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Frantics – Recensione

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Animali da gara

Frantics – Recensione
Frantics
Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:

Dopo l’interessante offerta iniziale di cinque titoli, la serie PlayLink di Sony si arricchisce con il nuovo gioco di NapNok Games, Frantics. Come tutti i titoli di questa serie, anche Frantics è votato alla massima accessibilità ed al massimo coinvolgimento, esattamente come un qualsiasi party game, ma con il vantaggio di poter essere giocato senza bisogno di utilizzare un classico DualShock. Per chi non avesse familiarità con PlayLink, si tratta principalmente di un modo nuovo di approcciarsi  al mondo dei videogiochi, che consente a chiunque abbia uno smartphone di partecipare ad una partita assieme ai suoi amici nel salotto di casa. I titoli proposti da PlayLink sono quasi tutti party game particolarmente accessibili, con regole ridotte all’osso e comandi semplificati, per permettere a chiunque, anche a chi non abbia mai preso in mano un controller, di prendere parte al gioco.

A differenza degli altri titoli usciti per PlayLink però, Frantics è leggermente diverso e richiede un po’ più di impegno e interazione da parte dei giocatori. Non basterà quindi prendere decisioni o scegliere la risposta corretta, perché nel gioco di NapNok Games bisogna essere attivi e pronti ad ogni evenienza. Il titolo dei ragazzi di Copenaghen ha qualche familiarità con i vecchi titoli della serie Rayman Raving Rabbids di Ubisoft o ai più conosciuti Mario Party di Nintendo, proponendoci una serie di minigiochi da affrontare rigorosamente con gli amici per passare un po’ di tempo in allegria.

Frantics

Per iniziare, occorre scaricare l’applicazione Frantics da App Store o Google Play (disponibile gratuitamente), per connettere fino a quattro smartphone alla nostra PlayStation. A differenza dei suoi rivali più blasonati, Frantics ha una sola modalità di gioco: una partita competitiva dove fino a quattro amici possono sfidarsi in quattro caotici minigiochi scelti a caso fra i quindici disponibili, per poi arrivare ad un match finale che decreterà il vincitore. Non c’è alcuna possibilità di sbloccare nuovi contenuti, fatta eccezione per alcuni elementi estetici (come un cappello da cowboy o un paio di occhiali) per i vostri avatar, che hanno le sembianze di svariati e teneri animali. Questa eccessiva semplificazione che all’apparenza impoverisce il titolo è in realtà funzionale allo scopo ultimo del gioco: l’essere immediato e frenetico, esattamente come il suo nome fa presupporre.

Ovviamente è possibile decidere di affrontare un minigioco singolarmente o creare la propria “compilation” con le vostre sfide preferite da utilizzare con gli amici. Una partita a Frantics dura in media un quarto d’ora, e si svolge sempre allo stesso modo: l’unica cosa a cambiare sono i minigame che ci verranno proposti da Fox, la simpatica volpe che funge sia da narratore che da presentatore del gioco. Durante ognuno dei match al vincitore verrà assegnata una corona d’oro: il numero di corone d’oro sulla testa dei giocatori determinerà le vite utilizzabili nella futura manche finale, tenendo conto che in caso di pareggio il gioco rilascerà più corone per lo stesso match. Oltre alle corone, i giocatori dovranno stare attenti a raccogliere alcune monete di bronzo durante tutti gli stage della partita, che serviranno come valuta per un’asta che si svolgerà poco prima della finale. I premi di questa singolare asta sono delle armi o degli equipaggiamenti che ci daranno un vantaggio sugli avversari.

Frantics è immediato e frenetico, esattamente come il suo nome fa presupporre

La varietà dei minigiochi è l’unico fattore veramente limitante di Frantics: dopo aver giocato per due o tre ore al titolo di NapNok Games avrete praticamente provato la maggior parte (o la totalità) dei minigiochi disponibili. Probabilmente una quantità così modesta di sfide tenderà ad annoiare il giocatore molto presto, e gli sviluppatori dovrebbero tenere conto di questo grosso limite di Frantics per eventuali futuri update. C’è da tenere conto però che questo genere di giochi viene utilizzato esclusivamente con amici e quasi sempre durante una serata di bagordi: in quest’ottica, il titolo dei ragazzi di Copenaghen centra il bersaglio, proponendo una semplice serie di sfide abbordabili da qualunque tipo di giocatore, dal veterano al novizio. Come abbiamo già sottolineato in precedenza, l’offerta di minigiochi è simile a quella proposta dalla serie Raving Rabbids di Ubisoft, ed è abbastanza varia di genere: avremo quindi strampalati campi minati, improbabili corse ad ostacoli, frenetiche arene nelle quali raccogliere ciambelle e gare con kart improvvisati. Durante quasi tutte le partire inoltre, i giocatori esclusi dalla gara potranno “disturbare” quelli rimasti lanciando loro dei simpatici debuff di vario genere, come dei candelotti di dinamite o un raggio congelante. Inutile dire quanto questo tipo di approccio favorisca l’interazione anche fuori dal gioco, portando alla creazione di fragili alleanze o di improbabili team up per debilitare il giocatore più vicino alla condizione di vittoria.

In effetti la maggior parte del divertimento che Frantics offre deriva appunto dal confrontarsi con i propri amici per negoziare attacchi, detronizzare il primo classificato e strappare all’ultimo secondo una improbabile vittoria. Il level design dei minigiochi è davvero curato, e le piccole arene risultano piacevoli da vedere e da giocare. A gratificare il giocatore è anche l’ottimo sistema di controllo con lo smartphone, che è decisamente user-friendly e immediato, adatto davvero a chiunque: basterà infatti meno di un minuto per prendere confidenza con l’interfaccia di comando e iniziare a fare baldoria col proprio personaggio. Una nota di merito va inoltre al design del mondo di gioco e dei personaggi, che ricordano da vicino un film d’animazione. Impossibile non sorridere davanti al design dei simpatici animali che fungeranno da nostri avatar: utilizzare la caricatura di un ornitorinco o una giraffa fa già ridere di per sé, figuriamoci partecipare ad una lotta serrata fra animaletti stilizzati che fanno decine di versi mentre una volpe che tiene in mano un calice di whisky commenta il nostro operato. Le musiche sono interessanti ma non particolarmente memorabili, e vi ricordiamo che il gioco è localizzato completamente in lingua italiana.

Conclusioni

Il titolo di NapNok Games sa convincere ed essere divertente grazie ad un level design curato e un gameplay frenetico e divertente, oltre che a un sistema di controllo accessibile e immediato. Frantics è un’interessante aggiunta al portafoglio di PlayLink, un party game diverso da tutti quelli presenti nella nuova offerta di titoli “ibridi” di Sony. Anche il prezzo di lancio, fissato ad euro 19,90, è particolarmente interessante. Peccato per la longevità del gioco praticamente irrisoria, che lo rende adatto esclusivamente a brevi serate caotiche fra amici. La mancanza di qualsiasi altra modalità esclusa quella principale, unita ad un gameplay piuttosto semplificato e poco profondo, penalizza moltissimo Frantics, che sfigura completamente se rapportato ai party game più famosi sul mercato.

Se avesse ricevuto un po’ di attenzione in più in fase di sviluppo, Frantics si sarebbe rivelato sicuramente un prodotto più completo e interessante, nonché un’aggiunta imperdibile al non proprio ampio catalogo di PlayLink. Non sappiamo se NapNok Games espanderà o aggiornerà il suo gioco, ma allo stato attuale delle cose ci sentiamo di consigliarlo solo a coloro che cercano un party game simpatico, accessibile ed estremamente immediato senza grosse pretese. Per tutti gli altri, c’è ben di meglio allo stesso prezzo.


Good

  • Molto divertente con gli amici
  • Design dei personaggi curato e simpatico
  • Minigiochi divertenti...

Bad

  • ... ma estremamente limitati nel numero
  • Longevità estremamente breve
  • Nessuna modalità oltre alla principale
6.5

Discreto

Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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