Pokémon GCC: vi presentiamo l’espansione “Invasione Scarlatta”

Siete pronti a sfidare le Ultracreature?

Pokémon GCC: vi presentiamo l’espansione “Invasione Scarlatta”

Quando Satoshi Tajiri nel 1996 creò i Pokémon, probabilmente non si aspettava un successo come quello che si venne a creare. Un universo partito in piccolo, con un videogioco e centocinquantuno mostriciattoli tascabili, che nel tempo divenne sempre più grande al punto da essere tuttora in continua espansione. Quasi contemporaneamente all’ambito videoludico si sviluppò la realtà strategica del Gioco di Carte Collezionabili, un settore spesso messo in secondo secondo piano rispetto a quello più tradizionale delle console Nintendo ma che vive un proprio indiscutibile trionfo raccogliendo attorno a sé appassionati da tutto il mondo – siano essi semplici collezionisti o giocatori veri e propri, pronti a incontrarsi e sfidarsi in tornei di grande impatto quasi sempre affiancati agli stessi eventi per la sezione video ludica. E in prossimità del lancio sul mercato di Pokémon Ultrasole e Ultraluna per Nintendo 3DS siamo stati a Milano per la presentazione della nuova espansione ispirata alla settima generazione, Pokémon Sole e Luna: Invasione Scarlatta, le cui caratteristiche sono state spiegate nientemeno che dalla campionessa italiana Martina Canto.

Invasione Scarlatta è la quarta espansione del blocco Sole e Luna, anticipata da Guardiani Nascenti, Ombre Infuocate e Leggende Iridescenti. Per la prima volta nella storia delle carte, questo nuovo set introduce le Ultracreature in forma GX e Silvally (a sua volta in forma GX), il Pokémon creato per contrastare il loro potere. Per chi non lo sapesse, le Ultracreature sono entità provenienti da un’altra dimensione e sono giunti nella regione di Alola allo scopo di conquistarla. Poiché è un’espansione di Sole e Luna non mancano i Pokémon GX, carte che beneficiano di tanti Punti Vita e attacchi molto potenti nonché di una Mossa GX (o Mossa Z, come nel videogioco), da utilizzare una sola volta a partita e i cui effetti risultano devastanti. In particolare l’effetto delle Ultracreature riguarda le Carte Premio – che, ricordiamo, sono l’obiettivo per vincere le partite: a seconda del caso, il loro utilizzo potrà far guadagnare a noi una Carta Premio o aggiungerne una all’avversario, dimostrandosi così un ottimo asso nella manica per ribaltare le sorti di un incontro.

Come ogni espansione, anche Invasione Scarlatta propone due nuovi mazzi tematici che mettono in gioco rispettivamente altrettanti draghi. Kommo-o, originario di Alola, scende in campo tra fragori assordanti con il mazzo Tuoni Roboanti mentre Hydreigon (importato dalla V generazione) dispiega un intero arsenale fatto di zanne, artigli e veleni con il mazzo Zanne Micidiali. Un’ultima curiosità che chiude la panoramica sulla nuova espansione è che le carte GX delle Ultracreature, a differenza degli altri Pokémon GX, hanno il logo rosso per distinguerli nella loro natura di invasori. Pokémon Sole e Luna: Invasione Scarlatta rimescola ancora una volta le carte del vero senso della parola, lasciando intendere come la falsa impressione che Pokémon sia “per bambini” sia appunto un giudizio affrettato e inesatto: la profondità strategica e tattica del Gioco di Carte Collezionabili ha permesso a questa specifica sezione del brand di evolversi nel corso degli anni, adattandosi alle esigenze dei giocatori e seguendo di pari passo la controparte videoludica come pochi sanno fare.

Conclusa la presentazione ne abbiamo approfittato per scambiare qualche parola con Martina, conoscerla meglio e capire cosa significhi essere un giocatore ma al tempo stesso anche un arbitro. Oltre a cimentarsi con le carte, infatti, si impegna anche a regolare le competizioni videoludiche.

GameSoul: Quando è iniziata questa tua passione?

Martina: Ho iniziato a giocare a sette anni (ora ne ha ventitré N.d.A.). Come tutti i bambini guardavo i cartoni, la serie animata con le avventure di Pikachu e Ash. In quel periodo al cinema c’era il terzo film della serie (Pokémon 3 – L’incantesimo degli Unown) e durante la pubblicità hanno fatto vedere questo bambino che acquistava un mazzo tematico, giocava con i suoi amici e alla fine saliva su un podio. Così ho iniziato a capire esserci un circuito, che con le carte si poteva giocare e non soltanto collezionarle. Assieme a mio padre ho acquistato il mio primo mazzo, dentro c’era un volantino che pubblicizzava le cosiddette Leghe – luoghi di ritrovo per aspiranti giocatori. Da lì è cominciato il mio percorso, prima con i tornei locali, poi sempre più in alto fino al campionato mondiale. È stata la mia intenzione fin da subito.

GameSoul: Mi sembra di capire che i tuoi genitori ti abbiano supportato nella tua scelta

Martina: Attualmente mio padre è Regional Professor Coordinator, la figura che si interfaccia con tutti gli arbitri italiani e dà loro le indicazioni su dove arbitrare nei tornei più vicini. Li tiene anche aggiornati sul gioco organizzato affinché conoscano i continui cambiamenti nel regolamento. È una carriera nata in parallelo con la mia passione, il suo lavoro è tutt’altro ma dopo aver messo da parte le carte, per cui non si sentiva portato, ha visto che arbitrare poteva essere la sua strada. Mia madre invece inizialmente non era interessata poi anche lei ha preso a giocare arrivando a vincere il nazionale del 2004 nella categoria Senior, da lì siamo andate insieme al mondiale ma dopo un po’ ha smesso. Ora gioca a Pokémon GO.

GameSoul: Una famiglia di appassionati! Com’è stata la tua evoluzione di giocatrice?

Martina: Considerato che esce un’espansione ogni due mesi, è difficile utilizzare un mazzo specifico, si tratta più che altro di adattare la propria strategia di base concentrandosi di volta in volta su un elemento particolare. Nel mio caso ho iniziato con Donphan (II generazione) e attualmente mi sto focalizzando su Buzzwole, il cui attacco infligge 30 danni a un Pokémon attivo e 30 a un altro in panchina. Una tattica di logoramento che con l’azione combinata di altri Pokémon mi permette di eliminare dal gioco avversari anche piuttosto forti. Le strategie sono tantissime, al momento mi sto facendo guidare da questa.

GameSoul: Dietro il GCC c’è un investimento non da poco, giusto?

Martina: Sì, soprattutto perché oltre a essere giocatrice sono anche collezionista. Per completare una collezione che si aggira attorno alle 120 carte spendo circa 400€ ogni tre mesi.

GameSoul: Perché tu vinci e gli altri no?

Martina: È una bella domanda! (ride) Pokémon è un gioco molto strategico, che richiede molta testa e capacità di elaborare anche più tattiche nello stesso momento. Per quanto mi riguarda, io sono tecnica rispetto a mazzi che prediligono la forza bruta, come dicevo prima preferisco logorare anziché assalire. Moltissimi giocatori puntano sulla brutalità ma io non sono d’accordo, il bello di Pokémon è proprio il suo essere un gioco strategico: lo studio di preparazione dietro all’effettiva competizione è la parte migliore, perché mette alla prova le tue capacità. Da bambina era questo aspetto ad affascinarmi di più, scoprire tanti piccoli dettagli che messi assieme (e spesso purtroppo non considerati) soprattutto a lungo andare sono l’asso vincente.

GameSoul: Nella tua esperienza al mondiale, che differenze hai percepito negli altri giocatori?

Martina: Dovendo fare una distinzione netta, gli asiatici e in particolare i giapponesi sono molto più tecnici e riflessivi, tendono a ponderare ogni mossa rispetto a un giocatore americano che invece si presenta schierando in campo Pokémon semplicemente potenti. Non è un caso che il primo mondiale cui ho partecipato, nel 2004, abbia visto trionfare i giapponesi in ogni categoria. Personalmente, quando mi trovo a dover affrontare un americano sono piuttosto tranquilla; diverso è il discorso quando il mio avversario è giapponese, cinese o coreano, so già che sarà una battaglia sfibrante a livello mentale.

GameSoul: Che consigli puoi dare a nuovi aspiranti giocatori?

Martina: Acquistare un mazzo tematico fra i due di questa espansione, che avendo anche carte dei set precedenti lo aiutano a girare meglio, lo rendono più completo. Dopodiché andare sul sito ufficiale per cercare la Lega più vicina e provare con altri, imparare fin da subito grazie a gente più esperta come si ci si può approcciare al gioco. Da soli si può perfezionare il mazzo ma per imparare le regole sarebbe meglio incontrarsi con altre persone, oppure seguire l’online: nel mazzo tematico c’è un codice che dà accesso allo stesso mazzo nella versione online. Però si tratta sempre di un confronto con il computer.

GameSoul: Cosa si prova a essere sia giocatrice sia arbitro, anche se in ambito videoludico?

Martina: Anzitutto sono due cose totalmente diverse. Quando sei arbitro capisci molti più aspetti dietro ai tornei rispetto a quando ne sei direttamente coinvolto. Poi carte e videogioco sono proprio due mondi a parte, nel senso che in quanto arbitro delle competizioni videoludiche mi devo assicurare che tutti i partecipanti non modifichino Pokémon e console con dispositivi non autorizzati. Nelle partite a carte l’arbitro ha più cose da tenere sotto controllo: situazioni di disaccordo fra i giocatori, questioni riguardanti l’applicazione del regolamento in determinate situazioni, il barare e molti altri aspetti.

GameSoul: Grazie per questa chiacchierata!

Martina: A voi!


 

Cresciuta negli anni ’90 con un Game Boy e un Nintendo 64, è poi diventata ancora bambina un’adepta Sony a tempo pieno, ma appena può si dedica anche ad altre console. Da Metal Gear ha imparato l’approccio stealth, che applica anche alla vita reale riducendo al minimo la sua socialità; quando non è impegnata a nascondersi in una scatola di cartone e pretendere di passare inosservata, però, chiacchiera volentieri di qualsiasi cosa. Videogiochi in testa, ovviamente. E quando non parla, scrive o gioca, legge principalmente romanzi gialli.

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