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Una console da regalare a Natale – Quale scegliere? – Idee Regalo

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Una console da regalare a Natale – Quale scegliere? – Idee Regalo

Ci siamo, mancano un paio di settimane al fatidico 25 dicembre e si è ufficialmente autorizzati a entrare nel panico sull’onda del “cosa posso regalare?”. Che siate giocatori alle prime armi, veterani del settore o genitori incerti su quale potrebbe essere la scelta migliore, quando si tratta di videogiochi e soprattutto console noi di GameSoul sappiamo il fatto nostro – ma non solo, come potete leggere nelle nostre guide ai regali di Natale.

Cominciamo senza indugio dalle console portatili, dunque da Nintendo. L’azienda giapponese ha prodotto in quasi otto anni ben sei diversi modelli all’interno di quella che viene chiamata la “famiglia 3DS”: attualmente solo tre di questi sono in vendita, gli altri è molto difficile trovarli nuovi, ciononostante rimane una situazione piuttosto confusa per i potenziali acquirenti 3DS. Di seguito analizziamo brevemente ciascuno dei modelli sul mercato per aiutarvi a capire quale potrebbe essere il miglior regalo “portatile” da mettere sotto l’albero.

Se invece siete più orientati verso le console fisse – che vedono competere Sony, Microsoft e Nintendo – non preoccupatevi, abbiamo qualche dettagliato suggerimento anche in questo caso e la situazione è sicuramente meno intricata e confusa rispetto alle portatili: insomma, a Natale non lasceremo nessuno insoddisfatto!

Nintendo ha pubblicato il 2DS nel 2013 come una versione più a buon mercato del 3DS, eliminando il 3D stereoscopico. Questo non è però l’unico cambiamento: il 2DS ha abbandonato l’iconico design a conchiglia della linea DS, optando per i due schermi uno sopra l’altro in un unico blocco bicolore. È più ergonomico e comodo da tenere, ma è meno pratico perché non si piega e lo schermo è più facilmente esposto ai graffi.

È anche importante notare che il 2DS ha schermi più piccoli (3.53 pollici in alto, 3.02 pollici in basso), manca della C stick, di pulsanti extra sulla spalla e di un hardware più veloce, quindi alcuni giochi non funzionano.

Un ultimo piccolo cambiamento è che utilizza normali schede SD anziché microSD, sebbene venga fornito con una scheda da 4GB preinstallata. Il punto di forza è il prezzo – basso se si pensa che in genere lo si trova in bundle – e la varietà intrigante di design e colori se volete regalarlo a un bambino; la sua struttura inoltre lo rende ideale per i più piccoli perché è meno probabile che si rompa, e se succede è economico da sostituire.

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L’ultima, in ordine di produzione, console 3DS di Nintendo è una sorta di compromesso tra 2DS e New 3DS XL: la migliore di tutte, potremmo dire. Il New 2DS XL riprende il familiare design a conchiglia arrivando però a raffinarlo grazie a cornici molto più sottili attorno agli schermi (rendendo dunque l’intera console più piccola e leggera) e alcune regolazioni per quanto riguarda il posizionamento di pulsanti, LED e dello slot per cartucce.

Come già fatto dal 2DS, elimina l’effetto 3D stereoscopico, ma vanta schermi di dimensioni XL, pulsanti aggiuntivi, del supporto agli Amiibo e sia processore sia RAM più veloci del New 3DS XL. Ciò vuol dire che è in grado di riprodurre senza limitazioni tutti i giochi DS e 3DS – semplicemente non è possibile vederli in 3D.

In sostanza, il nuovo 2DS XL abbina il design e la funzionalità del nuovo 3DS XL con gli schermi 2D del 2DS, il tutto accompagnato da una riduzione del prezzo. Questo è il modello che ci sentiamo di raccomandare per dare il meglio di entrambe le realtà: poco più dispendioso del 2DS, è ricco di funzionalità quasi come il 3DS XL.

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In questo momento è l’unico 3DS da poter acquistare nuovo che sia, di fatto, un 3DS – ovvero comprensivo di effetto 3D stereoscopico opzionale. Al pari di tutte le console 3DS principali, sfrutta un design a conchiglia pieghevole, con uno schermo tattile nella parte inferiore e uno schermo 3D più grande per la parte superiore.

Come il nome suggerisce, New 3DS XL vanta schermi più grandi rispetto ai precedenti modelli 3DS non XL, con un display da 4.88 pollici in alto e 4.18 pollici in basso. In termini di pulsanti, di nuovo include un set extra sulla spalla (R, L, ZR, ZL) e la C Stick, quasi un secondo analogico. L’altro grande cambiamento è un aumento della RAM e un processore più veloce dei modelli precedenti, tradotto in prestazioni più efficaci e caricamenti più veloci nella maggior parte dei giochi. Questi modelli “nuovi” vantano 3D migliorato e il supporto per Amiibo.

Considerata la breve analisi su New Nintendo 2DS XL, il motivo principale per cui acquistare New 3DS XL è l’importanza che date al 3D: se non ne siete affatto interessati, allora è consigliabile optare per i modelli 2D. New 3DS XL non viene fornito con un adattatore CA incluso, quindi dovrete acquistarne una separatamente.

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Quest’ultima versione della console standard di casa Sony si distingue sia per le dimensioni ridotte sia per un minor consumo energetico. Migliorata anche la connettività grazie a un’antenna Wi-Fi con supporto ai 5 GHz e la tecnologia Bluetooth che passa dalla versione 2.1 alla 4.0. Infine, le porte USB passano alla versione 3.1 ad alta velocità, con la possibilità di collegare HDD esterni per l’installazione di giochi, applicazioni e file personali.

Si tratta di evidenti differenze, seppur piccole, tuttavia la mancanza di vere e proprie funzionalità aggiuntive fa di PS4 Slim un semplice modello base – ma definitivo. Va inoltre menzionata una semplificazione della sostituzione dell’HDD interno, che richiede solo di rimuovere il piccolo pannello posteriore per estrarre e sostituire il disco rigido interno. Per quanto riguarda invece le più recenti funzionalità dal punto di vista software, PS4 vanta ora il pieno supporto all’HDR sia per il modello base sia per il Pro di cui parleremo a breve. Ciò significa che se siete in possesso di un televisore o un monitor con supporto HDR, potete contare su una gamma di colori e un contrasto nettamente migliorati senza che pesino sulla performance della console.

Dunque riassumendo PS4 Slim è una console più piccola nelle dimensioni, meglio ottimizzata riguardo ai consumi energetici grazie a un maggiore risparmio nel consumo di corrente e un miglior raffreddamento che garantisce più silenziosità, infine alcuni accorgimenti come i pulsanti fisici per l’accensione e l’estrazione del disco – che vanno a sostituire quelli a sfioramento originali – e un design aggiornato, che accumula meno polvere grazie alla scocca opaca. Ci teniamo a puntualizzare che alcuni fra i giochi più recenti, se comprati al D1, non risultano ottimizzati su PS4 standard, godendo invece di un trattamento migliore per la versione Pro.

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Sony punta per la prima volta al gaming in 4K, ma ci sono alcune limitazioni: a differenza della nuova Xbox One X di Microsoft, capace di far girare i titoli supportati a una risoluzione 4K nativa, PS4 Pro offre quella che si direbbe una via di mezzo, con la possibilità di giocare gli ultimi titoli a una risoluzione 4K dinamica. Avendo TV e monitor supportati, PS4 Pro è comunque in grado di offrire un evidente salto in avanti dal punto di vista della qualità grafica, pur non raggiungendo nella maggior parte dei casi la risoluzione UHD vera e propria.

Nonostante questo limite, l’impatto con i titoli supportati è visivamente stupefacente e sicuramente migliore di quello offerto da PS4. PlayStation 4 Pro, ad ogni modo, guarda anche a chi cerca una console più potente in presenza di un semplice monitor a risoluzione Full HD, offrendo diverse opzioni che passano da un maggiore framerate a un miglioramento grafico portato da filtri anti-aliasing supplementari. Sempre presente il supporto HDR.

Infine, pur non vantando la presenza di un lettore Blu Ray 4K, PS4 Pro supporta questa risoluzione anche dal punto di vista multimediale: si può accedere al catalogo Netflix o ai filmati di YouTube a risoluzione 4K nativa per tutti i video e i titoli supportati. Laddove Xbox One X parla ai giocatori in cerca del mezzo perfetto per godere di un’esperienza 4K nativa, PS4 Pro vuole rivolgersi a un bacino di utenti più esteso facendosi punto d’incontro fra chi possiede una TV 4K e chi invece rimane ancora affezionato al vecchio monitor Full HD.

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Pensata come upgrade di Xbox One, questa versione fa parte del trend “Slim” piuttosto comune nel mondo videoludico secondo il quale si va ad offrire una console migliore in termini di form-factor e/o prestazioni. Il primo salto di qualità a balzare all’occhio è, ovviamente, proprio nelle dimensioni: con un volume inferiore del 40% rispetto all’originale e un design più curato e volto ad allontanare il modello dall’estetica “decoder” che impediva a Xbox One di essere posizionata in verticale, Xbox One S vanta una forma più snella ed ergonomica.

Addio anche al voluminoso alimentatore, finalmente posto dove sarebbe sempre dovuto essere – all’interno della console. A questo proposito, infine, il consumo medio di corrente è stato ridotto di un terzo. Parlando invece di connettività vale la pena segnalare l’inclusione dell’IR Blaster, tecnologia a infrarossi per configurare e gestire l’accensione e lo spegnimento di apparecchi elettronici senza ricorrere a telecomandi proprietari. Passando al software di per sé, le funzionalità più importanti sono sicuramente il supporto all’HDR e della risoluzione 4K – quest’ultimo relegato esclusivamente allo streaming e agli aspetti multimediali del sistema (Blu-Ray 4K). Xbox One S non è una console 4K da gaming: collegandola a una TV 4K otterrete “solo” un up-scaling a 2160p.

Al contrario della nuova Xbox One X pensata, come abbiamo accennato, proprio per un’esperienza 4K nativa.

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Xbox One X è una console concepita da zero per essere la più potente del mondo e puntare a un obiettivo ben preciso: il gaming in 4K nativo. Grazie al suo hardware superiore è infatti l’unica a poter riprodurre anche i più recenti videogiochi tripla A con risoluzione nativa 4K, merito di una versione nettamente migliorata del processore AMD Jaguar già presente nella One S. Ottimizzate RAM e GPU, che porta forti miglioramenti alla velocità di trasferimento dei dati e nel complesso aumenta del 40% le performance grafiche del sistema.

Al di là dell’impeccabile lato tecnico, se messa sul piano della funzionalità Xbox One X non offre molto in più rispetto alla sua versione precedente: stessa libreria di giochi e medesimi servizi come Xbox Live Gold, EA Access e Xbox Play Anywhere. Se proprio vogliamo parlare di una vera e propria aggiunta c’è il supporto del codec H.265 per catturare filmati a 4K a 60fps, migliorando il rapporto compressione/qualità dell’immagine.

Se siete quel tipo di giocatore che sogna il proprio gioco preferito in 4K nativi, non vi servono altri motivi per puntare alla console per il momento d’avanguardia di casa Microsoft nell’attesa di una nuova generazione.

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Via di mezzo tra uno smartphone di grandi dimensioni e un tablet, invece, piuttosto piccolo, Nintendo Switch colpisce anzitutto per il suo design: leggera e comoda anche quando si usa in modalità portatile, la console ibrida della grande N lascia da parte l’aspetto più “giocoso” che aveva caratterizzato le precedenti console per puntare a un target più adulto. Come molti altri sistemi Nintendo, questa console cerca di innovare la tradizione agendo da ponte tra il mercato home console e quello portatile.

Pur non essendo allo stesso livello tecnico delle piattaforme moderne, Nintendo Switch è ritornata seriamente a competere dopo diverse generazioni con Sony e Microsoft. Data la sua doppia funzionalità, la durata della batteria è fondamentale e a piena carica può durare fino a sei ore – che diventano tre con giochi più impegnativi come, ad esempio, The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Nonostante il design interessante, Nintendo Switch manca ancora di alcune funzionalità che i giocatori vedono oggi come standard: a quasi due anni dal lancio, il sistema non dispone ancora di app video come Netflix  (YouTube invece è arrivata da poco), sebben la sua portabilità e il supporto per lo schermo integrato ne facciano una piattaforma ideale.

Detto questo, Nintendo Switch è indubbiamente una console che parla tanto al singolo giocatore grazie a una line-up interessante e giochi spesso più incentrati sul game design che sulla grafica di per sé, quanto alle famiglie con titoli multigiocatore perfetti per una serata volta al divertimento.

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Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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