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Il Predator Thronos di Acer porta il concetto di “postazione da gaming” ad un altro livello

Tronisti per un giorno

Il Predator Thronos di Acer porta il concetto di “postazione da gaming” ad un altro livello

Milano – I PC gamer non badano a spese quando si tratta di migliorare la loro esperienza da gaming. Basta dare un’occhiata al prezzo medio di tastiere e mouse realizzati dalle principali aziende del settore, che offrono il non plus ultra a costi non proprio popolari, e nonostante tutto registrano una crescita costante, come suggerito dalla stessa Acer che ha tenuto uno speciale evento in quel di Milano.

Si è parlato di numeri e cifre con il “+” davanti, anche in un mercato complesso come quello italiano: dati sicuramente positivi e confortanti. Ma il vero protagonista era la nuova frontiera della postazione da gaming, un vero trono su cui sentirsi dei veri e propri re: il Predator Thronos, sorta di summa di tutta la gamma Predator, l’anima “premium” votata al gaming del colosso taiwanese. Una sorta di Transformer composto dal meglio che l’azienda ha da offrire in fatto di periferiche: mouse Cestus, cuffie Galea e tastiera Aethon, con un cuore pulsante composto da un Orion 9000 (di diverse configurazioni, ma aspettatevi come minimo un processore Intel Core i9 Extreme e due GPU in SLI).

Gli “occhi” sono invece tre monitor Predator Z271U (27”, 4K, 144 Hz) disposti uno di fianco all’altro, per offrirvi una visuale unica di campi di battaglia, abitacoli di vetture e chi più ne ha, più ne metta.

Ma, come detto, è un trono: c’è anche una comoda poltrona reclinabile su cui posare le regali terga dopo una giornata di duro lavoro, che vibra in sincronia con la vibrazione del gioco a cui state giocando, e con tanto di poggiapiedi, regolabile tramite la plancia di comando, da cui è possibile regolare l’angolo dello schienale e dell’intero “guscio”, posizione dei monitor, ma anche del banchetto semovente su cui sono posizionati tastiera e mouse (o pad).

“Guscio” dal design davvero accattivante, che richiama quello altrettanto aggressivo di PC e periferiche Predator, con il nero e il celeste a svettare, con luci pulsanti in ogni dove, in piena tradizione dell’anima più esibizionista ed estetica del PC Gaming. Non solo è bello da vedere, per quanto pesante e ingombrante, ma, dopo averlo provato per un po’, posso confermare che è anche dannatamente comodo: solido, resistente, è regolabile in ogni suo elemento, offrendo così il massimo comfort possibile, sia per chi intende sfruttarlo per intense sessioni di gioco, ma anche per lavoro (occhio però a non salirci su dopo pranzo: con un comfort del genere, il rischio sonnellino è sempre dietro l’angolo).

Per ora, l’unico vero problema, tolta l’assenza di un sistema audio vero e proprio (di default vanno usate le cuffie, ma potete tranquillamente connetterlo al vostro impianto), è il prezzo: non ne è stato comunicato uno ufficiale, ma pare si superino le 4 cifre, anche nella configurazione meno potente. Si tratta chiaramente di un prodotto d’élite, fatto su misura, un po’ come le Ferrari. Io un po’ li invidio i fortunati che se lo potranno permettere, voi no?


Traduttore e blogger freelance, adora (s)parlare di videogiochi e musica spaccatimpani tutto il dì. Quando può suona, gioca e legge, di tutto, anche le etichette degli shampoo. Terrore dei recensori e abbassatore di voti seriale, ha brillantemente sostituito le fatture ai suoi amati boss di Dark Souls, respingendo con caparbia ossessione e gioco di scudi qualsiasi backstab della vita sociale.

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