Unavowed

GDC 2017

Unavowed – Anteprima GDC 2017

C’è del soprannaturale a New York ...

Unavowed

San Francisco – Le avventure grafiche ci piacciono, e questo dovreste già saperlo, ma dobbiamo ammettere che non è sempre così divertenten vedere o provare questo genere di giochi nei contesti fieristici. Si tratta di giochi che richiedono tempo ed in cui, più che testare il gameplay, ci sarebbe da giocare e spulciare un po’ la storia. Purtroppo, come nel caso di Unavowed, dovremo aspettare ancora per poter mettere le mani sul gioco completo, che tuttavia ci è parso già da questo primo incontro piuttosto interessante.

Pensate alle classiche avventure grafiche, Monkey Island per citarne una, metteteci qualche elemento rolistico dai giochi Bioware (Dragon Age, Mass Effect), una storia che ha a che fare col paranormale e quello che avrete sarà molto vicino ad Unavowed. Capire che il gioco è simile ai classici del genere è molto semplice, e forse anche guardando qualche screenshot capirete che c’è del soprannaturale nella trama. Tuttavia sono sicuro che vi starete tuttora domandando cosa c’entrano i giochi Bioware. Bene, non abbiamo avuto modo di esplorarlo così a fondo, ma sappiate innanzitutto che in Unavowed controllerete un party di 3 personaggi (selezionabili tra 4). Ognuno di questi personaggi ha un proprio background, oltre a poteri specifici, il che vuol dire che a seconda del personaggio che avrete selezionato, ci sarà un approccio diverso ai singoli enigmi, ma non solo in quelli.

unavowed

Come ogni avventura grafica che si rispetti, i dialoghi saranno la parte centrale del gameplay, e a seconda del personaggio che andremo ad usare per parlare i vari NPC non solo avremo differenti opzioni di dialogo, ma potremo scoprire dettagli o indizi extra. Sul come si svilupperà la trama sarà quindi cruciale non solo la scelta dei vostri tre personaggi, quanto poi conoscerli e capire chi utilizzare in un determinato momento. Questo non vuol dire che sarete obbligati ad usare il personaggio X o Y, bensì che a seconda di quello che userete le cose cambieranno anche se andrete sempre nella stessa direzione. Il Producer ci ha infatti sottolineato che, nonostante le tante ramificazioni plausibili nel corso dell’avventura, il gioco avrà un unico finale, perché intende mantenere intatta la trama principale e perché il finale è quello ed ha il suo senso.

C’è del soprannaturale in Unavowed, il cui nome sta ad indicare proprio quello di un gruppo di persone che si impegnano per fermare le forze oscure che popolano New York City. Abbiamo visto alcune sequenze in cui è stato evidenziato proprio quanto detto sopra, ossia la variabilità delle scene, delle opzioni e delle situazioni che possiamo affrontare in base ai personaggi che controlliamo. Siamo stati in un bar per ottenere informazioni, ma è stato solo grazie ad uno di loro, che ha dei trascorsi non del tutto leciti, che ci sono state date le giuste informazioni. È stato invece grazie al potere di veggenza di un altro personaggio che siamo riusciti a vedere un fantasma che si aggirava in un parco. Infine abbiamo visto come lo scontro con uno dei demoni cambiasse a seconda dei poteri di ognuno. In un caso gli abbiamo sparato, in un altro lo abbiamo trafitto con un’asta ed in un altro ancora gli abbiamo dato fuoco.

Lo sviluppo del gioco sta richiedendo più del previsto, proprio per creare così tante alternative, mantenendo comunque intatta e coerente la trama, e forse è per questo che non ci è stato mostrato moltissimo di Unavowed – che per ora è previsto solo per PC, nei primi mesi del 2018. Così come abbiamo iniziato questo pezzo, ribadiamo come sia difficile giudicare un’avventura grafica quando il cuore è la trama, gli enigmi ed i dialoghi, cosa di cui abbiamo potuto vedere ben poco. Se dovessimo giudicare dal lato estetico, certo Unavowed non fa gridare al miracolo, ma a quanto pare gli sviluppatori sembrano puntare proprio sulle meccaniche “bioware-oriented”.

Impressioni dalla GDC 17

Non è affatto semplice esprimersi su un’avventura grafica senza nemmeno provarla, ma osservandone solo le meccaniche, che si ispirano a giochi di ruolo come Dragon Age o Mass Effect e riguardano i personaggi scelti e le situazioni affrontate. Tuttavia le meccaniche ci sembrano una buona intuizione, bisogna solo fare attenzione a non rimaneggiare troppo la storia per inserire quante più variabili possibili. Per fortuna da quanto ci è stato detto, gli sviluppatori tengono all’integrità della trama che hanno concepito, e questo è un buon segno, ma dovremo comunque aspettare un altro annetto prima di poterci mettere le mani sopra e vedere se ci hanno visto davvero bene mescolando questi due generi/mondi.

E’ passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico… Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma aldilà di tutto, l’amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore”!

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