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Final Fantasy XVI: Yoshida vorrebbe un ritorno alle origini con mondi più fantasy e meno tecnologici

Il director ha le idee chiare

Final Fantasy XVI: Yoshida vorrebbe un ritorno alle origini con mondi più fantasy e meno tecnologici

Gli ultimi capitoli di Final Fantasy come avrete notato hanno avuto un interessante miscuglio tra fantasy tradizionale e tecnologia futuristica, anche se l’ago della bilancia ha puntato molto di più verso quest’ultimo aspetto.

Durante l’ultimo Final Fantays XIV Fan Fest di Parigi era presente anche Naoki Yoshida, l’uomo che ha fatto letteralmente rinascere l’MMO di Square Enix con A Realm Reborn, e durante un’intervista gli è stato chiesto come avrebbe diretto il prossimo Final Fantasy XVI.

Questa è una domanda difficile. Pensavo che i Fan Fest fossero giorni per divertirsi, e invece eccovi qua a farmi domande super difficili [ride]. Parlando personalmente, vorrei un Final Fantasy che tornasse alle origini del fantasy, senza tecnologia e mecha. Dopotutto, abbiamo visto quanti problemi stiamo avendo con l’Impero Garleen con la loro potenza tecnologica. Ok questa era una pessima battuta. [ride].

Effettivamente anche in Final Fantasy XIV la tecnologia ha un ruolo predominante, e buona parte degli avversari sono mostri meccanici che sembrano usciti da un film di fantascienza piuttosto che da un fantasy.

Voi da che parte state? Siete favorevoli a questo mix inusuale o preferiste anche voi un ritorno alle origini per la serie?

Al momento il prossimo capitolo in arrivo è Final Fantasy VII Remake, altro titolo dove la tecnologia di certo non manca… così come non mancano modifiche al gameplay originale che hanno generato interessanti discussioni.

Vedremo se Final Fantasy XVI verrà affidato a Yoshida o qualcun altro che la pensi come lui, in quel cosa sappiamo già cosa aspettarci.

Nel frattempo vi ricordiamo che sempre durante il Fan Fest di Parigi sono stati rivelati tutti i dettagli e Collector’s Edition di Final Fantasy XIV: Shadowbringers.


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Il suo sogno è vedere un giorno la fine delle console war e tornare ai tempi in cui si giocava per divertirsi, non per contare i pixel o i frame. Nel profondo è consapevole che si tratta di un'utopia, ma nel frattempo lui si gode tutte le piattaforme disponibili sul mercato senza rinunciare a nulla, alla faccia dei fanboy. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e Collector's Edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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