TrackMania Turbo – Recensione

TrackMania Turbo – Recensione

TrackManiaci a rapporto

Sono tanti, troppi gli anni che ci separano da un capitolo della serie TrackMania. Una pausa lunga quattro anni, che non poteva portare con sé delle novità per una serie così particolare, a partire dalle piattaforme di riferimento: niente più esclusiva PC, benvenute PS4 e Xbox One. Merito delle nuove infrastrutture online, più libere e potenti che mai, nelle quali far risorgere una community mai doma, ma anche della potenza di calcolo necessaria a sorreggere la frenesia e la creatività del team Nadeo, dal design dei tracciati da loro offerti, sino al potente editor col quale trasformare il gioco in una droga ad uso e consumo quotidiano. TrackMania Turborappresenta un nuovo inizio per la serie: è ancora agile e scattante come un tempo?

TrackMania Turbo

Piattaforma: PC, Xbox One, PS4

Genere: Racing game/ Arcade

Sviluppatore: Nadeo

Publisher: Ubisoft

Giocatori: 1-4

Online: 2-100

Lingua: Testi e uno dei (tanti) countdown in italiano

Versione Testata: PS4

Partiamo specificando che quel “novità” non deve intimorire più di tanto gli aficionados della prima ora: non c’è nulla di così rivoluzionario in TrackMania Turbo, né in grado di stravolgere gli equilibri di una serie che fa della precisione millimetrica il suo punto di forza. Tutto è ancora al suo posto, in primis la Campagna principale, composta da 200 tracciati confezionati dagli sviluppatori stessi e spalmati lungo quattro macro-location tematiche, ognuna con specifiche peculiarità, diversi terreni, e di conseguenza, anche diversi approcci alle gare.Canyon Grand Drift, con le sue suggestioni desertiche, punta tutto sulle derapate sul terreno brullo e sabbioso;Valley Down and Dirty, con le sue lussureggianti foreste, offre salti e fossi, così come pericolose pareti rocciose pronte ad accoglierci dopo un volo mal calcolato; Lagoon Rollercoaster, ambientazione puramente tropicale, alternerà sfrecciate sulla spiaggia a vorticose sequenze su tracciati magnetici sospesi a mezz’aria, mentreInternational Stadium è la cosa di TrackMania Turbo che più si avvicina ad un elemento classico delle corse, laFormula 1, con tracciati più stretti e tecnici, che richiedono ancor più precisione nei comandi.

Tutto è ancora al suo posto, in primis la Campagna principale, composta da 200 tracciati confezionati dagli sviluppatori stessi e spalmati lungo quattro macro-location tematiche, ognuna con specifiche peculiarità,

La struttura della campagna vi vedrà gareggiare in 5 grandi serie, una per ogni grado di difficoltà (Bianco, Verde, Blu, Rosso, e Nero, come da tradizione), composte da 40 tracciati, 10 per ogni ambientazione. Per progredire, dovrete ottenere delle medaglie Bronzo, Argento e Oro, associate a dei tempi da battere: non basterà infatti tagliare il traguardo, bensì dipenderà tutto dai vostri risultati. Conquistando solo medaglie di bronzo, non andrete oltre la serie Verde, mentre per raggiungere la temibile serie Nera dovrete accaparrarvi tutte le medaglie d’oro. È così che TrackMania Turbo (così come l’intera serie) innesca il suo diabolico fascino: spronando il giocatore a superare i suoi stessi record, e a perfezionarsi in ogni singolo tracciato del gioco, nessuno escluso, fino a padroneggiarlo al massimo delle sue facoltà.

Molti staranno già pregustando assetti, ammortizzatori da sbloccare e livree dal peso calcolato al millesimo, ma no, non ci sarà niente di tutto questo. Per fugare ogni dubbio, ogni area avrà una sola, specifica, vettura, di cui potrete stravolgere unicamente l’aspetto tramite decalcomanie e vernici, lasciando però inalterate le prestazioni:quelle, infatti, dipendono tutte da voi.

Nel caso in cui non fosse chiaro da subito, TrackMania Turbo non è assolutamente una simulazione: è anzi una declinazione puramente arcade del genere racing game, di quelle vecchio stampo, divertente, appagante ed assuefacente. I controlli sono estremamente precisi e fulminei, così come la fisica del veicolo, atipica, rigida e brutale, studiata per permettere al giocatore di calibrare ogni singolo movimento e sterzata con una delicatezza a tratti nevrotica, pena, la sconfitta, o un posto vergognoso in classifica.

Non si tratta però di un gioco da (soli) esperti: il suo scopo, semmai, è quello di trasformare anche i neofiti in maestri del drifting e della velocità folle, con la sua immediatezza, e il suo iniziale (ma solo iniziale) accompagnare per mano il giocatore. Manca però un tutorial degno di tale nome, si respira una certa confusione nei menu, e sembra dare troppe cose per scontato, elementi che rischiano di lasciare un po’ spaesati i nuovi arrivati, ma vi tranquillizzerà sapere che i comandi principali, oltre allo sterzo, sono i soli freno e acceleratore.

Una volta presa la mano, di tracciato in tracciato della campagna principale, entrerete a contatto con i vari elementi pensati per complicare le cose, e per far completare la gara con il cuore quasi sempre in gola: pannelli turbo, in primis, che daranno la spinta, spesso prima di un salto pazzesco (o visto che Nadeo è un covo di simpaticoni, prima di una curva a gomito), in alcuni frangenti posizionati al contrario per rallentare improvvisamente la vettura, oppure giri della morte pazzeschi, durante i quali verrà automaticamente attivata al visuale in prima persona (non vediamo l’ora di provarlo con PlayStation VR), e ancora, pannelli che disattiveranno il motore, costringendo così il giocatore a sfruttare l’inerzia e ad evitare qualsiasi contatto con i bordi del tracciato per non perdere velocità e restare fermi nel bel mezzo della pista. In quei casi, un dubbio esistenziale vi attanaglierà: ripartire dal checkpoint perdendo secondi preziosi e rinunciando automaticamente all’argento, se non al bronzo stesso, oppure ripartire da zero, vanificando comunque il tutto?

Non si tratta però di un gioco da (soli) esperti: il suo scopo, semmai, è quello di trasformare anche i neofiti in maestri del drifting e della velocità folle

Decidere e in fretta fa parte dell’esperienza di TrackMania Turbo, e se nelle piste multi-giro (solitamente ne troverete una ogni cinque) potrete sperare di inseguire il “ghost” (grazie al quale avere un riferimento sul modo più efficace per ottenere una determinata medaglia) e recuperare qualche secondo prezioso, nelle gare one shot, dalla durata media di 30/40 secondi, un singolo errore, anche ad una manciata di metri dal traguardo finale, significa una sola cosa: rifare tutto da capo. È lì che torna il diabolico meccanismo di prima: concentrazione, esecuzione al millesimo, memorizzazione di ogni curva, ogni salto chilometrico da compiere, ogni traiettoria da prendere, prima ancora di gasarsi per un palo schivato o una derapata eseguita a dovere.

Fortunatamente, il gioco è talmente veloce e reattivo da ripartire immediatamente, senza alcun noioso caricamento di sorta, e non è poi così spiacevole tornare all’inizio del tracciato quando ci sono da macinare piste ben costruite e splendide da vedere, merito anche del buonissimo motore grafico che restituisce velocità e adrenalina in ogni suoi pixel. Gli sfondi sono molto più ricchi e raffinati che in passato, così come i dettagli delle piste e della vettura (da rivedere invece l’acqua, almeno esteticamente), e le esplosioni di colore, i giganteschi ed esagerati cartelloni segnaletici, o le strutture mastodontiche nelle quali verrà ingoiata la nostra vettura, sono mozzafiato quasi quanto i salti e le acrobazie stesse (anche se non è privo di sporcizia, dalle texture non sempre convincenti alle ombre “scalettate”). È il design ispirato dei tracciati a sorprendere e colpire, sia nell’aspetto, con il loro coraggio artistico e la loro struttura fuori di testa, che nel puro e semplice gameplay: belli, imprevedibili, difficili al punto giusto e con un margine di miglioramento delle prestazioni del giocatore sempre ampio.

Tutto questo ben di dio potrà essere goduto anche e soprattutto in compagnia di amici e parenti, tanto a distanza quanto sullo stesso divano, con quest’ultima concezione di multiplayer riverita e coccolata molto più che la prima, solitamente più gettonata. Potrete massacrarvi con i vostri amici grazie a varie modalità: c’è Hotseat, che vi chiederà di alternarvi al pad, cerando il tempo più veloce e tenendo sempre d’occhio la barra della benzina, dando un tocco quasi strategico al tutto; Arcade tira in ballo i ricordi e i gettoni: avrete 3 chance per entrare tra i primi 10 migliori tempi, e ogni errore vi costerà carissimo; Split Screen è la classica modalità ognuno con il proprio pad, mentre tramite speciali cheat code potrete sfidarvi in (segreti) duelli di vario genere, incentrati sull’esecuzione del miglior trick o sul restare al centro dello schermo.

Non vi sembrano sufficientemente folli? Ci pensa una delle novità principali, Double Driver, a darvi il colpo di grazia: potrete infatti giocare l’intera Campagna con un amico… in un modo del tutto particolare. Due giocatori potranno infatti controllare la stessa vettura, e ad ognuno di loro verrà affidato il 50% dell’input: il che significa che bisognerà accelerare, sterzare e frenare all’unisono per combinare qualcosa di buono, e in un gioco in cui la precisione millimetrica è in certi frangenti fondamentale, vi lasciamo intendere a cosa possa portare la combinazione tra una modalità del genere, degli amici trolloni e qualche birra di troppo.

Il cuore del gioco è il Trackbuilder: potente editor che vi permetterà di dar sfogo alla vostra creatività

Chi invece preferisce l’anonimo mondo online, può dar vita a delle sfide, puntare a battere i record della propria lista amici o le classifiche mondiali, e persino creare delle “stanze” nelle quali inserire delle playlist di tracciati, scegliendo la tipologia di circuito (se maggiormente tecnici, incentrati sugli stunt o totalmente casuali), la sua lunghezza e la durata delle gare, oltre al numero di partecipanti. Fino ad un massimo di 100. Tranquilli, è tutto asincrono e privo di collisioni, ma sarà comunque una delirante orgia, fatta di decine e decine di veicoli che saltano, si schiantano contro un albero, ripartono dal nulla, e quando i server laggano (li abbiamo testati grazie alla open beta aperta nella giornata di venerdì, senza riscontrare problemi nelle performance, il lieve fastidio è solo estetico), i loro scatti danno un tocco onirico al tutto.

Il cuore rimane però il Trackbuilder: potente editor che vi permetterà di dar sfogo alla vostra creatività, ancora una volta come da tradizione. Anche qui troverete una difficoltà profondamente scalabile, che influenzerà il grado di customizzazione della vostra creazione: si sceglie la location, l’atmosfera e dritti nell’editor. I principianti verranno guidati per mano nella costruzione, con tanto di continuo reminder di piazzare un checkpoint di tanto in tanto e una progressione della fase di creazione quasi automatica e naturale, limitata a pochi, funzionali pezzi, mentre gli esperti potranno sbizzarrirsi con un ampio ventaglio di “pezzi di puzzle”, con i quali assemblare le proprie diaboliche montagne russe prive di binari, con giri della morte, rampe di atterraggio improvvisate e dio solo sa cosa. Una volta convalidato (sì, dovrete dimostrare di essere in grado voi stessi di completarlo, e il vostro tempo verrà usato come benchmark da chiunque vorrà cimentarsi con la vostra creatura), potrete pubblicarlo e darlo in pasto all’attivissima community, che non vede l’ora di mettersi all’opera con un editor come sempre potente e completo.

In conclusione…

Trackmania Turbo è veloce, eccentrico, esagerato, il tutto come da tradizione. Non stravolge gli equilibri e non preme l’acceleratore sulle novità, puntando ad offrire un’esperienza solida, adrenalinica e stracolma di contenuti, dalla longevità potenzialmente infinita. Bello da vedere (ma non privo di sbavature), con i suoi 60 rocciosi e fulminei fps, più ispirato che mai, con il suo livello di difficoltà progressivo e spietato, e i suoi elevati requisiti di concentrazione e abilità per poter accedere ai livelli più avanzati.

A tratti è intransigente, e complice una certa confusione nei menu e un tutorial pressoché inesistente, l’impatto per i neofiti non sarà così all’acqua di rose, ma la sua forza sta proprio nell’impegno che i giocatori, indipendentemente dalla loro abilità, dovranno investire nella conquista delle medaglie, su un irto cammino fatto di derapate al fulmicotone, salti vertiginosi e curve da mal di testa.

E se la Campagna dovesse starvi stretta, c’è tantissimo da fare: modalità più libere nelle quali sfidare amici in carne ed ossa (e non), sfide, la delirante Double Driver, e soprattutto, il TrackBuilder, con tanto di generazione randomica e contenuti sempre freschi. All’infinito.

Noi vi avvisiamo: una volta in pista, sarà impossibile staccarvi dal pad.

Voto: 8,5/10

Traduttore e blogger freelance, adora (s)parlare di videogiochi e musica spaccatimpani tutto il dì. Quando può suona, gioca e legge, di tutto, anche le etichette degli shampoo. Terrore dei recensori e abbassatore di voti seriale, ha brillantemente sostituito le fatture ai suoi amati boss di Dark Souls, respingendo con caparbia ossessione e gioco di scudi qualsiasi backstab della vita sociale.

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