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FIFA 18 (Switch) – Recensione

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Goal a portar via

FIFA 18
FIFA 18 (Switch) – Recensione

FIFA 18 ritorna anche quest'anno con una star di tutta eccezione sulla copertina: Cristiano Ronaldo. La registrazione dei dati del campione hanno permesso di conferire importanti elementi del gameplay, inclusi la fluidità, il dinamismo e l'esplosività del giocatore.

Data di Uscita:Genere:PEGI:Sviluppatore:Editore:Versione Testata:,

Ogni videogiocatore che gioca esclusivamente (o quasi) a titoli calcistici ha un sogno, un sogno che da anni viene purtroppo mandato in frantumi, proprio quando sembra così vicino alla realizzazione. Forse questi videogiocatori avranno già capito di cosa parliamo, ma per tutti gli altri, ecco svelato l’arcano: il sogno è quello di avere un gioco calcistico “completo”, come quelli a cui giochiamo solitamente a casa, in versione portatile.

I tentativi son stati tanti, ma un po’ per i limiti tecnici delle console portatili, un po’ per svogliatezza da parte degli sviluppatori, le versioni portatili dei titoli calcistici si sono rivelate sempre delle versioni “mini” rispetto alle controparti casalinghe. Quando abbiamo però avuto la fortuna di provare FIFA 18 su Nintendo Switch durante E3 e gamescom, la prima sensazione è stata proprio quella che, forse, finalmente quel sogno stava per avverarsi; per davvero, stavolta. A metter poi ancor più hype è la duttilità della console stessa, che già con giochi particolarmente votati al multiplayer, come Ultra Street Fighter II e Mario Kart 8 Deluxe, ci ha ampiamente soddisfatti.

Adesso che finalmente abbiamo tra le mani, in tutti i sensi, FIFA 18 Switch, vi sveleremo se l’obiettivo è stato finalmente centrato, e in tal caso, come.

FIFA 18 Switch

Quello che vi abbiamo appena detto potrebbe essere fuorviante e portarvi fuori strada, perciò ci teniamo a precisarlo subito: FIFA 18 Switch non ha nulla a che vedere con il FIFA 18 “maggiore”, ma nemmeno tanto con il 17 se proprio vogliamo dirla tutta. Niente Frostbite Engine a muovere il tutto, così come niente modalità “Il Viaggio”: FIFA 18 su Nintendo Switch non si avvicina nemmeno lontanamente al livello grafico, di gameplay e in parte contenutistico raggiunto dalle versioni “maggiori”. Ed allora perché l’impressione che abbiamo avuto durante le nostre prime prove è stata quella di avere un gioco di calcio “completo”? Avevamo bevuto qualche birra di troppo (cosa molto probabile, ndr)? No, il fatto è che “nel suo piccolo”, FIFA 18 per Nintendo Switch può esser considerato il gioco calcistico più completo mai realizzato per una console portatile. Ma come?! Nintendo Switch non è solo una console portatile! Ed anche su questo avete ragione (stavolta però vi assicuriamo che non abbiamo bevuto alcolici), solo che per quanto l’ultima console di Nintendo abbia una natura ibrida, noi continuiamo ad apprezzarla (e sfruttarla) principalmente in modalità portatile.

Perché sì, soprattutto nel caso di FIFA 18, giocandoci in TV, sebbene alla risoluzione di 1080p (contro i 720 della modalità portatile), questa versione non regge in nessun modo il confronto con le versioni PS4 ed Xbox One. Quindi se dovessimo star qui a parlare della versione Switch come quella di una home console, potremmo anche chiuderla qui la recensione, con un NO deciso, risalendo,, a conti fatti, ad una generazione fa abbondante. Noi siamo qui a valutare FIFA 18 nella sua identità ibrida, consapevoli che non è la grafica quello che dobbiamo aspettarci, bensì prima di tutto il divertimento.

FIFA 18 Switch non ha nulla a che vedere con il FIFA 18 “maggiore”

Fatte queste dovute premesse, come vi abbiamo detto, FIFA 18 a livello contenutistico è (quasi) completo: potremo fare un’esibizione, un torneo (anche con le squadre femminili) o un campionato utilizzando una delle tantissime squadre che il gioco offre, le stesse offerte dalla controparte maggiore, ugualmente aggiornate nelle rose e nelle statistiche. Potremo poi fare una Carriera come giocatore o come allenatore, con tanto di mercato, tornei pre-stagionali e lunghe trattative, cosa che finora non si era mai vista in un gioco “portatile”. Non mancano nemmeno le modalità online, come quella Stagioni in cui vi sfiderete con avversari da ogni parte del mondo per raggiungere la vetta della classifica mondiale o vi accontenterete di primeggiare in quella dei vostri amici. A proposito di amici, purtroppo non potrete sfidarli online, ma questo a quanto pare è dovuto ai “limiti” delle infrastrutture che Nintendo offre ai videogiocatori. Infine, a completare il quadro, non poteva mancare la modalità più giocata di FIFA, ossia FUT, FIFA Ultimate Team, che non staremo qui a descrivervi, ma che possiamo garantirvi troverete nella propria interezza, senza privazioni di sorta.

Manca purtroppo l’apprezzata modalità “Il Viaggio”, le vicissitudini di Alex Hunter, le quali fanno però ampio uso delle potenzialità del motore grafico Frostbite e che quindi sarebbe stato difficile riproporre in maniera decente.

FIFA 18 Switch

Parlando proprio dell’aspetto grafico, dobbiamo da un lato ammettere che i modelli dei giocatori, così come le animazioni, sembrano vecchie di qualche anno, soprattutto quando si parla di quelli meno conosciuti. Dall’altro lato dobbiamo però dire che lo schermo di Switch non ci consente di notare questi dettagli, se non durante i replay e le scene di intermezzo: quando si gioca in modalità portatile i giocatori sono piccolissimi, forse troppo se si gioca in multiplayer e quindi con lo schermo un po’ più lontano. Una scelta da un lato obbligata da parte degli sviluppatori, ma allo stesso tempo volta a raggiungere un gioco fluido ed un frame-rate di 60fps, cosa a nostro parere più importante, in questa particolare versione. Le animazioni sono probabilmente quelle più penalizzate, con movimenti “goffi” o troppo rigidi se confrontati a ciò a cui ci hanno abituato gli attuali standard, perché i volti dei giocatori non sono poi così dissimili dalle controparti reali, almeno per quel che riguarda i giocatori più famosi. Purtroppo, come per le versioni home console, non appena un giocatore non è così conosciuto, ci troveremo davanti a ricostruzioni che hanno poco o nulla a che fare con la controparte in carne ed ossa; capiamo che sarebbe impossibile riservare lo stesso trattamento a tutti i giocatori, vista la quantità di squadre che il gioco propone, il problema è che giocatori come Bernardeschi, che gioca nella Juventus e nella nazionale italiana, ecco, è uno di quelli da usare come esempio (in negativo).

Caricamenti velocissimi e 60fps

Come detto, a FIFA 18 su Switch non manca certo la fluidità, sia durante le partite, che nei vari menu: i caricamenti sono infatti velocissimi, cosa senza dubbio importante se si pensa alla vocazione portatile della console. Per quanto riguarda il gameplay, la velocità di gioco può esser variata in base alle proprie esigenze, ma il ritmo standard è piuttosto veloce, senza dubbio più di quello a cui sta puntando il gioco “maggiore”, in cerca del massimo realismo. Ma senza dubbio FIFA 18 per Switch non punta a quello: passaggi, contrasti, tiri e quant’altro sono votati più all’immediatezza, alla velocità d’esecuzione, che alla precisione, all’accuratezza o alla simulazione. Dobbiamo dirvi che, spronati dal commento di uno dei nostri, ci siamo messi a smanettare con le impostazioni e c’è da dire che i controlli possono essere settati in manuale in tutto e per tutto, rendendo l’esperienza sicuramente più realistica, però dopo qualche minuto abbiamo preferito tornare alle impostazioni predefinite e semplicemente badare a divertirci, perché probabilmente l’obiettivo di FIFA 18 Switch è proprio e solo quello.

FIFA 18 Switch

Se il gameplay è votato al divertimento quindi, come si sposano i vari controlli di Switch con questo concept? Qui la cosa si complica un po’, nel senso che le configurazioni sono davvero tante e non si limitano per forza ai controller di serie, anche se noi ci limiteremo a parlare di quelli. Avendolo giocato principalmente in modalità portatile, proprio a causa della dimensione dello schermo, ma anche per praticità, la configurazione più utilizzata è stata quella con i Joy-Con attaccati alla console. Non si tratta di certo della soluzione migliore, ma è appunto la più pratica e tutto sommato permette di controllare sempre senza problemi i giocatori: se qualcuno di voi ricorda qualche iterazione su console portatile, uno dei problemi era proprio l’ergonomia delle stesse mentre si giocava ai giochi di calcio. Sicuramente staccando i due Joy-Con ed utilizzando l’apposita impugnatura, il controllo è migliore, ma il problema è che bisogna sia trovare un posto stabile su cui poggiare la console, sia portarsi dietro l’impugnatura. Quella che forse ci premeva di più, la prova del nove, era però la configurazione con un singolo Joy-Con, quella utilizzata nel momento in cui si gioca in multiplayer sulla stessa console. Ebbene, seppur nei suoi limiti, possiamo ritenerci soddisfatti, perché così come in Ultra Street Fighter II, non si riuscirà ad avere il pieno controllo (anche perché come vedete nella foto in alto, i tasti dorsali sono limitati alla sola corsa e selezione personaggio), ma allo stesso tempo si riesce agevolmente a giocare, e quindi a divertirsi; d’altronde bisogna pur scendere a qualche compromesso. Una cosa che vi consigliamo di fare però, nel caso in cui vi capiti di utilizzare questa configurazione, è quella di utilizzare i laccetti/adattatori, non tanto perché all’ennesimo goal subito potrebbe venirvi l’istinto di lanciare lontano il Joy-Con, quanto perché utilizzare i dorsali con l’adattatore è molto più agevole e rende l’impugnatura (leggermente) più ergonomica.

FIFA 18 Switch diverte ed offre un’esperienza calcistica pari (o quasi) a quella casalinga

Abbiamo giocato la modalità Carriera, fatto qualche partita nella modalità Stagioni Online e naturalmente abbiamo fatto svariate sfide con qualche nostro amico. Avere la possibilità di giocarsi una modalità profonda come la carriera è qualcosa che farà piacere a moltissimi videogiocatori, i quali potranno attingere ad un database di giocatori immenso e perdere ore alla ricerca del giocatore giusto, anche se è indubbio che le trattative siano state semplificate rispetto alla versione casalinga. D’altronde dobbiamo sempre tener conto della natura ibrida della console, e per quanto ci sia la voglia di cimentarsi in qualcosa di più complesso, le situazioni in cui lo giocherete in modalità portatile, saranno spesso fugaci e probabilmente non avrete così tanto tempo per dedicarvici. La possibilità di sfidare utenti online è anch’essa una di quelle feature che rendono “completo” questo FIFA, al pari di FUT, c’è però da ricordare che queste modalità richiedono una connessione ad internet, per cui non potranno essere fruite ad esempio in montagna o in autobus, a meno che non abbiate una connessione wi-fi a disposizione o la possibilità di utilizzare il vostro smartphone come hotspot. La possibilità invece di giocare con più amici sulla stessa console è qualcosa che solo Nintendo Switch avrebbe potuto offrirci, e che quindi nemmeno ci saremmo mai sognati di avere: certo è che i tornei improvvisati al tavolo di un pub con i vostri amici saranno un nuovo passatempo e forse rappresenteranno il vero valore aggiunto di questa versione.

Concludiamo, sempre per quel che riguarda la modalità portatile, informandovi del fatto che abbiamo giocato per circa 5 ore ininterrotte prima di dover ricaricare la console, mettendo quindi FIFA 18 Switch nel novero di giochi che consumano davvero poca batteria, al contrario di quelli, come Zelda, che invece richiedono uno sforzo maggiore ai (pochi) muscoli della console.

Conclusioni

Tornando alla domanda iniziale: com’è questo FIFA 18 Switch? E soprattutto, realizza finalmente quel sogno a lungo desiderato? La risposta più corretta alla prima domanda è probabilmente “divertente”, perché al di là dei limiti tecnici, ergonomici ed alle mancanze rispetto alle versioni maggiori, FIFA 18 Switch è capace di divertire e di offrire un’esperienza calcistica videoludica pari (o quasi) a quella casalinga. Anzi, grazie proprio alle caratteristiche della console, porta il divertimento a livelli che fino a qualche mese fa non ci saremmo aspettati. Perché sì, nel passato ci è capitato di giocare in multiplayer con una console portatile, ma per poterlo fare c’erano ostacoli non da poco come la necessità di avere un amico con la stessa console e con lo stesso gioco, sperando poi che l’esperienza fosse comunque divertente. Con Nintendo Switch e FIFA 18 basta una console e due Joy-Con per dare il via a serate indimenticabili praticamente in ogni dove, seppur con le dovute limitazioni e scendendo a qualche compromesso. Compromessi che non riguardano le modalità, presenti quasi tutte (compresa FUT) rispetto alle controparti casalinghe, eccezion fatta per “Il Viaggio”.

Ma se quello che cercate è la rivoluzione del Frostbite, le animazioni ultra-realistiche, così come ogni aspetto del gameplay, sicuramente resterete delusi e vi sembrerà di giocare ad un gioco di una generazione fa. Per apprezzare FIFA 18 Switch dovrete avere la voglia, o in alcuni casi la “necessità”, di avere sempre con voi, che siate a casa o in giro, il vostro gioco preferito, finalmente in una versione che, pur con qualche compromesso, possiamo considerare finalmente completa. E sì, adesso possiamo rispondervi all’ultima domanda: FIFA 18 su Switch è proprio quel gioco che abbiamo a lungo desiderato, quello che permette di giocare davvero ovunque ad un gioco di calcio che, almeno a livello di gameplay e modalità offerte, non è una versione minore, ma offre tutto il necessario per divertirsi; e grazie alle caratteristiche di Switch, in un modo che non ci saremmo mai aspettati.

 

Good

  • Finalmente un gioco di calcio portatile e completo
  • Giocare in multiplayer sulla stessa console è qualcosa di unico
  • I caricamenti sono sempre velocissimi
  • Tutte le squadre e le rose presenti nel titolo maggiore
  • Quasi tutte le modalità di FIFA 18...

Bad

  • ... tranne "Il Viaggio"
  • L'aspetto grafico/tecnico è quello di qualche anno fa
  • Non è votato al realismo
  • I controlli non sono sempre il massimo
8.3

Imperdibile

E' passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico... Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma al di là di tutto, l'amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore"!

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