Portal Knights – Anteprima

Portal Knights

Nel mondo videoludico si sa che le promesse non sempre sono destinate ad essere mantenute o, nei casi migliori, a rispettare almeno in parte l’impegno preso nei confronti di giocatori sempre più esigenti, che non soltanto s’informano bene prima d’effettuare un acquisto, ma arrivano quasi a specializzarsi in un determinato genere se questi riesce a rientrare nelle preferenze di una massa.

Certo, non sempre progetti sulla carta dall’esito scontato ottengono i risultati desiderati, ma è pur vero che ogni tanto accadono degli eventi in grado di catalizzare la nascita di veri e propri fenomenici videoludici capaci di attirare l’attenzione molto più che titoli o serie di ben maggiore popolarità. Il fenomeno Minecraft, non a caso, era riuscito in brevissimo tempo a conquistare intere generazioni di utenti e difficilmente potrebbe esserci qualcuno che ad oggi non ne abbia mai sentito parlare, se non addirittura averlo giocato per un breve o lungo periodo di tempo.

Grazie ad una meccanica di gioco che non soltanto era risultata intuitiva ed approfondita in molteplici componenti di level design, negli anni numerosi altri titoli hanno provato a prenderne spunto per cercare di seguirne le tracce in termini di successo, ma si sa che è proprio dove molti falliscono che qualcuno all’improvviso riesce nell’impresa (cavalleresca?) di ottenere fama e gloria. Sarà questo il destino di Portal Knights? Continuate a leggere per scoprire le nostre impressioni.

Partiamo dalla premessa che prima di scrivere questo articolo abbiamo dedicato alcune decine di ore al gioco in questione, in quanto soprattutto in casi come questo è facile lasciarsi prendere dall’entusiasmo o etichettare un titolo senza aver approfondito quegli elementi in grado di trasformare un buon titolo in un eccellente titolo.

Portal Knights

Le nostre impressioni, inutile nasconderlo, sono state senza ombra di dubbio fin da subito molto positive, proprio perché a differenza di altre occasioni ogni giocatore non impiegherà molto tempo per riconoscere l’identità di Portal Knights, quel qualcosa che è difficile da spiegare in termini oggettivi ma che solitamente si traduce nella classica frase “un’altra partita e poi smetto”, corrispondente spesso ad una chiusura della sessione di gioco alcune ore dopo l’intento iniziale. In tal senso, il fatto di essere catapultati all’interno di un’atmosfera accattivante ma al tempo stesso che invoglia l’utente a sperimentare tutto ciò che potrebbe accadere senza tralasciare dettagli considerandoli come già visti o non importanti, rappresenta un bel biglietto da visita in relazione ad un elemento spesso trascurato, ma che di fatto dovrebbe essere alla base di qualsiasi produzione videoludica che si rispetti: il divertimento.

In tal senso il titolo Keen Games parte subito forte, quasi invogliando in maniera naturale a voler conoscere ogni dettaglio e sfumatura possibile per prendere sempre maggiore padronanza con la meccanica di gioco e con le numerose caratteristiche che di fatto costituiscono delle solide fondamenta su cui costruire (anzi, craftare) tutto ciò che ne deriva. Questo perché ad un impianto già collaudato che certamente non fa nulla per nascondere le sue radici da crafting game si aggiunge un’importante componente esplorativa che offre una certa libertà al giocatore, per certi versi simile a quella che si potrebbe trovare all’interno di un gioco d’avventura con elementi RPG.

Questi elementi rappresentano di fatto un valore aggiunto non trascurabile, donando una profondità per certi versi inaspettata ma molto ben gradita grazie alle molteplici possibilità di accrescimento e diversificazione delle varie abilità attribuibili al personaggio, senza contare la presenza di dungeon da conquistare e boss fight di tutto rispetto in termini quantitativi ma soprattutto qualitativi per dinamismo presente in più di una situazione.

Portal Knights

Abbiamo accennato alle abilità del personaggio ed infatti non a caso un altro elemento che ci è parso subito rilevante nell’esprimere la nostra impressione più che positiva in sede di anteprima risiede proprio nella possibilità, non scontata, di poter creare il nostro alter ego. Non che da questo punto di vista gli sviluppatori abbiano pensato a chissà quali soluzioni innovative, ma il solo fatto di poter scegliere la classe iniziale tra Guerriero, Mago e Ladro, con corrispettive varianti in termini di skills non è comunque un elemento di scarso valore.

Non vi sono da questo punto di vista delle restrizioni nell’utilizzo dell’armamentario e lo stesso dicasi per il sistema di combattimento, che puntando su scelte ormai collaudate vi consentirà di poter agganciare il nemico gestendo dunque le azioni di attacco e difesa in funzione della sua posizione, all’occorrenza girandogli attorno o schivando prontamente i suoi attacchi. Se a qualcuno questa dinamica ha ricordato un episodio della serie Zelda non è andato molto lontano dalla sensazione che potrebbe provare in alcune situazioni particolarmente intense, dove i boss da sconfiggere richiederanno riflessi, concentrazione e perfetta scelta di tempo per gli attacchi.

Il potenziale di Portal Knights si esprime dunque attraverso un ben bilanciato mix  tra le attività di esplorazione e tutto ciò che ruota attorno al crafting. L’ambiente di gioco, vario e ben studiato, potrà essere visitato attraverso dei portali che collegheranno tra loro delle isole galleggianti, ognuna contraddistinta da particolari caratteristiche non solo morfologiche ma anche per quel che riguarda le risorse a cui sarà possibile attingere e la “popolazione” presente, ma sarà difficile perdersi grazie alla possibilità di poter sempre tener sotto controllo la propria posizione attraverso il menu. In tal senso, non sarà comunque un elemento trascurabile la scelta di un buon punto di partenza e soprattutto di ripristino del vostro status in caso di prematura dipartita.

Portal Knights

Sempre in tema di risorse, come prevedibile ogni elemento dell’ambiente è composto da dei blocchi, ed appartenendo al genere dei crafting games, non potevano certo esserci eccezioni da questo punto di vista. Agire attraverso la distruzione, la raccolta di tali elementi porterà dunque a delle trasformazioni, senza dimenticare quegli oggetti di lavoro indispensabili ad utilizzare i materiali raccolti e produrre differenti tipologie di prodotti attraverso l’uso di banchi da lavoro, arnesi da fabbro e molto altro ancora.


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Da questo punto di vista gli sviluppatori di Portal Knights hanno giustamente optato per delle scelte solide in fatto di level design, mantenendo inalterate le regole base del crafting puro proprio per puntare molto sul fattore avventura. La presenza di una modalità multiplayer fin d’ora disponibile e accessibile liberamente, consente di partecipare a sessioni di gioco già attive e rappresenta un elemento interessante e ben gradito. Certamente il tempo per ottimizzare e risolvere qualche piccolo bug tecnico o arricchire qualcosa a livello di meccanica potrebbe consentire di compiere ulteriori passi verso un livello qualitativo eccellente, ma almeno dal punto di vista della fluidità del motore poligonale si parte già da un risultato più che positivo e difficilmente vi soffermerete su degli elementi che in questa fase di sviluppo saranno suscettibili ancora di numerosi miglioramenti. Trattandosi di un Early Access è evidente che non tutto può essere ancora funzionale perfettamente, ma le premesse per il rilascio di un gioco valido sotto tutti i punti di vista ed in grado di accontentare anche i giocatori più esigenti non mancano, soprattutto in considerazione di un gameplay non superficiale e meritevole d’attenzione.

Dentro ad un videogioco viviamo esperienze reali, in cui abbiamo accesso a molte sensazioni: possiamo quasi credere che esistano per davvero, perché l'universo del gioco non è nient'altro che la nostra realtà mentre la viviamo. Non importa che rappresenti l'esperienza di cinque minuti o di un'ora intera. Ma se potessimo svegliarci dentro un videogioco cosa sceglieremmo? E se potessimo manipolarlo e interagire con esso? Le possibilità diventerebbero infinite, come infinite sono le storie che attraverso i videogiochi possiamo vivere.

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