gotoku Studio ha rimescolato la sua formula, adattandola a un promettente hard boiled.


Judgment è progetto interessante che potremmo definire di transizione tra il passato scandito dalle avventure di Kiryu e un futuro ancora tutto da decidere. Delizierà sicuramente i fan della serie Yakuza ed è pronto ad aprirsi anche ai nuovi arrivati: i primi si sentiranno a casa molto in fretta, ritrovando tutto ciò che hanno imparato ad amare di Kamurocho, mentre i secondi saranno stupiti dallo spettacolo che Shinjuku ha da offrire. Rimane l’incertezza su quanto davvero il gioco vorrà essere innovativo e originale, al di là di meccaniche nuove e piacevoli ma non certo inedite, ma se è davvero quella fase transizionale di cui sopra allora potremo rilassarci, farci prendere per mano e lasciarci condurre verso la risoluzione di un caso dalle sfumature cupe, che avrà molto più da raccontare di quanto sembra.

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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