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Remothered: Tormented Fathers – Anteprima

Un horror italiano dal grande potenziale

Remothered

Ho conosciuto Remothered: Tormented Fathers passeggiando negli affollati spazi della Games Week di Milano, qualche tempo fa. Non avevo idea che un horror di questo tipo fosse nato e cresciuto in Italia. Il genere di esperienza alla quale Stormind Games e Darril Arts stanno mirando è complessa e profonda, un obiettivo ambizioso che, se raggiunto, porterà lo studio di Catania decisamente in alto. Va detto però che il survival horror è probabilmente uno di quei generi che ha subito più variazioni e innovazioni negli ultimi anni, risultando in una pletora di possibilità videoludiche che spaziano dal classico al moderno, dando ai giocatori moltissima scelta fra innumerevoli esperienze.

Quindi è chiaro che lo studio italiano deve riuscire a proporre un lavoro dotato di una forte identità che sappia fare emergere il titolo fra gli innumerevoli esponenti del genere che invadono il mercato (in special modo su PC). Pertanto, con un po’ di impazienza e tanta curiosità, mi sono avvicinato al mondo di Remothered: Tormented Fathers, ora parte del programma Early Access su Steam ad un prezzo davvero vantaggioso: il lavoro di Darril Arts e Stormind Games è in vendita a soli 12,99 euro. 

Remothered: Tormented Fathers

Omaggio o no, Rosemary Reed assomiglia davvero moltissimo a Jodie Foster.

In Remothered assumeremo i panni di Rosemary Reed, una donna di 35 anni dalle fattezze molto simili a quelle di Jodie Foster ne Il Silenzio degli Innocenti. La visuale utilizzata è quella in terza persona, ben conosciuta dagli amanti dei survival horror moderni. Ancora una volta è la vulnerabilità del protagonista a fare leva sulle nostre paure: sin dal primo momento è evidente come non solo non sia possibile uccidere i nemici, ma nemmeno fermarli in alcun modo. L’horror italiano è molto chiaro su questo aspetto, proponendoci ambientazioni terrificanti unite ad un crescente senso di pericolo. Remothered gioca sulla nostra impotenza per spingere sul pedale dell’accelerazione emotiva e del puro terrore. Ma andiamo con ordine.

La nostra cara Rosemary dovrà iniziare una sorta di indagine nella decrepita ma immensa tenuta della famiglia Felton, cercando di capire qualcosa di più sulla scomparsa della loro figlia Celeste e sui segreti che l’inquietante magione sembra nascondere ai suoi avventori. La trama principale sembra convincere e coinvolgere sin dalle prime battute: tutto il capitolo introduttivo è infatti disturbante e credibile al punto giusto, dalla gentile infermiera al dialogo con il decrepito notaio Felton. L’impegno che il team di sviluppo ha messo per creare il lore e la trama del gioco è visibile, ed è sicuramente un punto a favore per Remothered: spesso gli horror tendono a cadere nella trappola della limitazione narrativa, che tende a semplificare la sceneggiatura per brividi più facili ma che a conti fatti lasciano poco o nulla al giocatore. Non sembra essere il caso del lavoro di Darril Arts e soci, che introducono un intreccio di idee profondo e interessante, a partire dalle sperimentazioni farmacologiche illegali della famiglia Felton fino all’arrivo di nuovi e oscuri personaggi che daranno la caccia alla nostra protagonista.

Remothered gioca sulla nostra impotenza per spingere sul pedale dell’accelerazione emotiva e del puro terrore

Rimane ancora un’incognita il futuro sviluppo (e conseguente risoluzione) di questo intreccio narrativo, ma le premesse rimangono ottime: toccherà al team riuscire a districare il tutto nel migliore dei modi, ma le fondamenta per un’esperienza narrativamente completa ed appagante sono solide. Anche l’intelligenza artificiale sembra essere all’altezza della situazione: l’ansia generata dall’inseguimento continuo ci spingerà a prendere familiarità con tutti gli elementi del gioco, dalla mobilia per nasconderci ai piccoli oggetti che potremo utilizzare per distrarre i nostri macabri aguzzini. Vogliamo sottolineare che la gestione degli avversari non è scriptata, e offre un approccio dinamico e differente a diversi stili di gioco. La salvezza arriverà sotto forma di quick time events, sia per trovare un riparo sicuro che per tentare di “attaccare” un nemico per guadagnare qualche prezioso istante per la fuga. Da questo punto di vista, Remothered è un vero survival horror nella più classica delle accezioni, e sicuramente farà breccia nella fanbase del genere più “attempata”.

Il gameplay è quindi ancorato ad alcuni dogmi classici che sono ben utilizzati e ottimamente inseriti nel contesto del gioco: enigmi da risolvere, carenza di armi e costante senso di vulnerabilità contribuiscono a ricreare una esperienza valida, dove persino il metodo di salvataggio del gioco, che consiste nel cercare alcuni particolari specchi da toccare, ricorda in maniera positiva alcune vecchie glorie videoludiche del passato. Sicuramente il team dietro al gioco vuole omaggiare i più grandi esponenti del genere, e non solo in forma digitale: è chiaro che Rosemary sia un omaggio “vivente” al personaggio di Clarice Starling (Jodie Foster), e forse da questo punto di vista ci saremmo aspettati un poco più di originalità da parte di Chris Darril e soci.

Concludiamo la nostra prima esperienza con Remothered: Tormented Fathers pienamente soddisfatti e ancora più incuriositi da quella che sarà una trilogia horror nata e sviluppata in Italia (questo è il primo capitolo). Le nostre ore in compagnia del gioco si sono rivelate interessanti e terrificanti, e se sviluppato a dovere, questo brand promette di diventare qualcosa di davvero imprescindibile per gli appassionati del genere. Resta da vedere come Darril Arts e Stormind Games decideranno di far fruttare il potenziale della loro creatura, che nonostante le buone intenzioni non è esente da qualche ombra, come alcune animazioni poco convincenti e qualche incertezza tecnica. Dal canto nostro però non possiamo che consigliare anche la versione Early Access, complice non solo il prezzo decisamente ottimo, ma anche l’esperienza completa che offre al giocatore. Insomma, rimaniamo in attesa di vedere l’opera finita, ma i requisiti per un ottimo lavoro ci sono tutti.


Nato nel medioevo videoludico, i fantastici anni ’80, Amedeo è cresciuto con i grandi classici del gaming, passando per tutte le console sulle quali riuscisse a mettere le mani. Appassionato fino alla morte di Star Wars e The Witcher, vive fra mondi fatti di LEGO e GDR cartacei. Nel tempo libero gli piace dare legnate in palestra e leggere libri.

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