OP-Z: l’oggetto del desiderio di molti è finalmente realtà

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OP-Z: l’oggetto del desiderio di molti è finalmente realtà

Sì, lo sappiamo, sembra un telecomando e per qualcuno il suo design potrebbe essere opinabile, ma l’OP-Z di Teenage Engineering è uno degli oggetti del desiderio di tutti coloro che amano la produzione di musica elettronica. Parliamo principalmente di chi, come noi, non è un vero e proprio musicista, ma ha comunque voglia di esprimersi sotto quel punto di vista e che grazie ai fantastici strumenti della casa svedese riesce a farlo.

Finora noi lo abbiamo fatto con gli accessibilissimi Pocket Operator (visto di cosa è capace il PO-33 K.O!?) o con quello che per molti è il massimo a cui ambire (visto sia il costo che la sua difficile reperibilità), ossia l’OP-1. Ma cos’è OP-Z e dove si colloca?

È innanzitutto un oggetto del mistero, perché sì, abbiamo visto diversi video tutorial non ufficiali tra social e YouTube, ma tuttora sono ancora tante le cose che non si sanno di questo nuovo device. Intanto possiamo dirvi quello che sappiamo: in spiccioli si tratta di un sintetizzatore multimediale con sequencer a 16 tracce a multi velocità, con decine di altre feature per modulare il suono e creare veri e propri pezzi musicali.

La prima cosa che salta all’occhio è il fatto che non ci sia uno schermo: beh, è tutto basato sui led colorati che ci sono su ogni tasto e, per quanto possa suonare strana come cosa, sembra essere particolarmente intuitivo. Tuttavia può essere collegato via bluetooth (5.0) ad un dispositivo Apple (sì, niente Android, almeno per ora), che fungerà da schermo per tenere traccia di ciò che fate, ma anche e soprattutto perché potrete accompagnare la vostra musica con delle “coreografie” in 3D (con Unity), realizzate anch’esse da voi o comunque generate dalla musica stessa. Potrete controllare anche fino a 16 luci, per permettervi di fare delle vere e proprie performance live.

Teenage Engineering OP-Z

Qui possiamo vedere (quasi) tutti i tasti di OP-Z (alcuni sono laterali) e il suo astuccio di pelle, che dovrebbe essere ufficiale.

Una delle caratteristiche migliori resta tuttavia la portabilità: OP-Z è davvero grande quanto un telecomando (21 cm x 6 cm x 1 cm) ed è dotato di una batteria che promette di durare almeno 3 volte quella dell’OP-1 (che già era buona), il che vuol dire portarsi davvero “in tasca” uno strumento dalle infinite possibilità. Se conoscete gli altri device di Teenage Engineering vi starete chiedendo dove si colloca l’OP-Z; noi, sinceramente, un’idea ce la siamo fatta, ma non sappiamo se è davvero realistica: pensiamo che si tratti di un incrocio tra le enormi potenzialità di OP-1 e la portabilità/accessibilità dei Pocket Operator, una via di mezzo e non un nuovo OP-1, insomma (seppur con tante nuove caratteristiche).

Ma eccoci al dunque: se siamo qui, dopo un paio d’anni dall’annuncio a parlarvene per la prima volta, è perché l’OP-Z ha finalmente una data di lancio (metà ottobre), ma soprattutto si può finalmente prenotare sul sito ufficiale di Teenage Engineering. Il prezzo? Non proprio accessibile: 619 euro per un bundle di lancio che include anche una custodia, tuttavia, siamo certi li valga tutti. Come facciamo a dirlo? Siamo felici possessori di svariati Pocket Operator e di un OP-1, strumenti che sono riusciti a farci sentire dei musicisti come nessun altro strumento ha fatto finora, tra l’altro ovunque, grazie alla loro portabilità; siamo sicuri che OP-Z sarà capace di renderci nuovamente felici (e produttivi)!

Teenage Engineering OP-Z

Il bundle di lancio, che purtroppo comprende solo l’astuccio (ed il cavo USB-C)


E' passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico... Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma al di là di tutto, l'amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore"!

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