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WWE 2K16 – Anteprima gamescom 2015

WWE 2K16 – Anteprima gamescom 2015

ColoniaRaise some Hell … Beh, non male come strapline per un titolo il cui uomo copertina è un bestione pelato muscolosissimo, che risponde al nome di Stone Cold Steve Austin. Dopo il mezzo passo falso dell’edizione 2015, la prima edizione veramente next gen affidata alle mani di 2K Sports, WWE 2K torna sulla griglia di partenza con una nuova declinazione, decisa più che mai a far dimenticare gli errori del passato e, allo stesso tempo, a portare quel famoso concetto di “entertainment” che sentiamo sempre alla tele al massimo livello anche nelle nostre console. Una sfida non certo facile o scontata per gli storici team dedicati allo sviluppo del gioco, Yukes e Visual Concepts, ma che mai come quest’anno il Publisher è disposto a vincere. E stando a quanto abbiamo osservato oggi nel corso di una dimostrazione privata, potremmo quasi sbilanciarci dicendo che stavolta 2K ci ha visto giusto.

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WWE 2K16 nasce da una combinazione di due fattori: una vision proiettata verso il futuro e una ricerca approfondita all’interno di quell’enorme bacino che è il glorioso passato della WWE. Non è un caso se il roster di personaggi a disposizione del giocatore, dai 67 dello scorso anno, schizzi vertiginosamente ad oltre 120. Quasi il doppio di lottatori rispetto alla versione precedente, campioni dei giorni d’oggi o dell’immediato domani della WWE e, soprattutto, atleti leggendari che hanno scritto ripetutamente le fortune di questo seguitissimo showbiz. Ma i numeri non sono tutto, lo sanno benissimo i ragazzi di Yukes: ecco perché, parallelamente alla crescita in termini quantitativi, molto è stato fatto anche in termini qualitativi. Lo sviluppatore si è infatti divertito con lunghissime sezioni di Motion Capture presso gli studi di 2K, al fine di ricreare mosse, attacchi e signature quanto più simili possibile alle controparti reali, dichiarando senza falsa modestia di voler realizzare il titolo dedicato al wrestling col miglior gameplay mai visto.

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Trattandosi di una prova hands off, non abbiamo potuto approfondire nel dettaglio alcune delle meccaniche rivisitate che caratterizzano WWE 2K16. Tra le prime cose che saltano all’occhio non possiamo non citare l’introduzione di un timer, in alto a sinistra dello schermo, che appare durante la sequenza introduttiva al ring di entrambi i lottatori. Qualora il giocatore non inquadrato dovesse premere il tasto X (su PS4) prima che esso raggiunga lo zero, il suo lottatore interromperà a tradimento l’entrata trionfale del rivale, dando il via alla scazzottata con qualche secondo di anticipo. Non certo corretto, mi di sicuro impatto: anche perché, citando le parole del padrone di casa odierno, “sometimes, stuff outside the ring are more important than others inside” (spesso, quello che succede fuori dal ring è più importante di quello che ci succede sopra).

Qualora i lottatori fossero più corretti del previsto e finissero per trovarsi faccia a faccia a fianco dell’arbitro, l’incontro inizierebbe con un sistema di prese analogo a quanto visto lo scorso anno, con possibilità di reversal o attacco tramite stick destro. Il meccanismo di reversal è stato profondamente aggiornato rispetto allo scorso anno, e dà al giocatore un maggior spiraglio tattico permettendogli di scegliere quale contromossa (tra quelle disponibile) effettuare. A tal proposito sono stati introdotti alcuni nuovi minigame, che richiedono sempre l’utilizzo dello stick destro per colpire/evadere: alcuni di questi, se eseguiti col giusto tempismo, non solo ci permetteranno di invertire la presa, ma anche di recuperare parte della stamina persa durante l’azione.

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Anche da un punto di vista grafico, WWE 2K16 è estremamente interessante. Il tanto aggiornamento del pubblico attorno al ring, richiesto a gran voce (e da lungo tempo) dai fedelissimi del brand, è finalmente arrivato. Lo stacco è ancora particolarmente evidente, ma fa piacere osservare come, finalmente, espressioni, volti e vestiario degli spettatori sia diversificato al punto da rendere difficile individuare due modelli uguali, o anche solo simili. Ottima la modellazione dei lottatori, forti di una carica poligonale ben al di sopra della sufficienza e di un livello di dettaglio esemplare: a tal riguardo, sottolineiamo anche l’introduzione delle espressioni facciali degli atleti, che protesteranno, si dispereranno accovacciati sul ring o urleranno la propria soddisfazione per aver compiuto un attacco devastante.

Parlando di modalità, iniziamo parlando della Create-It-All, il paradiso per gli amanti della customizzazione – che potranno sbizzarrirsi letteralmente nella creazione di atleti, divas, arene, persino di divise o show speciali con tanto di presentazione personale. Questa va ad aggiungersi alla tradizionale myCareer, per chiunque voglia conquistare una dopo l’altra tutte le cinture ed entrare nella WWE Hall of Fame, alla WWE Universe Mode e al 2K Showcase, l’apprezzatissima modalità che permette di rivivere le tappe più salienti degli ultimi trent’anni di storia del Wrestling. Se vi state chiedendo a cosa assisteremo dopo Shawn Micheals contro Triple H o dopo la faida tra Cena e CM Punk, dovrete armarvi ancora di pazienza, visto che maggiori informazioni a riguardo saranno rilasciate soltanto nelle prossime settimane.

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Impossibile non chiudere con quella che, senza dubbio, si configura come una delle “esclusive” del secolo. Direttamente dalla California lui, “Terminator, Governator“: il leggendario Arndold Schwarznegger entra a far parte del roster di atleti di WWE 2K16, un record se consideriamo che l’ex Terminator ha oltre 70 primavere sul groppone. E parlando di Terminator, saranno disponibili in game due varianti dell’attuale governatore della California, rispettivamente provenienti dal primo e dal secondo capitolo della leggendaria saga cinematografica. è lo stesso Schwarzy, in un video saluto al termine della presentazione, a dirci che questo è solo l’inizio delle sorprese. Anche se, ad essere davvero onesti, non sappiamo se essere felici o preoccupati.

La nuova generazione del Wrestling

 

Fattore Soul

L’obiettivo dei ragazzi di Yukes e di Visual Concepts è chiaro: dare dignità al genere videoludico del Wrestling. Lo scorso anno, quando 2K rilevò i diritti sul brand WWE, in molti auspicavano una transizione memorabile di una delle saghe sportive più longeve di sempre – del resto, osservando i risultati di NBA 2K difficile aspettarsi il contrario. Purtroppo, come ricorderete, qualcosa andò storto, e l’edizione 2015 rimase una creatura sospesa a metà tra l’evoluzione e gli errori del passato, incapace di soddisfare gran parte dei giocatori che. per l’ennesima volta, si trovavano a criticare problemi secolari e lacune sempre più fastidiose. Quest’anno, almeno per quanto visto oggi, la musica sembra essere cambiata. WWE 2K16 non lascia nulla al caso e cerca di migliorare ogni aspetto cruciale del gioco, gameplay in primis. Forte di una pulizia visiva ragionevolmente soddisfacente, di un roster delle grandissime occasioni e di un set di modalità quantitativamente interessante (lo zampino di 2K si vede anche qui), la nuova “simulazione” del Wrestling per console next gen è finalmente pronta a conquistare quella cintura che reclama da tempo. Speriamo non si presentino ostacoli insormontabili durante il match …


TutteleAnteprime
Bello, simpatico, intelligente e super esperto di videogiochi, ha sviluppato un'incredibile capacità nello scrivere cazzate.. Gioca ai giochini elettronici dall'86 e ci scrive a riguardo dal 2006 o giù di lì.. Ma non fateglielo notare, che poi si monta la testa..

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