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Gli Incredibili 2 – Recensione

Un film... Super!

Gli Incredibili 2 – Recensione

Sono passati ben quattordici anni eppure, nel momento in cui ci si ritrova davanti al grande schermo, è come se fosse trascorso un solo giorno. Gli Incredibili 2 riprende la storia della famiglia Parr da dove si era interrotta nel 2004 e lo fa non solo con una scioltezza tale da non farci sentire il peso del tempo trascorso, ma addirittura mette in ombra il film originale: una commedia “slapstick” dal ritmo sempre costante, rafforzata da uno sguardo molto profondo alla nostra società e supportata nientemeno che da un bimbo mostruosamente divertente compongono la ricetta di successo di un sequel che – eccezione di una regola per cui spesso i seguiti risultano privi di mordente – mette in scena un film esilarante e intelligente, godibile da grandi e piccini.

Categorizzare Gli Incredibili come “film sui supereroi” potrebbe sembrare fuorviante: non derivano da alcun fumetto e non hanno mitologie pregresse da soddisfare. Di fatto c’è del vero, non sono affatto pellicole sui supereroi come siamo abituati a intenderle, bensì scavano più a fondo, andando a esplorare il tema di come sarebbe vivere con i superpoteri e dover affrontare una forzata emarginazione dalla società – un po’ il tema sempre attuale della “paura del diverso” e in parte anche per la difficoltà di sapersi integrare con le persone cosiddette normali.

Civil War ci ha mostrato cosa significhi essere temuti, quando non apertamente osteggiati, da coloro che ci si prefigge di proteggere ma laddove Marvel – ispirandosi alle avventure cartacee – propone un conflitto interiore morale che riguarda sempre e solo il singolo personaggio, Gli Incredibili ha sempre posto i riflettori sul nucleo famigliare. I Parr potrebbero essere una famiglia come tante: problemi coniugali, figli che si avvicinano all’adolescenza (con tutti gli screzi che questo comporta), un bebè al quale badare.

Normale, insomma, se non fosse per quel loro piccolo segreto che influenza così pesantemente le loro vite. Ed è proprio questo a rappresentare le fondamenta per la narrazione de Gli Incredibili 2, con un tocco in più: cosa succederebbe se i ruoli si invertissero? Se, per dire, fosse Bob a doversi occupare della quotidianità mentre Helen si dedica alla battaglia contro il crimine? Essere genitore è il mestiere più difficile, persino del supereroe.

Rimasto finora nell’ombra, questa volta sarà Jack-Jack a rubare la scena, un po’ come i Minion hanno fatto dopo il successo di Cattivissimo Me, per far impazzire il padre Bob con una sequela di poteri che supera ogni aspettativa soprattutto perché fino a quel momento non aveva dato traccia di possederne – anche se in realtà noi ne avevamo già avuto un assaggio nel cortometraggio del 2005 Jack-Jack Attack. Helen è stata scelta come perfetta donna immagine per la riabilitazione dei supereroi agli occhi dell’opinione pubblica e tocca al marito occuparsi per la prima volta della famiglia, rendendosi conto sulla propria pelle di quanto sia stancante ma, al contempo, ricco di soddisfazioni.

Aiutare Dash con i compiti, cercare di stare dietro agli sbalzi umorali di Violetta alle prese con la sua prima cotta e badare a tutte le necessità di un neonato come Jack-Jack sembrano paradossalmente un compito insormontabile per chi fino a poco prima smuoveva le montagne. C’è dunque un’interlinea molto seria in un film che vuole soprattutto divertire, ma alla fine è proprio quel suo taglio da commedia ad alzare l’asticella e renderlo un ottimo sequel: è tutto estremamente esilarante ed è bello veder tornare l’intero mondo degli Incredibili al suo pieno potenziale disegnando quegli stravaganti paesaggi urbani iperrealisti degli anni ’60. Come del buon vino, il brand è invecchiato molto bene con il passare del tempo.

…un film esilarante e intelligente, godibile da grandi e piccini

Come ho detto, la preponderante ilarità non significa che Gli Incredibili 2 manchi di momenti più impegnati: ci sono molte discussioni che ruotano attorno a cosa significa essere eroici, essere sposati, condividere responsabilità e via dicendo, mentre al contempo ci viene chiesto di ricordare i tempi in cui “le persone farebbero qualcosa di buono per il semplice fatto che sia la cosa giusta”. Una tinta di nostalgica etica che, in chiave più leggera, si fa reminiscenza di Spielberg e del suo “Ponte delle Spie” integrandosi senza sforzo nella nuova direzione del film. A farlo sentire fresco pur nella sua riproposizione di una routine familiare sono la scrittura molto acuta e il doppiaggio sempre efficace, a partire dall’iconica Amanda Lear nel ruolo della stilista Edna Mode – che pur non riproponendo frasi memorabili come “Non guardo mai indietro, tesoro, mi distrae dal presente” si dimostra nelle sue più brevi comparse perfetta come sempre, con battute leggermente sfumate al vetriolo ma oneste e concrete nel loro essere pungenti, chiamando la realtà con il suo nome.

A quegli scettici che si sono chiesti se la Pixar non stesse perdendo colpi in seguito allo scandalo in cui è stato coinvolto John Lasseter, Gli Incredibili 2 risponde dimostrando come quel senso di meraviglia che ha caratterizzato le sue migliori produzioni non è diminuito nemmeno un po’. Il nuovo lavoro di Brad Bird continua con scioltezza una storia iniziata quattordici anni fa, aggiungendo un tocco ancora più maturo pur mantenendo la visione adatta a tutte le età: i più piccoli (non solo) rideranno alle numerose gag che vedranno coinvolta la famiglia Parr alle prese con un piccolo supereroe in pannolone, gli adulti invece leggeranno oltre le righe per trovare un linguaggio e dei temi dove rispecchiarsi. Siamo senza dubbio di fronte a un superfilm.

Gli Incredibili 2 sarà nelle sale a partire dal 19 settembre, inutile ribadire che si tratta di un film che merita di esser visto, da tutti.


 

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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