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Platinum Games sarebbe interessata a creare un battle royale

Bayonetta Royale?

Platinum Games sarebbe interessata a creare un battle royale

Il genere dei battle royale non ha certo bisogno di presentazioni, e considerata la mole enorme di giocatori che quotidianamente popola i server dei vari Fortnite, PUBG e Apex Legends non c’è da stupirsi se anche altri sviluppatori si mostrano interessati a questa tipologia di gioco.

È curioso inoltre come a voler entrare in questo giro non siano solo studi che si occupano di sparatutto, ma anche chi invece crea genere totalmente diversi.

Abbiamo visto ad esempio l’interesse di Hidetaka Miyazaki, creatore della serie Dark Souls e Bloodborne, mentre in queste ore anche Platinum Games, autori di Bayonetta e NieR: Automata, ha espresso una certa attenzione per i battle royale.

Il capo dello studio Atsushi Inaba in una intervista per VCG ha infatti dichiarato:

Sì, è un genere decisamente interessante. Francamente penso che sarebbe davvero interessante vedere come potremmo cavarcela nel crearne uno. Di certo non sarebbe qualcosa dove si spara e basta.

Con Apex Legens l’asticella della qualità si è alzata di molto e non vorremmo andare in quella direzione. Provare a fare qualcosa che sia più nel nostro stile potrebbe essere interessante.

Ve lo immaginate un battle royale con lo stile di combattimento action di Bayonetta?

Chissà se vedremo mai un battle royale di Platinum Games, ma anche se fose al momento lo studio è totalmente impegnato con Astral Chain e Bayonetta 3, per cui non sarebbe qualcosa che vedremo nel breve periodo.


Fonte

Il suo sogno è vedere un giorno la fine delle console war e tornare ai tempi in cui si giocava per divertirsi, non per contare i pixel o i frame. Nel profondo è consapevole che si tratta di un'utopia, ma nel frattempo lui si gode tutte le piattaforme disponibili sul mercato senza rinunciare a nulla, alla faccia dei fanboy. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e Collector's Edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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