Auto Age Standoff

GDC 2017

Auto Age: Standoff – Anteprima GDC 2017

Un MOBA post apocalittico, su quattro ruote..

Auto Age Standoff

San Francisco – Non ricordiamo quale sia stato il primo gioco ad utilizzare la tecnica del cel-shading, ma sicuramente ricordiamo (con affetto) il primo gioco di corse che l’ha utilizzata: Auto Modellista. Sviluppato da Capcom per PlayStation 2 ed uscito successivamente per GameCube ed Xbox, questo gioco di corse dall’inconfondibile grafica comic-style univa guida arcade ad elementi simulativi. Quando abbiamo visto Auto Age: Standoff non ci era tornato subito alla mente il gioco Capcom, ma forse in maniera inconscia è stato proprio lui a farci avvicinare al gioco in oggetto durante la GDC.

Seppur caratterizzato a primo acchito dal cel-shading, Auto Age: Standoff fa parte di un altro genere di giochi “di guida”, quelli alla Twisted Metal, in cui ci si affronta all’interno di grandi arene con autoveicoli armati dalle ruote al tettuccio. Inoltre non si limita a riportare le stesse meccaniche, ma cerca di importare ed aggiungere features di altri giochi più moderni, come ad esempio Overwatch.

Auto Age: Standoff è un gioco che si basa sul combattimento a squadre fino a 16 giocatori, che si sfidano online, ma con la possibilità di giocare in locale fino a 4 giocatori in split screen. Potrete quindi formare una squadra da quattro e giocare insieme contro altre persone online, oppure potrete dividervi e darvi la caccia, sempre con altre persone o con l’aiuto dei veicoli comandati dal computer. Le modalità sono le classiche, in cui si è  tutti contro tutti, o una squadra contro l’altra, ma con l’aggiunta di alcune varianti alle modalità extra tipiche degli sparatutto moderni, come appunto Overwatch.

I veicoli al momento sono 14 (un numero potenzialmente aumentare) e si dividono in 4 classi, che ne determinano guidabilità, velocità e resistenza: leggere, medie, pesanti e le Torri. Durante la nostra prova abbiamo potuto constatare come guidare i diversi veicoli cambi anche l’approccio e la strategia alla partita: e la scelta dei giusti veicoli può fare la differenza sia in base alla strategia della squadra, sia in base all’ambientazione dell’arena. A tal proposito, ci sono 4-5 ambientazioni diverse, tutte piuttosto vaste e tutte con elementi e caratteristiche diverse non solo a livello estetico.

auto age standoff

Sotto il punto di vista grafico Auto Age: Standoff è ineccepibile, ci piace troppo il suo stile “cartoon” un po’ anni ’80, ma ambientato 100 anni dopo. Non abbiamo notato grossi problemi di frame rate o altro, nonostante la versione testata non fosse ancora definitiva. Certo, sappiamo bene che in questo genere di giochi ci si può divertire anche se non ci si è mai giocato, anche se ad un certo punto a fare davvero la differenza è la conoscenza delle mappe e delle armi. A tal proposito, sceglieremo noi come equipaggiare il nostro veicolo: avremo una decina di armi e gadget tra cui scegliere che, insieme al resto, cambieranno la piega di una partita. Di stile ne ha da vendere, e lo si vede dalla grafica, fino alle musiche futuristiche/anni ’80: vi basterà guardare il trailer per rendervene conto.

Come per ogni gioco del genere, chi ne decreta il successo sarà soltanto il pubblico. Il titolo sembra essere curato anche dal punto di vista tecnico e contenutistico, ma se la community non sarà popolata e le mappe saranno perennemente vuote, Auto Age: Standoff resterà una di quelle occasioni sprecate. Quello che possiamo dirvi è che abbiamo visto sempre gente seduta a provarlo, soprattutto in split-screen, durante la GDC: il che ci conferma che la base c’è, bisogna solo aspettare e capire quale sarà la risposta del pubblico.

Impressioni dalla GDC 17

Auto Age: Standoff fa parte di uno di quei generi che a prescindere da tutto ci piace e ci attrae. Darsi battaglia a bordo di auto corazzate è ogni volta un sogno che si realizza, che unisca la passione per i giochi di guida alla voglia di far fuori i nostri nemici (o meglio, amici). Se poi ci aggiungiamo il cel-shading ed una produzione/ambientazione futuristica/anni ’80, il team di sviluppo ha fatto centro. Quando però un gioco è basato principalmente sull’online il vero giudice sarà il pubblico, che potrà popolare o meno le sue mappe. Noi, di sicuro, possiamo dirvi che è un titolo da tenere d’occhio.

E' passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico... Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma aldilà di tutto, l'amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore"!

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