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Human fall flat

GDC 2017

Human: Fall Flat (PS4, Xbox One) – Anteprima GDC 2017

Un mistero racchiuso in un cantiere...

Human fall flat

San Francisco – Dobbiamo dire che, solitamente, quando selezioniamo i giochi da vedere o provare in fiera cerchiamo sempre di scegliere materiale ancora inedito e possibilmente piuttosto atteso. Nel caso di Human: Fall Flat abbiamo fatto un’eccezione alla regola: il gioco in questione è infatti già disponibile su Steam, dove sta riscuotendo un discreto successo. Forse proprio per questo abbiamo deciso di cogliere l’opportunità di farcelo presentare dal creatore stesso, per farci raccontare quali sono le novità che ci aspettano nel prossimo futuro – tra cui spicca l’uscita su console.

Per capire quale sia il succo di Human: Fall Flat basterà vedere alcuni degli esilaranti video postati dalla community su YouTube: vi assicuriamo tuttavia che, per comprenderne appieno le meccaniche ed il valore, bisogna provarlo. Almeno per noi è stato così, perché se da un lato il successo del gioco ci ha spinto ad afferrare il pad non senza una certa curiosità, dall’altro difficilmente avremmo previsto che ci sarebbe piaciuto così tanto. Controlleremo Bob, un omino dalle sembianze tanto anonime quanto peculiari, almeno nella fisica: sì perché il fulcro del gioco sta tutto lì, nella fisica del personaggio e del mondo che lo circonda.

Bob dovrà risolvere una serie di puzzle ambientali per procedere attraverso i mondi fantastici provenienti dai suoi sogni, e per farlo non si limiterà ad utilizzare le tipiche azioni quali corsa e salto, ma si affiderà alle sue braccia, che controlleremo in maniera indipendente. Avete capito bene, braccio sinistro e braccio destro: il che vuol dire che potranno interagire in contemporanea ma in maniera differente con gli oggetti. Forse vi domanderete che sfizio possa esserci e beh, seppur qualche minuto di rodaggio per capire bene come gestirle sia a dir poco necessario, una volta appreso il meccanismo procederete spediti… o quasi! Anche gli altri movimenti saranno condizionati dalla fisica, quindi attenzione a non correre troppo o non farete in tempo a frenare – cadendo così impietosamente nel vuoto. Così come Bob, anche i restanti oggetti o mezzi saranno condizionati dalla legge di gravità. Ogni livello, o meglio, ogni stanza/sezione del livello, è creata in modo che possa essere superata in diversi modi: potremo ad esempio usare le braccia per liberare la porta, potremo rompere un vetro e passare nell’altra stanza, arrampicarci o addirittura lanciarci. Il tutto naturalmente in base agli oggetti che ci circondano ma, da quanto abbiamo capito, gli utenti sono stati capaci di trovare soluzioni che nemmeno gli sviluppatori stesso avevano immaginato.

human fall flat

Il punto di forza più grande di Human: Fall Flat risiede proprio nell’insieme di alcuni elementi. Primo su tutti la giocabilità, che come detto è strana all’inizio, ma che si rivela divertente quando si capisce come funziona. Nonostante ciò non mancheranno mai le risate, poiché essendo basato su una fisica reale il nostro Bob spesso e volentieri sarà goffo, cadrà o compierà azioni che non erano propriamente quelle che volevamo facesse. Come detto poi, la creatività nella risoluzione dei puzzle dona profondità all’esperienza, senza vincolare il giocatore ad una soluzione ferrea, ma andando piuttosto a stimolare fantasia e curiosità. Ecco, l’insieme di questi elementi fa sì che il gioco acquisisca quel fattore “social”, motivo per cui YouTube è pieno di video dedicati al gioco, con le performance dei giocatori o con azioni stravaganti e divertenti. E sappiamo bene quanto al giorno d’oggi l’aspetto social possa fare la fortuna di un videogioco. Certo, Human: Fall Flat non ha spopolato come altri fenomeni social, ma le basi perché lo faccia, sono più che solide.

Noi lo abbiamo giocato in split screen con lo sviluppatore, che ci ha assistito ed aiutato – in alcuni casi diciamo pure salvato – mentre a noi è capitato di ucciderlo in maniera piuttosto goffa ed involontaria. L’esperienza cooperativa non solo va ad ampliare il numero di combinazioni/soluzioni possibili, ma rende il tutto ancora più divertente e coinvolgente. Un plauso va poi alla musica classica di sottofondo, che è la ciliegina sulla torta, non tanto per il fatto che sia particolarmente ispirata (ed ispirante), quanto perché trasforma l’esperienza in un qualcosa di calmo e quasi rilassante, ma allo stesso tempo dannatamente divertente.

Lo sappiamo, purtroppo adesso solo i giocatori PC/Mac possono vivere quest’esperienza, ma tra pochi mesi anche gli utenti PS4 ed Xbox One potranno tuffarsi in questo fantastico mondo e destreggiarsi con Bob. Durante l’incontro ci sono state anticipati però alcuni dei contenuti che arriveranno insieme alla versione console. Tra questi, un nuovo mondo, che abbiamo potuto provare ed è ancora più architettonicamente complesso di quelli visti finora, la possibilità di customizzare i propri Bob, applicando sia dei preset inclusi, che acquisendo il proprio volto (o altro) dalla webcam.

Se proprio vogliamo cercare qualcosa di “negativo” in questo gioco, è forse da cercare nell’aspetto grafico, che troviamo forse troppo essenziale, almeno a prima vista. Bob in effetti è anonimo, ed alcune delle ambientazioni presentano pochissimi dettagli, pur restando gradevoli nella loro semplicità. Tuttavia pare che l’intenzione sia quella di andare a migliorare anche questo aspetto: sicuramente la customizzazione dei personaggi, così come il design dei nuovi livelli dovrebbero spingere l’asticella più in alto. Quello che però ci è sembrato di capire è che questo sia solo l’inizio, in un ipotetico secondo episodio potremmo trovare oltre ad un miglioramento dal punto di vista tecnico, contenutistico e di design, anche una modalità storia, che potrebbe essere davvero la via per una consacrazione definitiva.

Impressioni dalla GDC 17

Chi ha già avuto modo di giocarci su PC o vedere qualche video in rete, già sa di cosa stiamo parlando. Per tutti coloro che invece non sanno nemmeno di cosa parliamo, beh, sappiate che sotto un cofano che non è certo quello di un titolo AAA, c’è un motore che può garantire tanto divertimento, a breve anche ai possessori di console (con diverse novità). Che giochiate in singolo o in doppio (solo in locale), probabilmente non vi basterà finire il gioco, ma lo giocherete ancora per scovare altre soluzioni o semplicemente per farvi quattro risate, in un ambiente rilassante e coinvolgente allo stesso tempo. Human: Fall Flat è uno di quei giochi a cui difficilmente vi avvicinereste, ma da cui non vi staccherete mai una volta provato.

E' passato troppo tempo per ricordare il mio primo approccio al mondo videoludico... Limpido è invece il ricordo della prima console, un Atari 2600, e dei giorni interi passati a giocarci. Da allora sono cambiate molte cose: i videogiochi sono diventati il mio lavoro, non ho più tutto quel tempo per giocarli ed ormai sono pochi quelli che mi lasciano a bocca aperta. Ma al di là di tutto, l'amore c’è ancora, così come la voglia di arrivare un giorno a crearne uno… Ecco, se non si fosse capito, sono un eterno “sognatore"!

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