Naughty Dog risponde alle accuse di molestia mosse da Dave Ballard

Le molestie sessuali non sono prerogativa di Hollywood

Naughty Dog

Sulla scia dello scandalo che ha investito il mondo hollywoodiano, molte altre vittime di molestie sessuali hanno deciso di farsi avanti per accusare i loro carnefici, svelando che il problema è molto più diffuso di quanto si pensi. Questo è il caso di Dave Ballard, designer presso Naughty Dog, che ha rivelato sul suo profilo Twitter di essere stato vittima di molestie da parte di un suo superiore nel 2015.

Ballard sostiene di essere stato licenziato dopo aver riportato la vicenda al reparto risorse umane di Sony con un esito decisamente inaspettato: l’azienda gli avrebbe offerto una cifra ammontante a 20.000$ affinché non facesse più parola dell’accaduto. Il designer avrebbe rifiutato l’offerta, mantenendo però il silenzio a causa della vergogna che spesso blocca le vittime di questi atti. Dopo quasi due anni sarebbe stato proprio l’esempio delle attrici che in questi giorni hanno puntato il dito contro Harvey Weinstein a dargli il coraggio di farsi avanti con la sua storia.

Dall’altra parte Naughty Dog risponde alle accuse, sostenendo di non aver mai ricevuto alcuna deposizione da parte di Ballard:

Abbiamo recentemente letto sui social media che un ex-impiegato di Naughty Dog, Dave Ballard, sostiene di essere stato molestato sessualmente mentre lavorava a Naughty Dog. Non abbiamo trovato nessuna evidenza di aver ricevuto deposizioni da parte di Mr. Ballard riguardo l’essere stato molestato in qualsiasi modo a Naughty Dog o Sony Interactive Entertainment. Molestie e condotte inappropriate non hanno luogo a Naughty Dog e Sony Interactive Entertainment. Abbiamo sempre preso molto seriamente le segnalazioni di molestie sessuali e altre rimostranze riguardo il luogo di lavoro molto seriamente e sempre lo faremo. Per noi ogni persona che lavora a Naughty Dog e Sony Interactive Entertainment ha valore. È di fondamentale importanza per noi mantenere un ambiente lavorativo sicuro e produttivo che permetta a tutti di incanalare la passione che condividiamo per creare videogiochi.

Da che parte stia la verità non sta a noi asserirlo, né elargire giudizi su una situazione non chiara. Possiamo solo riportare i fatti così come stanno, perciò dopo aver fornito integralmente la dichiarazione della compagnia vi invitiamo a visitare il profilo di Dave Ballard per leggere con i vostri occhi il suo racconto completo. Speriamo che sia fatta luce su questa vicenda e che il tutto si concluda nel migliore dei modi, che sia la punizione dei colpevoli o la smentita ufficiale del fatto.


Fonte

Cresciuta con un fratello più grande di 7 anni, le console sono state il suo pane quotidiano fin dalla nascita. Dopo l’uscita della PlayStation si è buttata sui j-rpg, ma nel suo cuore rimane indelebile il ricordo del riccio supersonico targato Sega.

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