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LEGO Jurassic World – Recensione

LEGO Jurassic World – Recensione

Da bambini, in particolare per i maschietti, ci sono due fasi che prima o poi si devono attraversare: quella in cui si va matti per i LEGO, i mattoncini danesi più famosi dell’universo, ed i dinosauri, enormi esseri preistorici che un tempo popolavano e governavano la Terra forse in maniera migliore della nostra. Chi è stato bambino/ragazzino negli anni 90, è poi riuscito a vivere la passione e l’interesse per questi enormi animali in maniera più intensa, grazie all’uscita dei primi film di Jurassic Park, che hanno dato lustro e successo a molte delle specie di lucertoloni giganti che sono state con gli anni protagoniste di queste pellicole. Coloro che invece sono bambini proprio in questo periodo, oltre a godersi l’uscita al cinema del quarto capitolo, avranno anche la possibilità di avere tra le mani LEGO Jurassic World, ovvero la realizzazione fisica/videoludica dei sogni dei loro padri. Siete curiosi di sapere come è venuto fuori questo nuovo titolo dei Traveller’s Tales? Rimboccatevi le maniche allora, ci toccherà cominciare a scavare…

Ci sarebbe tanto da dire su quello che la saga di Jurassic Park ci ha raccontato attraverso libri, film e videogames, ma sfortunatamente non abbiamo tutto lo spazio ed il tempo necessario. In attesa quindi che la redazione ci procuri un TARDIS tutto per noi, vi rendiamo partecipi del fatto che la nuova impresa dei ragazzi di Traveller’s Tales ci farà attraversare in circa venti livelli le trame di tutti e quattro i film che compongono la serie cinematografica. Passeremo quindi attraverso il sogno di John Hammond, ovvero la realizzazione su Isla Nublar di un parco dei divertimenti un po’ particolare.

John Hammond, come sappiamo, è un miliardario, ed è proprietario della InGen, un’azienda che si occupa di bioingegneria, che grazie ai propri studi sulla clonazione è riuscita a de-estinguere molte specie di dinosauri, che alla fine della fiera saranno effettivamente l’attrazione principale del parco. Ma come sempre, qualcosa va per il verso sbagliato, anche perché qualcuno ha messo il proprio zampino dove non avrebbe dovuto… Da qui parte quindi l’epopea che ci ha visto testimoni dell’incidente proprio su Isla Nublar, del segreto nascosto di Isla Sorna, di una strana e misteriosa missione di salvataggio, e della creazione e nascita di una specie di dinosauri tutta nuova.
Milioni di mattoncini virtuali sono stati impiegati per la realizzazione di questo nuovo titolo del brand LEGO, ed il risultato rispecchia in maniera molto fedele gli eventi delle trame originali. Qualcosa è stata giustamente edulcorata, ma si giustifica ricordando che il target di età per questi titoli non è molto alto.

Non vogliamo esagerare, ma se dovessimo definire l’esperienza generale del titolo con una sola singola parola, questa sarebbe “sorprendente“. Non siamo novizi nel giocare ai titoli del brand LEGO, li seguiamo da molto, e siamo stati testimoni di tutti i miglioramenti che nel corso del tempo sono stati implementati nel gameplay. Ebbene, LEGO Jurassic World riesce a fare ancora un altro passo in avanti rispetto ai precedenti episodi e ad i vari spin-off, migliorando ulteriormente la serie, e rendendola ancora più godibile e divertente.

Non mancano i toni ironici e simpatici che da sempre sono parte integrante dell’atmosfera generale di questi titoli, e contrariamente a quanto si possa pensare, essi trovano il proprio posto in maniera perfetta tra i momenti forti e drammatici che abbiamo visto nelle varie pellicole, e che qui sono stati ricreati e ricostruiti in modo esemplare (e se ricordiamo che alla fin fine stiamo sempre parlando di un mucchio di mattoncini di plastica, la cosa dovrebbe appunto stupire e non poco).
Nella migliore tradizione popolare dei proverbi, si dice che le cose belle non durino poi molto, e su questo non possiamo che dare ragione al folklore, perché se si tiene conto solo della modalità Storia, si possono passare in allegria solo una decina di ore (se la si vuole tirare lunga). Altro discorso invece il Gioco Libero, classica modalità in cui si potranno ripetere i livelli della Storia ma con la possibilità di usare qualsiasi personaggio sbloccato e disponibile nel roster. Puntando in questo modo al completamento totale fino al cento per cento del gioco infatti, la tempistica del divertimento aumenta invece a quasi più del doppio.

Nei precedenti titoli della serie, come LEGO Marvel per esempio, abbiamo avuto a che fare con dei nuovi tipi di personaggi controllabili, le cosiddette maxi-figure, ovvero personaggi di dimensioni maggiori rispetto alla normale misura standard. LEGO Jurassic World ha sviluppato ulteriormente questo concetto, introducendo la possibilità di guidare addirittura i dinosauri. Ogni specie si distingue, oltre che per l’aspetto estetico, anche per le proprie abilità e per il modo in cui si muove, corre ed agisce. Li potremo usare alla stessa maniera di un normale personaggio LEGO umano, e saranno a volte indispensabili per poter proseguire nel gioco.

Il roster completo anche questa volta supera abbondantemente le cento unità, anche se ci sarebbe da dire che molti dei personaggi lì presenti possiedono abilità ridondanti, ed hanno identità che potremmo definire marginali per la trama, e che in termini di utilità aggiungono poco e niente al complesso globale.
Meritevoli invece le nuove features del gameplay, come per esempio gli attacchi a sorpresa (si fa per dire), che il giocatore subisce in determinati punti dell’avventura. Certo, si tratta di eventi scriptati, per l’amor del cielo, ma volete mettere l’adrenalina che ci vuole per doversi difendere da un attacco di un velociraptor? Inoltre, nonostante la struttura dei giochi LEGO chieda di rigiocare più volte i vari livelli, e di conseguenza possa far conoscere al giocatore il punto in cui subirà un agguato, il timore dell’attacco e la tensione del momento, saranno in grado di spaventare ugualmente quasi ogni santa volta…

La difficoltà come sempre è minimale, non ci sono punti estremamente rognosi o tali a tal punto da bloccare il giocatore per tantissimo tempo. Tutto fila piuttosto liscio, forse anche troppo a dire la verità, e di conseguenza nessun pro gamer potrà trovare qui una grande sfida o una dura prova. La giocabilità però è altissima, ed in coppia risulta essere tra l’altro molto più divertente di quanto si possa credere. Quindi cari papà, ora avete una perfetta scusa per sedervi col pad in mano accanto a vostro figlio sul divano, a spaccare mattoncini con un Tirannosaurus Rex; e per la cronaca, no, non state sognando…

Il comparto online come sempre non è contemplato, ma come avrete capito anche dalle parole di pochi secondi fa, il multiplayer locale invece non manca. Anche questa volta è possibile utilizzare il metodo drop-in/drop-out, che permetterà al secondo giocatore di inserirsi in qualsiasi momento nella partita, ed allo stesso modo di lasciarla nelle capaci mani del player one. Lo split-screen è sempre gestito sapientemente in base alla posizione dei due personaggi guidati dai giocatori, mentre risulta un po’ meno “sveglia” la gestione della telecamera, ma ne parleremo a tempo debito.
Con somma gioia, notiamo che informazioni e voci di menù relative ad eventuali e futuri season pass a pagamento ed a similari contenuti aggiuntivi qui non sono presenti. La loro presenza aveva un po’ deluso nell’ultimo titolo dedicato al cavaliere oscuro, e sperando che la saga non si omologhi a questo cliché speculativo, restiamo in attesa di eventuali notizie al riguardo.

A livello estetico, non lasciatevi ingannare dal fatto che si parli di puri e semplici mattoncini. L’effetto plasticoso della maggior parte degli oggetti è normale, la controparte reale infatti è effettivamente costituita da materiale polimerico, ma acqua, fuoco e riflessi non sono da sottovalutare. Non saranno magari uguali e dello stesso livello di quelli di The Witcher 3, ma hanno raggiunto un risultato degno di essere apprezzato. Qualche difettuccio c’è eh, bisogna essere onesti, ma alla fine sono piccole cose che possono essere sicuramente messe in secondo piano in favore del divertimento, che compensa degnamente le poche imperfezioni.

A livello sonoro il titolo rimane fisso sui propri standard, che come ricorderete dai precedenti capitoli sono sempre piuttosto alti. La colonna sonora chiaramente deriva da quella della saga da cui il titolo è dedicato, e risulta sempre gradevole e mai eccessivamente invadente. Per quello che riguarda dialoghi e testi, LEGO Jurassic World ripropone fortunatamente al suo interno una localizzazione completamente in italiano, ivi compresi anche i dialoghi, che sono doppiati nella nostra lingua e non più solo in quella del dottor Hammond.

Ci dispiace dirlo, ma nonostante il titolo ci sia piaciuto parecchio, non è esente da alcune problematiche piuttosto comuni alla serie. In primis, vi citiamo il meno grave (coff coff…), ovvero il saltuario comportamento anomalo della telecamera, che costretta magari ad inquadrare punti semi-nascosti o comunque leggermente scomodi, fa un po’ fatica ad orientarsi in maniera perfettamente corretta.
Stranamente più frequenti in questo titolo rispetto ai precedenti capitoli, abbiamo inoltre riscontrato degli strani rallentamenti, tra l’altro molto pesanti e visibili, che ogni tanto affliggono il gioco durante alcuni livelli (che a nostro parere non erano per niente più “carichi” rispetto ad altri).

Il problema più fastioso, anche se fortunatamente sporadico, è quello dello stuck dei personaggi, che per qualche ragione rimangono bloccati su una scala, un gradino, o magari in alcuni spazi tra un oggetto e l’altro, e non sentono ragioni di nessun genere per spostarsi o uscire dal blocco, nemmeno sotto la guida e le imprecazioni del giocatore. Quest’ultimo tra l’altro, è un problema notissimo della serie, che sfortunatamente colpisce sia i personaggi guidati dall’IA, che quelli direttamente sotto i nostri comandi. La (s)fortuna vuole però, che nella modalità Gioco Libero, questo problema sia aggirabile quasi nell’80% dei casi, sostituendo il personaggio corrente con un altro disponibile nel roster, cosa che invece non può essere fatta durante la modalità Storia, in quanto i personaggi in uso nel livello non sono modificabili o sostituibili.

In conclusione…

Quando l’ultimo mattoncino finisce al proprio posto, arriva il tempo del giudizio finale, che non può che essere assolutamente positivo. LEGO Jurassic World è un gioco decisamente divertente, che può assicurare ore di spasso sia ai piccoli fan dei lucertoloni giganti, che ai più grandicelli che hanno apprezzato la serie cinematografica di Jurassic Park.
Graficamente il titolo sa difendere la categoria, ed il doppiaggio in italiano è sicuramente una marcia in più, che gli aficionados dei titoli LEGO di Traveller’s Tales hanno sempre sperato fosse presente. Qualche piccolo problema tecnico, come al solito, ma niente per cui gridare allo scandalo.

Una totale rivoluzione rispetto al passato? No, sono pochi i passi che sono stati fatti nel gameplay per migliorare il brand, ma ciò non significa che la serie non sia in continua evoluzione, e noi siamo sicuri che in futuro, negli episodi che verranno, ci troveremo tante ghiotte novità che ci faranno amare sempre di più questi piccoli pupazzetti plasticosi.
Insomma LEGO Jurassic World è un titolo che ci permettiamo di consigliare praticamente a tutti, grandi e piccini, padri e figli, nonni e nipoti; che in fondo, sfidarsi all’ultimo mattoncino, non ha mai fatto male a nessuno, anzi…

Voto: 8/10

Fin da piccolo ho sempre amato le storie, che fossero raccontate da un libro, un fumetto, un cartone, un film, o soprattutto da un videogioco. Alcune le ho solo viste, altre le ho sentite così mie da avere l'impressione di averle vissute, ed altre ancora le ho addirittura scritte. Forse sono un pazzo o un sognatore, o tutte e due le cose. Ma continuerò a sognare ed a vivere avventure, per poter dire un giorno "fammi rubare Capitano, un'avventura dove io son l'eroe che combatte accanto a te".

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