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Per il presidente di Nintendo la dipendenza da videogame è causata dagli utenti, non dai giochi

Un argomento spinoso

Per il presidente di Nintendo la dipendenza da videogame è causata dagli utenti, non dai giochi

La dipendenza da videogame è un argomento piuttosto delicato.

Come sappiamo l’OMS al momento sta ancora valutando con una bozza l’inserimento della dipendenza come una specifica patologia riconoscita (qui il nostro approfondimento), ma è innegabile come purtroppo alcuni videogiochi creino una vera assuefazione se utilizzati senza controllo… un pò come tutte le cose in realtà.

In America ci sono dei veri centri di disintossicazione da Fortnite, e in India si è richiesto il ban di PUBG Mobile dalla nazione perché considerato “peggio della droga”. Anche in Giappone la situazione inizia ad essere allarmante, con sempre più casi di reclusioni in casa per giocare.

Nell’ultimo Q&A con gli investitori il presidente di Nintendo Shuntaro Furokawa ha paralto anche di questo fenomeno, specificando tuttavia come da una parte è obiettivamente vero che ci siano casi di dipendenza da videogiochi, ma che la colpa è unicamente degli utenti e non dei giochi stessi.

In particolare Furokawa ha accusato i genitori di non avere il controllo dei figli (esattamente come diceva Ninja sui centri di recupero di Fortnite), e che per aiutarli Nintendo consiglia sempre l’utilizzo del Parental Control per decidere esattamente quanto tempo si possa utilizzare un videogioco, o perfino disattivarne l’uso se necessario.

Forokawa ha aggiunto che questo sistema potrebbe essere migliorato in futuro, ma voi cosa ne pensate?

È davvero solo responsabilità degli utenti e dei genitori oppure anche i giochi hanno la “colpa” di avere un’attrattiva troppo forte verso alcuni soggetti? E come si potrebbe risolvere la situazione?

Naturalmente parliamo solo di ipotesi, dopotutto si tratta di un argomento ancora in pieno studio, se davvero esistesse una soluzione unica ed efficace probabilmente avremmo vinto il Nobel, ma il confronto di opinioni è sempre un ottimo inizio.


Fonte

Il suo sogno è vedere un giorno la fine delle console war e tornare ai tempi in cui si giocava per divertirsi, non per contare i pixel o i frame. Nel profondo è consapevole che si tratta di un'utopia, ma nel frattempo lui si gode tutte le piattaforme disponibili sul mercato senza rinunciare a nulla, alla faccia dei fanboy. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e Collector's Edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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