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Payday 2: Crimewave Edition – Recensione

Payday 2: Crimewave Edition – Recensione

Uscito la prima volta nel 2013 per console di vecchia generazione e PC, Payday 2 si appresta a tornare in forma smagliante sulle console current-gen di Microsoft e Sony. Dopo un esordio in sordina con il primo Payday – The Heist, Overkill Software stringe un partnership con Starbreeze Studios e 505 Games, che gli consente quindi di avere accesso ad un budget molto maggiore e una ancor più grande visibilità a livello internazionale.

Fin dalla sua uscita questo titolo si è contraddistinto per il lavoro post-lancio che gli sviluppatori hanno messo in piedi per continuare a regalare a tutta la fanbase aggiornamenti continui e duraturi nel tempo, con mappe, armi e modalità aggiuntive.

Se poco fa abbiamo scritto regalare, non è stato un errore di battitura, ma è ciò che in fin dei conti la software house ha fatto: parliamo di 3 update ogni 30 giorni circa, dal 13 Agosto 2013 ad oggi; e se la matematica non è un opinione qui si parla di centinaia di contenuti aggiuntivi. L’eccezionale policy adottata dal team permette di partecipare a match e mappe contenute nei DLC anche se questi non sono stati acquistati (con l’unica eccezione di non poter hostare le partite) per non dividere la community, attiva e organica come poche altre; una scelta questa che ci sentiamo di condividere in pieno e premiare.

Payday 2: Crimewave Edition

Piattaforma: PS4, Xbox One

Genere: Sparatutto

Sviluppatore: Overkill Software, Starbreeze Studios

Publisher: 505 Games

Giocatori: 1

Online: 4

Lingua: Testi in italiano/ Audio in inglese

Versione Testata: PS4

Come ogni remastered che si rispetti, la Crimewave Edition arriva sui mercati globali con tutte le modalità, i contenuti del gioco originale, tutti e 23 i DLC usciti finora e una nuova veste grafica, anche se su quest’ultima ci sono delle riserve, ma ci torneremo dopo.

Vestire i panni dei cattivi e dei malviventi… degli anti-eroi insomma, non è mai stato così divertente ed appagante. Il titolo si mostra fin da subito schietto, diretto e senza tante cerimonie o tutorial tediosi e stancanti. L’assenza di una trama ben visibile e narrata con cutscene o altro non si fa sentire per nulla, anzi evita possibili lungaggini e momenti di stanca che andrebbero in netto contrasto con la natura adrenalinica del gioco.

Dopo aver preso dominio del nostro Rifugio Segreto, dapprima spoglio e anche un po’ bruttarello a dirla tutta, avremo a disposizione delle camere in cui fare pratica di scassinamento, una specie di poligono claudicante ed arroccato alla “bene e meglio” e un caveau che verrà riempito man mano che le nostre scorribande porteranno il loro frutto. La personalizzazione è un punto su cui gli studi di sviluppo si sono soffermati molto, fatto riscontrabile dall’elevatissimo numero di gadget, maschere e quant’altro per personalizzare il nostro alter ego virtuale e il proprio rifugio.

Tramite il portatile personale si avrà accesso a Crime.Net, una intranet nella quale vi verranno sottoposti in maniera del tutto randomica colpi di tutte le tipologie e difficoltà che però tendono a scomparire dopo pochi secondi, quindi la vostra dovrà essere una scelta rapida ma ben ponderata.

Il titolo si mostra fin da subito schietto, diretto e senza tante cerimonie o tutorial tediosi e stancanti

Il numero di situazioni a cui saremo messi di fronte ha semplicemente dell’incredibile e ci ha stupito anche la quantità di aggiunte fatte rispetto alla versione originale del titolo. In sostanza Payday 2: Crimewave Edition in sé per sé non cambia molto la formula vincente del predecessore, ma la espande e migliora con aggiunte ad-hoc. Il ventaglio di possibilità che saremo chiamati ad affrontare spazia da una semplice rapina in banca, passando per il recupero di droga o merci di valore, per arrivare a vere e proprie avventure che ci vedranno contrattare e metterci in affari con loschi malavitosi dalla dubbia morale (come noi del resto).

La fase di strategia e studio del piano da attuare è una parte integrante e fondamentale in Payday 2; servirà infatti un ottimo spirito d’osservazione e di analisi delle tattiche da utilizzare una volta scesi in campo. Per fare ciò gli sviluppatori ci sono venuti incontro dando modo di visionare la mappa della zona prima di entrare in azione, novità questa da non sottovalutare.

Ogni quest è suddivisa in diverse fasi denominate Giorni, che se completate nel migliore dei modi influiranno non poco nelle sezioni finali rappresentando quindi un vantaggio notevole. Quelle più semplici ovviamente si porteranno a termine con un solo giro di rapina, ma via via che si sale di livello aumentano anche i Giorni (fino ad un massimo di 7) ed il bottino verrà incrementato a dismisura, ma le chance di portare a casa la vittoria saranno sempre di meno.

Questo è il menu di gioco nel quale verremo scaraventati e con cui faremo presto amicizia!

Le bocche da fuoco messe a nostra disposizione (a patto di averle sbloccate e della disponibilità di cash) sono veramente tante e si adattano allo stile di chiunque. Il gunplay è molto credibile, scordatevi dunque fucili senza rinculo come accade in altri sparatutto più blasonati, e navigando tra i vari gadget sembrerà di stare nel Paese dei Balocchi di Rambo! Tutto questo “ben di Dio” cozza purtroppo con dei movimenti spesso lenti e goffi dei nostri alter ego sullo schermo, con una fastidiosa sensazione di input lag dovuta (ahinoi!) ai 30 fps a cui questa Crimewave Edition gira. Raggiungere i 60 frame per secondo avrebbe sicuramente ridotto (o eliminato) questi problemi, vista la loro assenza nella versione PC.

Frame rate e risoluzione a parte, ve lo diciamo chiaro e tondo: Payday 2 è un titolo che si rivolge esclusivamente a chi gioca online. Giocando offline difatti si perde il 90% del suo fascino, colpa di un’IA dei compagni che è sostanzialmente inutile, dato che non faranno altro che sparare a vista sulla polizia e rianimarvi quando sarete a terra, questo quindi fa gravare su di voi tutto il lavoro sporco, vanificando perciò tutta la gratificazione del “team work”.

Ovviamente Crime.Net sarà accessibile anche a coloro sprovvisti di una connessione internet, ma se siete tra questi, vista anche l’assenza di una co-op locale, non siamo così convinti di consigliarvi l’acquisto.

Ve lo diciamo chiaro e tondo: Payday 2 è un titolo che si rivolge esclusivamente a chi gioca online. Giocando offline difatti si perde il 90% del suo fascino!

Se prima vi abbiamo detto che giocato offline Payday 2 non è niente di speciale, lo stesso non possiamo dirlo se fatto in compagnia di 3 amici. Pad alla mano sarà necessario infatti l’ausilio degli auricolari per parlare e coordinarvi con i vostri amici e/o compagni di scampagnate che incontrerete online, fino ad un massimo di 4 player.

Senza infatti un minimo di coordinamento (o per lo meno di un minimo di gioco di squadra) difficilmente riuscirete a portare a casa… la Giornata, perchè l’intelligenza artificiale nemica, seppur non eseguendo tatticismi di chissà quale complessità, saprà mettervi alle strette con una mira alle volte da American Sniper e una potenza di fuoco impressionante, perciò… uomo avvisato mezzo salvato!

Una menzione d’onore va alle qualità indiscusse del comparto multiplayer della creatura di Overkill Software, tuttora indiscusse e che si riflettono in una gratificazione e un senso di sfida sempre stimolanti per un team anche solo leggermente affiatato. Il senso di progressione e crescita dei propri alter ego va di pari passo con l’aumento di livello e il conseguente sblocco di abilità (attive, passive e di squadra) che saranno di vitale importanza nelle fatidiche missioni PRO, che consigliamo di affrontare solo se siete di livello molto molto alto. Il team di sviluppo ha deciso di seguire una politica che premia i giocatori più assidui che una volta raggiunto il fantasmagorico livello 100, possono avere accesso all’albero di perk dell’Infame, che elargiscono benefit e status particolarmente potenti.

Durante tutte le nostre sessioni di gameplay abbiamo notato un’ottima stabilità del comparto online e soprattutto del matchmaking, che ci ha sempre fornito compagni di livello pari o leggermente diverso dal nostro per garantire il giusto equilibrio in-game.

Da un punto di vista esclusivamente tecnico non possiamo certo affermare che Payday 2: Crimewave Edition brilli di luce propria… decisamente no!

Il potenziamento grafico c’è stato, non possiamo negarlo, ma si tratta di miglioramenti marginali e scolastici legati alla risoluzione e a un maggiore distruttibilità ambientale e miglioramento di alcune texture. Nel complesso infatti il gioco non risulta essere comparabile né con altri esponenti current-gen (non spiccava nemmeno nella versione originale) né con altre remastered, ed è un peccato, perché avrebbe rappresentato un plusvalore importante (ma non essenziale).

Si denota infatti una sporcizia generale dell’immagine dovuta al molto aliasing renderizzato a schermo. Sembra inoltre che l’aumento di qualità delle texture abbia interessato solo alcune parti degli scenari, che alle volte mostrano un ottimo level desing, altre rimango totalmente anonimi.

Se a questo uniamo una conta poligonale non eccezionale e un frame-rate bloccato a 30 fps, viene naturale chiedersi se si potesse fare di più in questo senso, e siamo convinti che la risposta sia… sì. Ci sono però da menzionare delle piccole “chicche” che abbiamo apprezzato, come la compenetrazione tra i membri del teamche, seppur brutta da vedere e “poco realistica”, contribuisce ad evitare di incastrarsi con gli altri giocatori negli spazi stretti, e fidatevi, molto spesso vi troverete a rintanarvi in piccoli pertugi appositamente studiati per evitare di prendere sonore mazzate dagli avversari.

Da un punto di vista esclusivamente tecnico non possiamo certo affermare che Payday 2: Crimewave Edition brilli di luce propria… decisamente no!

Se invece c’è qualcosa in cui brilla Payday 2 dal punto di vista squisitamente tecnico è il design delle mappe che è studiato al millimetro per mettere sempre alla prova il giocatore e verificare la coesione e l’affiatamento con il proprio team. Entrate multiple e svariate possibilità di approcci contribuiscono ad aumentare una varietà già di per sé enciclopedica. In questi termini il lavoro svolto dai ragazzi di Overkill e Starbreeze è lodevole, così come l’accompagnamento sonoro si riconferma come una delle parti più galvanizzanti di tutta l’esperienza di gioco.

Sonorità groovy ed elettroniche, con bassi “sparati a palla” vi daranno la giusta dose di carica per finire il lavoro con stile e personalità! Anche il doppiaggio inglese, identico alla controparte old-gen, è di ottima fattura e annovera anche personalità non indifferenti come Giancarlo Esposito (Breaking Bad), Mira Furlan (Lost e Babylon 5) e Keanu Reeves, doppiatore all’interno del gioco di John Wick che, seppur non con le fattezze del divo hollywoodiano, sarà vostro compagno di rapine.

In conclusione…

Payday 2: Crimewave Edition è un gioco che dopo aver messo d’accordo critica e pubblico nella scorsa generazione torna su PS4 e Xbox One senza aver perso nemmeno un briciolo di quello smalto che lo ha reso famigerato. Grazie all’inserimento di tutti i DLC usciti fino ad oggi (e non sembrano intenzionati a fermarsi per un altro anno e mezzo) si consolida come una delle poche (se non l’unica) IP meglio supportate dopo l’uscita, una lezione di stile per molti studi di sviluppo ben più noti e famosi, ma meno generosi.

Grazie ad una quantità di missioni enciclopedica e un level design quasi sempre studiato al millimetro, la creatura tirata su da Overkill Software e Starbreeze Studios non teme rivali da questo punto di vista, dando prova ancora una volta del suo valore ormai indiscusso.

Alle lodi appena tessute fanno da contraltare una realizzazione tecnica non all’altezza delle aspettative, con i 30 fps che si fanno sentire, un input lag fastidioso e un’Intelligenza Artificiale alleata che rende il gioco offline sostanzialmente impraticabile.

Al netto di questo, però, l’infrastruttura di Payday 2 si conferma ancora oggi come una delle esperienze cooperative online più gratificanti e divertenti in circolazione.

Voto: 8/10

Videogiocatore incallito, afflitto da una rara fissazione per la Tecnologia e la Musica. Sonaro sotto sotto, ma aperto a qualsiasi altro degno pretendente. Il dottore gli ha prescritto una dose costante e massiccia di musica ogni giorno accompagnata da tutto ciò che è Geek e/o Nerd. Suonatore mediocre di chitarra e pianoforte (tra le altre cose), studia Informatica all'Università per diventare sviluppatore di Videogiochi. Quando ispirato scrive sul suo blog: https://davidfool94.wordpress.com

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