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Overwatch: il caso Ellie era un fake, Blizzard interviene sulla questione

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Overwatch: il caso Ellie era un fake, Blizzard interviene sulla questione

La scusa dell'esperimento sociale regge?

Overwatch: il caso Ellie era un fake, Blizzard interviene sulla questione

Pochi giorni fa vi avevamo riportato il caso di Ellie, una (presunta) giocatrice di Overwatch costretta ad abbandonare un team eSport per cyberbullismo della community.

A quanto pare tuttavia il profilo di Ellie era davvero un fake, e ad orchestrare tutto sarebbe stato un noto giocatore conosciuto come Punisher. Il motivo di tutto questo teatrino? La classica scusa dell’“esperimento sociale”.

Per prima cosa sono dovute delle scuse ai lettori da parte di tutta la stampa che ha riportato la storia, anche se il contenuto non cambia: il problema del cyberbullismo è tutto tranne che fake, e se vogliamo dare credito a Punisher il suo “esperimento” ha avuto successo dimostrando quanto la community possa essere tossica… ma ha anche dimostrato quanto gli stessi eSport siano ancora immaturi se organizzano queste false storie.

Una bravata che non è passata inosservata a Blizzard, la quale ha deciso di intervenire sulla questione. In molti infatti si sono chiesti come un account fake sia riuscito quasi a partecipare ad una competizione ufficiale, e un rappresentate di Blizzard ha spiegato:

Dopo alcune indagini abbiamo scoperto che Ellie è sempre stata un fake. Si tratta di uno “smurf account” (un profilo creato da giocatori professionisti per tormentare i nuovi giocatori di basso livello… però poi si fanno esperiementi sul cyberbullismo, ndr).

Facciamo sempre dei controlli sui profili dei giocatori per confermare che siano ciò che dicono, e prendiamo provvedimenti se troviamo alcuni comporamenti sospetti. Ellie tuttavia non è mai stata formalmente iscritta ai Second Wind e non ha mai partecipato ad una competizione dell’Overwatch Contender, per questo il processo di indagine non era ancora iniziato.

Si chiude quindi così questo caso, vedremo quali saranno le conseguenze per Punisher e i Second Wind.


Fonte

Il suo sogno è vedere un giorno la fine delle console war e tornare ai tempi in cui si giocava per divertirsi, non per contare i pixel o i frame. Nel profondo è consapevole che si tratta di un'utopia, ma nel frattempo lui si gode tutte le piattaforme disponibili sul mercato senza rinunciare a nulla, alla faccia dei fanboy. Ha una ossessione al limite del maniacale per Batman, Star Wars e il collezionismo di statue e Collector's Edition di videogiochi, tanto che la madre ancora si chiede perché semplicemente non si droghi come tutti i ragazzi della sua età... di sicuro spendeva di meno.

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