Cars 3: Recensione – Il tramonto di Saetta McQueen?

Saetta McQueen teme il confronto con le nuove tecnologie.

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Ci sono persone che non vedono l’ora di andare in pensione e altre che invece vorrebbero fare sempre il proprio lavoro, magari estremamente divertente e appagante. Saetta McQueen di Cars 3 appartiene alla seconda categoria, grazie al suo fervore e alla voglia di essere sempre più veloce degli altri. Il progresso è però sempre alle porte e chi non si adegua finisce spesso nelle retrovie.

Bastano infatti alcune gare nella stagione per portare allo scoperto una nuova leva del motorsport, Jackson Storm. I giorni felici di Saetta Mc Queen sono praticamente finiti vedendo tutti i suoi amici rimpiazzati dalle scuderie con giovani supercar dall’aspetto futuristico e dalla tecnologia che richiama l’ibrido delle Formula 1.

Così si apre il film, con una costante discesa di Saetta McQueen nell’abbraccio della sconfitta. Non bastano più le proprie doti sportive o la vicinanza degli amici, poiché entra in gioco lo strapotere della tecnologia e dei giovani. L’unica chance è dunque la ritirata dalle scene, in attesa che succeda qualcosa per smuovere il futuro del nostro eroe e riportarlo alla vittoria.

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Saetta McQueen perde tutto, anche la voglia di ricominciare. La lunga pausa nel garage del suo paesino natale non riesce a risollevarlo, ma c’è ancora una speranza. Due vecchi sponsor si mettono infatti in contatto con lui per proporgli una nuova sfida, con regole ancora più ferree e possibilità di vittoria striminzite. Il resto è la storia del film, che ovviamente non vi raccontiamo per spingervi a sedervi in una sala da cinema coi vostri figli e scoprire mano a mano la trama di Cars 3.

Si tratta del resto di una buona conclusione della trilogia, che lascia pochi spazi ad un proseguimento che potrebbe rivelarsi forzato. La carriera di Saetta McQueen volge alla fine e vengono chiamati così in causa tutti i personaggi principali della serie, insieme ai loro doppiatori. Manca Doc per ovvie ragioni, ma si uniscono le voci di Ivan Capelli e Giancarlo Mazzoni. Su tutte regna ovviamente la più attesa per la versione italiana del film, ovvero quella di Sebastian Vettel, che interpreta l’intelligenza artificiale utilizzata da Cruz, nuova allenatrice di Saetta McQueen.

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Lou – Cortometraggio

Ogni volta che si va al cinema per vedere un film Disney è lecito aspettarsi qualcosa che lo introduca. I corti creati dalla casa dei sogni sono praticamente ormai una certezza e anche Cars 3 ne ha uno. Si chiama Lou ed è molto in linea con gli insegnamenti che dovrebbero essere impartiti ai bambini in questi anni. C’è solo un briciolo di sentimentalismo e molta didattica nella piccola storia di una scolaresca, alle prese con un bullo che si diverte a rubare i giocattoli altrui durante la ricreazione.

Il ragazzino è però sorvegliato da un curioso personaggio, composto interamente dagli oggetti persi dai bambini durante i loro minuti di svago. La sua figura è essenziale per combattere la prepotenza del bullo per poi arrivare alla lezione finale, che serve tanto ai bambini per imparare a rispettare gli altri, quanto agli adulti per aprire gli occhi.

 

Il film va a toccare alcuni aspetti della tecnologia che stiamo per incontrare anche nella vita di ogni giorno. Il mondo del motorsport, specialmente per quanto riguarda la Formula 1, ha cominciato da qualche anno ad adottare l’energia elettrica, sia per le power unit ibride che vediamo nel massimo campionato della FIA, sia per la Formula E, ancora poco conosciuta e riconosciuta. Ci sono riferimenti a simulatori, realtà virtuale, intelligenza artificiale e aria di futuro, tutto in contrasto alla rusticheria di Saetta McQueen e al suo passato glorioso da pilota. Cars 3 si divide bene tra questi due aspetti, passato e futuro, sterrato e asfalto, classicità e futurismo per far capire che non sempre la risposta più recente è quella giusta.

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La nota dolente del film potrebbe essere la figura dell’intelligenza artificiale, impersonata da Sebastian Vettel e denominata dunque “Vettel”. Sarebbe stato molto più apprezzabile un personaggio in lamiere e bulloni piuttosto che uno digitale, poco sfruttato e limitato a schematiche frasi ripetute. Un peccato che la sua figura non sia stata sfruttata nel modo migliore e che sembri così limitata. Per fortuna questo ha un impatto relativo sul film in generale e non inficia assolutamente la sua storia.

Cars 3 è un film dedicato ai bambini, con pochi spunti sentimentali e su cui riflettere tali da consentire una profondità simile a Frozen o Inside Out. Non fa dunque parte di quella serie di film Disney capaci di avere all’interno due tipi di target differenti. Tuttavia mantiene salda la linea guida, presentando una morale che si spera venga adottata dagli spettatori. I bambini lo adoreranno sicuramente, mentre gli adulti saranno divertiti da alcune gag difficili da capire per i più piccoli. I più raffinati potrebbero invece riconoscere alcune delle voci più famose del panorama sportivo e del cinema, oltre a quello musicale.

Conclusioni

Cars 3 dimostra che vincere è importante, ma non è tutto quello che conta. A volte bisogna arrivare fino alla fine sulle proprie gambe, altre volte invece i successi altrui possono essere più preziosi e gratificanti dei propri. Senza dubbio è un film perfetto per passare un pomeriggio o una serata al cinema con la propria famiglia, specialmente se all’interno c’è un fan di Saetta McQueen.

Sta cercando da tempo di trasformare le sue passioni in un vero lavoro. A parte i videogiochi, ciò che sogna è essere regista/sceneggiatore di un film, visto l'amore per fotografia e video-editing. Nel frattempo fa vedere quanto è scarso su Twitch (http://www.twitch.tv/ch_marcellomark).

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