Beat cop

GDC 2017

Beat Cop – Anteprima GDC 2017

A spasso per New York, nei favolosi anni 80

Beat cop

San Francisco – Forse sarà perché amiamo la grafica pixellosa, forse perché siamo nati (beh almeno chi vi scrive) negli anni ’80 ed amiamo qualsiasi cosa ci ricordi quell’epoca, oppure sarà semplicemente perché Beat Cop è figo. La prima cosa che ci è venuta in mente quando abbiamo assistito alla presentazione di questo gioco, è stato un titolo di qualche anno fa che ha letteralmente spopolato: Papers Please!. Il contesto è diverso, qui siamo nell’America degli anni ’80, al comando di un poliziotto, con tutti i cliché annessi: musiche tamarre stile CHIPS, personaggi ai livelli di Scuola di Polizia, Mafia italiana e chi più ne ha più ne metta. E sappiate che più si va avanti nel gioco, più ne vengono fuori altri.

Come detto, il gioco ci è stato presentato in quel di San Francisco, ma soltanto poco fa abbiamo potuto provare con le nostre mani la demo che ci è stata solo illustrata durante la GDC. E se già ci era piaciuto allora, adesso che abbiamo potuto capire bene come funziona e, soprattutto, seguire tutti gli esilaranti dialoghi, ci piace ancora di più. Abbiamo citato una pietra miliare come Papers Please non solo per lo stile grafico, quanto per il gameplay nel complesso: Beat Cop è un po’ avventura punta e clicca, un po’ gestionale. Sarete Jack Kelly, poliziotto appena trasferito nel distretto di Brooklyn, che viene introdotto inizialmente ai suoi colleghi e poi al quartiere ed a coloro che vivono e lavorano lì. L’obiettivo principale è arrivare alla fine dei 21 giorni che restano al vostro capo per risolvere un caso, cercando ovviamente di aiutarlo. Il problema è che dovrete occuparvi anche di tutti gli altri aspetti del vostro lavoro, quali far multe, difendere i cittadini, portare a termine i casi che vi verranno affidati giornalmente, etc. Avrete un orologio (un simil-Casio, anch’esso tipicamente anni ’80) che scandirà il passare delle ore, una radio della polizia, delle manette, una pistola ed un taccuino, il vostro punto di riferimento.

Lì troverete le missioni da fare, note su ciò che succede, i soldi rimasti, il livello della vostra stamina e soprattutto tre indicatori, ognuno per gli aspetti chiave di cui dovrete preoccuparvi: la polizia, la mafia e le gang. In base alle azioni che farete (si è praticamente liberi di scegliere se e cosa fare durante la giornata), influenzerete questi valori e con essi la storia. Arrestate un membro di una gang e loro si metteranno contro di voi, seguite i “consigli” della mafia per continuare a vedere la luce del giorno, ma adempiete anche agli obblighi del vostro lavoro per far sì che non vi licenzino. Oltre a tutto questo, dovrete fare in modo di recuperare 300$ ogni tre giorni, da dare alla vostra ex-moglie prima che vi faccia cacciare nei guai.

beat cop

A conti fatti il vero obiettivo sarà riuscire a tenere sempre bilanciati quei tre valori, scegliendo quindi le giuste azioni da fare e prendendo le decisioni in maniera opportuna, in modo da poter proseguire la storia senza trovarvi una pallottola piantata in fronte. Storia che a seconda della strada che intraprenderete varierà e porterà a finali multipli, alcuni anticipati, altri alla fine dei 21 giorni.

Nonostante si tratti di un gioco indie, in Beat Cop nulla è lasciato al caso, dalla produzione anni’80, ai dialoghi che in alcuni casi fanno davvero sbellicare dalle risate, allo stile grafico minimalista ma allo stesso tempo curato. Non essendo andati oltre il primo giorno, che funge in pratica da tutorial, non sappiamo dirvi quanto sarà difficile trovare il giusto equilibrio tra le vostre azioni, per permettervi di andare avanti, ma abbiamo visto tantissime cose che ci piacciono. Anche una cosa “semplice” come fare una multa, offre più opportunità, così come gli eventi che avverranno vi daranno la possibilità di scegliere da quale parte stare. Potrete arrestare o meno un rapinatore, aiutare o no un bambino in difficoltà, occuparvi delle task che vi chiede il vostro capo o meno, il tutto a vostra completa discrezione e nell’ordine che preferite. La prima cosa che vi verrà detta dal vostro collega Fat Mike (vi ricorda nessuno questo nome?!) è che non riuscirete mai a fare tutto quello che dovreste fare, per cui la scelta starà a voi. Il sense of humor che pervade tutto il gioco è poi il fiore all’occhiello, e siamo sicuri di aver visto solo la punta dell’iceberg.

Ma una cosa “negativa” in tutto questo c’è: le ore scorrono rapidamente sull’orologio fino alla fine della giornata, e 21 giorni ci sembrano davvero pochi vista la mole di cose che c’è da fare. Probabilmente non sarà così facile arrivare sani e salvi al fatidico giorno, e magari avremo la possibilità di continuare a giocare anche dopo aver finito la storia principale.

Impressioni dalla GDC 17

Se vi piacciono le avventure retro, non vi dispiacciono i gestionali, e se siete dei PC Gamer, Beat Cop è uno di quei titoli da tenere d’occhio. Manca poco ormai all’uscita ufficiale su PC e crediamo che a quel punto si sentirà molto parlare del titolo distribuito da 11 bit Studios. 21 giorni per vigilare su un quartiere di Brooklyn, cercando di fare i passi giusti per sopravvivere a mafia, gang ed allo stesso tempo mantenersi il posto di lavoro, oltre che farsi amare dai cittadini. Senza dubbio chi ha amato giochi come Papers Please! lo amerà come stiamo facendo noi e difficilmente se ne staccherà prima di averlo completato in ogni maniera possibile.

E’ passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico… Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma aldilà di tutto, l’amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore”!

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