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DiRT Rally 2.0 – Anteprima | Un altro successo in arrivo?

Quanto è bello sporcarsi le mani

DiRT Rally 2.0

L’annuncio di DiRT Rally 2.0 mi ha sorpreso. Non pensavo che Codemasters volesse tornare in ambito rally e rallycross così presto dopo DiRT 4 e soprattutto con lo stesso nome di un gioco che, nonostante l’età, è ancora di una bellezza estrema.

Probabilmente è per questo che la mia aspettativa iniziale non è stata delle più rosee, ma è bastato un pomeriggio nel Vodafone Theatre, location scelta per le finali esport di ESL, per farmi cambiare idea.

DiRT Rally 2.0 prende tutto ciò che il primo capitolo aveva creato e riesce a dargli una nuova vita, ancora più bella da guidare e da vedere. Ho potuto provarlo su PS4 Pro, in compagnia di un set da guida Logitech G29. La versione demo mi ha portato in due location, scelte per le discipline che il gioco rappresenta: un tracciato rally in Nuova Zelanda e uno rallycross in un posto non ben definito dal menu.

L’esperienza nel rally, accompagnata da una Volkswagen Golf GTI 16V, è stata all’insegna di uno degli aspetti che meno digerisco nel mondo del motorsport: il sottosterzo. Tuttavia, qui si capisce quanto sia realistico DiRT Rally 2.0 nella ricreazione dell’esperienza rallystica. La Golf, da brava auto a trazione anteriore, è esposta per natura al pericolo del sottosterzo, soprattutto sullo sterrato.

Occorre dunque armarsi di freno a mano e di un continuo movimento a pendolo per entrare nel modo corretto in ogni curva. Il copilota, disponibile nella demo solo in lingua inglese, è sempre chiaro e puntuale nelle indicazioni. Se fosse un vero essere umano, probabilmente ci sarebbe qualche insulto tra i suoi suggerimenti nei primi minuti di gioco. Da amante del rally, ma più avvezzo alla Formula 1, mi è infatti servito un po’ di tempo prima di prendere confidenza con l’auto e capire dunque come comportarsi coi comandi.

Una volta presa in mano la situazione, la magia si è compiuta. Sfrecciare tra i pendii fangosi della Nuova Zelanda è divertente, soddisfacente e coinvolgente, tanto da spingermi a provare più volte il tracciato pur di correggere qualche errore in grado di rovinare il tempo. Dopo essere sceso sotto i 10 minuti, ho potuto ritenermi soddisfatto.

Un fattore che ho sempre apprezzato di DiRT nell’ambito del rally è il bilanciamento tra difficoltà di guida e di bravura degli avversari. Imparare a gestire una vettura non è del tutto immediato per i neofiti, soprattutto per lo spin-off DiRT Rally. Una volta capita però la dinamica e la fisica dei modelli, scivolare tra le curve diventa estremamente fluido e dannatamente appagante.

DiRT Rally 2.0

DiRT Rally 2.0 introduce un aspetto desiderato dalla community e finalmente inserito nel gioco. Si tratta del consumo delle gomme, mostrato all’inizio di ogni sessione per far capire quale sia la strategia adeguata. Nella prova in Nuova Zelanda non ho sentito grandi cambiamenti, complice forse la natura fangosa e poco aderente del tracciato.

Avrei comunque continuato volentieri, ma c’era anche un’altra modalità da provare. In barba a quelli che proprio non sopportano la disciplina, DiRT Rally 2.0 è anche (e soprattutto) rallycross, essendo il gioco ufficiale del campionato mondiale. Complice il mio amore per le auto piccole e potenti, il rallycross mi ha sempre affascinato.

Seduto su una Volkswagen Polo R Supercar, tale da sprigionare una potenza di 570 CV con trazione integrale, l’esperienza è stata del resto qualcosa di completamente diverso dal rally. Buttato subito nel round finale insieme a quattro contendenti, le prime gare sono state un autentico disastro. Non fraintendetemi, il gioco è una meraviglia, ma la disciplina non ha la minima pietà e comincia subito con una difficoltà tutt’altro che compassionevole.

DiRT Rally 2.0

Penso di aver passato un’oretta solo nella modalità rallycross, ovviamente stando bene attento che non ci fossero persone in attesa dietro di me. Non sono mai riuscito a vincere. Al massimo una seconda posizione. Il fatto che per tutto quel tempo io abbia provato a migliorarmi è un chiaro indicatore che DiRT Rally 2.0, pur avendo una difficoltà significativa, provoca solo un briciolo di frustrazione e sprona il giocatore a continuare.

Nella ricerca di un risultato migliore, ho anche provato a impostare il cambio su automatico. Grave errore, che ha acceso la luce su uno dei pochi aspetti negativi di DiRT Rally 2.0. L’ho trovato lento e macchinoso nel decidere quale marcia inserire, soprattutto in una disciplina così ricca di accelerazioni potenti e rapide come il rallycross. Rallentato così nella mia smania di migliorare, sono subito tornato al manuale.

DiRT Rally 2.0 è divertente, soddisfacente e coinvolgente.

Sempre nel rallycross, un ostacolo alla mia scalata verso la vetta sono stati gli avversari. Penserete che sia una cosa ovvia, eppure mi riferisco proprio a loro nel senso “fisico”. Penso che al momento siano troppo aggressivi, con un comportamento simile a quello dei simpaticoni che affollano le lobby pubbliche multiplayer di F1 2018. Non ci pensano infatti due volte a frenare in ritardo per spingere o a tirare sportellate con tanto di pit maneuver.

Nemmeno in DiRT Rally e DiRT 4 ho trovato una tale aggressività. Nella loro foga, tuttavia, sono estremamente umani. Mi aspetterei infatti un simile comportamento da avversari in carne e ossa, soprattutto quando una gara sta per finire al fotofinish.

A poco più di due mesi dall’arrivo di DiRT Rally 2.0, i dubbi sono solo due. Bisogna innanzitutto capire quali modalità saranno inserite nel prodotto finale per dare una continuità al primo titolo ed espandere così le già ottime opportunità di divertimento.

Occorre inoltre essere ben chiari nell’eventuale utilizzo della realtà virtuale. È una caratteristica che ho adorato nel primo capitolo, tanto che risulta difficile dimenticare un’esperienza così bella dopo averla provata. DiRT Rally ha ricevuto l’implementazione ben dopo il lancio, prima su PC e poi su PS4 con PlayStation VR. La community la richiede a gran voce e Codemasters non potrà assolutamente voltarsi e fare finta di nulla.

In tutto questo, ho volutamente lasciato l’aspetto più importante alla fine. La demo provata era una pre-alpha, quindi in uno stadio molto precoce, eppure il risultato è già soddisfacente, sia dal punto di vista del gameplay che da quello della grafica. Le prossime settimane non possono dunque fare altro che migliorare una situazione già ottimale, in vista del lancio fissato per il 26 febbraio 2019.


Sta cercando da tempo di trasformare le sue passioni in un vero lavoro. A parte i videogiochi, ciò che sogna è essere regista/sceneggiatore di un film, visto l'amore per fotografia e video-editing. Nel frattempo fa vedere quanto è scarso su Twitch (http://www.twitch.tv/ch_marcellomark).

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