SUPERHOT – Recensione

SUPERHOT – Recensione

Super. Hot. Super. Hot. 

Che l’ambiente degli indie games sia quello dal quale provengono le novità più strane e originali è ormai risaputo: la ricerca di quell’elemento che possa stupire e “fare il botto” e l’assenza di vincoli a major di qualsiasi tipo fa degli sviluppatori indipendenti delle vere e proprie fucine di stranezze e (talvolta) di genialità, come nel caso di Superhot.

Il titolo sviluppato dal Superhot team è un videogioco che si basa su un’idea tanto semplice, quanto originale: cosa succederebbe se il tempo scorresse solo quando ci muoviamo? Da questo semplice presupposto gli sviluppatori hanno elaborato un gameplay abbastanza articolato, caratterizzando il titolo con uno stile grafico molto originale e riuscendo persino a creare una storia misteriosa e coinvolgente.

 Superhot

Piattaforma: PC, Mac, Xbox One (marzo)

Genere: Sparatutto / Puzzle

Sviluppatore: Superhot Team

Publisher: Superhot Team

Giocatori: 1

Online: Assente

Lingua: Completamente in inglese

Versione testata: PC

Una volta avviato Superhot da Steam (la release del gioco è solo in digitale), ci ritroviamo in una schermata in stile MS DOS, simile a quanto visto di recente in Pony Island. Proprio come in quel malatissimo (e stupendo) videogioco, dovremo interagire con un misterioso interlocutore attraverso una chat e potremo anche avviare un file presente su questo “finto” PC che si chiama per l’appunto superhot.exe. Verremo così catapultati all’interno di un ambiente asettico tridimensionale con visuale in prima persona: è tutto bianco e da questo freddo candore emergono soltanto pochi oggetti neri (armi e altri corpi contundenti che possiamo lanciare) e delle figure antropomorfe rosse, ovvero i nostri nemici. Non sappiamo quindi perché (non ancora, almeno), ma questi tizi rossi ci vogliono far fuori e noi di sicuro non staremo lì a guardare. Quel che sembra un videogioco nel videogioco è quindi in realtà qualcosa di più, qualcosa di inquietante, ma non diremo nulla di più per non rovinarvi la storia. Ogni tanto verrete automaticamente scollegati dal gioco per ritrovarvi nella schermata iniziale (quella che sembra un PC in DOS), arrivando anche ad essere costretti proprio a chiudere il programma, ritornando a Steam, e questo è solo uno degli esempi del continuo sforzo di Superhot di rompere la cosiddetta quarta parete.

Superhot è un videogioco che si basa su un’idea tanto semplice, quanto originale: cosa succederebbe se il tempo scorresse solo quando ci muoviamo?

Le missioni della campagna principale sono estremamente frammentate, come continue e brevi incursioni nella mente di qualcun altro a cui ci stiamo collegando e iniziano nella maggior parte dei casi in medias res. Se i primi livelli hanno la funzione di tutorial, man mano che si prosegue nel gioco si svela il vero cuore del gameplay che è a dir poco originale. Il tempo scorre solo se vi muovete, altrimenti è tutto estremamente rallentato: questo vi permetterà di schivare i proiettili dei nemici e studiare con calma le vostre mosse. Ma non pensate che sia tutto così semplice, perché i nemici saranno spesso moltissimi, le situazioni altamente estreme e soprattutto basta un solo colpo per morire e dover rincominciare tutto da capo. Poter sfruttare il tempo a vostro piacimento non è però l’unico elemento su cui potrete contare, avrete infatti a disposizione anche i vostri pugni: inizierete ogni livello disarmati, ma un bel pugno assestato ai nemici gli farà lanciare in aria l’arma, pronta per essere raccolta al volo e scaricata di tutti i suoi colpi contro i restanti avversari.

Le armi hanno spesso i colpi contati (e solitamente molto scarsi) il che vi porterà ad eseguire delle meravigliose coreografie, fatte di schivate di proietti in stile Matrix, pugni devastanti, armi prese al volo, piombo come non ci fosse un domani e il tutto si ripete sino a quando tutti nemici sono ridotti in frantumi. Alla fine di ogni livello la solita ed inquientante voce ripeterà “Super. Hot. Super Hot” sino a quando non decideremo di andare avanti, e nel frattempo potremo guardare il replay (senza rallentamenti) di quel che abbiamo fatto. Avanzando nella storia il gameplay si fa sempre più interessante, grazie ad alcune costanti aggiunte, come ad esempio la possibilità di affettare nemici e proiettili con la katana. Purtroppo la campagna si conclude proprio quando il gamplay ha svelato tutte le sue carte e dispiegato il suo potenziale. Per fortuna altri livelli sono stati aggiunti al lancio del gioco rispetto alla versione da noi provata, e soprattutto è presente la modalità Endless.

Avanzando nella storia il gameplay si fa sempre più interessante, grazie ad alcune costanti aggiunte

In questa modalità potrete scegliere un livello (alcuni specifici, altri provenienti dalla storia) e affrontare orde infinite di nemici, sino alla vostra inevitabile morte. Ogni tot uccisioni sbloccherete dei modificatori che possono essere applicati poi alle partite nella modalità Endless. Questi modificatori non servono necessariamente a facilitare il gioco, ma possono anzi renderlo pure più difficile, sta ai giocatori scegliere. Quel che è interessante notare è che se ne possono applicare anche più di uno, creando così delle combinazioni che possono cambiare radicalmente il gameplay del gioco. Il pregio principale di questa modalità è però evitare la prevedibilità dello spawn dei nemici riscontrata nella storia, che ha spesso comportato la memorizzazione della posizione dei nemici per la risoluzione del livello: nella modalità Endless dovrete costantemente improvvisare, aumentando così il livello di tensione e di adrenalina di ogni sessione.

In conclusione…

Superhot è un titolo originalissimo, capace di proporre finalmente un’idea davvero nuova. A supportare l’idea del gameplay troviamo anche una grafica che ricorda le simulazioni degli addestramenti di Metal Gear Solid, ma anche a modo suo una versione computerizzata degli ambienti metafisici di De Chirico(costantemente citato tra manichini e oggetti vari). La modalità Endless aggiunge un pizzico di longevità ad uno sparattutto (che però è in realtà un puzzle game) così interessante da far sembrare un difetto il fatto che non duri di più. In realtà per il suo costo è una longevità più che sufficiente e proprio per questo dovrete farlo vostro al più presto, perché di titoli così non se ne vedono spesso.

Voto: 8,5/10







Da quando ho scoperto che i piaceri che i miei pollici opponibili potevano darmi con un joypad erano pressoché infiniti non ho mai smesso di videogiocare. Appassionato di cinema e musica, sempre e solo a livello maniacale.

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