Mario Kart 8 – DLC Pack 2: Recensione

Mario Kart 8 – DLC Pack 2: Recensione

Passa il tempo, ma il fascino di Mario Kart 8 non cala. L’ultima incarnazione del racer più famoso di casa Nintendo, alla soglia della prima candelina sulla torta, riesce ancora abilmente a far parlare di sé e, cosa non da poco conto, a proporre alla propria utenza contenuti nuovi e interessanti grazie ai quali estendere un’offerta ludica già a dir poco ragguardevole. Dopo averci fatto sfrecciare a tutta velocità per i sentieri di Hyrule nei panni di un inedito Link pilota, Nintendo cede nuovamente al fascino del DLC con un secondo pacchetto, questa volta ispirato al puccioso universo di Animal Crossing. E se già i risultati raggiunti lo scorso novembre dal primo Pack erano stati stellari, preparatevi ad essere nuovamente stupiti: la grande N è riuscita nel difficile compito di migliorarsi ulteriormente. A dimostrazione che non solo è possibile creare contenuti aggiuntivi di qualità e valore indiscutibili, ma anche che, alle volte, la passione conta più del denaro.

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Partiamo dalle informazioni di servizio. Il set di Animal Crossing per Mario Kart 8, esattamente come quello di Zelda, è disponibile nell’eShop di Nintendo al prezzo di 8€. Chiunque sei mesi or sono avesse optato per l’intero bundle (opzione tutt’ora disponibile alla ragionevole cifra di 12€, aveste mancato l’appuntamento a Novembre) non dovrà far altro che collegare la propria console alla rete e attendere il download dell’aggiornamento, dal peso di circa un giga e contenente gli immancabili nuovi veicoli, quattro personaggi (i due abitanti di Animal Crossing, Fuffi e Skeleton Bowser) e due Coppe inedite – Crossing e Campanella, composte a loro volta da quattro tracciati inediti e da altrettanti classici rivisitati. Questa non è tuttavia l’unica sorpresa “inaspettata” di Nintendo: parallelamente al Pack 2, il colosso di Kyoto ha rilasciato un aggiornamento gratuito di Mario Kart 8 (disponibile a prescindere dall’acquisto dei DLC) che introduce una nuova modalità di gara, la famigerata 200cc. Ma di questa diabolica cilindrata avremo modo di parlare a breve.

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Concentriamoci piuttosto sui tracciati, anima pulsante del racing game di Mario & Co., iniziando proprio dal quartetto di piste inedite – chiaramente dedicate alla costellazione di Animal Crossing. L’omonimo tracciato stupisce da subito per la cura con cui ogni dettaglio della serie viene riproposto, nonostante non offra sfide particolarmente intense né richieda di utilizzare una tipologia più indicata di personaggio: sfrecciare per i luoghi più iconici del brand riconoscendone i “volti” più celebri rende comunque il tutto più memorabile, così come lo sono l’accompagnamento musicale, familiare a dir poco per i fan Nintendo, e la presenza di quattro versioni di gara legati al ciclo delle altrettante stagioni.

La Mariopolitana è invece un circuitocittadino pieno zeppo di ostacoli pericolosi, dove sarà necessario schivare enormi treni in corsa per imboccare sentieri stretti ed arzigogolati che culminano negli immancabili trampolini. Un tracciato complessivamente divertente e veloce, dove anche il solo ultimo salto può rivelarsi fatale.

Veniamo al Boscodromo, il tracciato più sorprendente da un punto di vista squisitamente tecnologico. Forte di un’atmosfera magica e, vale la pena ripeterlo, di un’attenzione maniacale per ogni elemento coreografico di contorno, questo circuito paga il dazio di un’intrinseca ed eccessiva facilità, che lo rende più affine alle piste presenti nel capitolo precedente su Wii: le curve larghe e morbide di cui si compone difficilmente rappresenteranno un grosso ostacolo tra voi e il podio – a meno che non vogliate provare il tutto con 50 cavalli in più.

Ultimo ma non meno importante è Big Blue, secondo omaggio dell’ultimo capitolo della saga Kart al mai troppo lodato F-Zero. L’approccio questa volta cambia radicalmente, con una pista “a giro singolo” suddivisa in tre sezioni velocissime e pericolose. Big Blue leva oggettivamente il fiato, alternando zone per il turbo e trampolini a curve paraboliche serratissime. Non fosse già abbastanza frenetico, il tutto viene arricchito da una colonna sonora speciale, che rivisita in chiave “moderna” il tema portante del capolavoro di Nintendo.

Per quanto riguarda i cosiddetti “ritorni”, applausi scroscianti per la meravigliosa Koopa City, che arriva senza alcuna modifica strutturale rispetto alla controparte originale per Nintendo 3DS, ma con una veste in alta definizione delle grandissime occasioni. Un’autentica goduria per gli occhi, capace tuttavia di tirar fuori il vostro lato peggiore visto l’alto tasso di tecnicismo richiesto per districarsi tra le sue veloci chicane. Ugualmente tecnica è la Terra del Formaggio, pista dal retrogusto sabbioso articolata su un paio di dislivelli e tracimante buche da usare come trampolino. Scarsa regolarità e forte componente verticale del tracciato sono fattori da tenere in seria considerazione tanto nella scelta della classe del personaggio quanto, e soprattutto, in quello del mezzo: anche perchè mai come in questo caso la potenza è nulla senza controllo.

La Strada del Fiocco strizza l’occhio ai kartisti dalla “derapata facile”, offrendo un percorso fatto di curve insidiose e qualche trampolino strategico da cui, ogni tanto, si snoda una scorciatoia interessante. Non lasciatevi trarre in inganno dal suo stile pastelloso e dalla presenza di giocattoli ammassati generosamente a bordo pista: vi basteranno 150cc sotto il cofano per accorgervene da soli. Chiudiamo infine il quartetto con una vecchia gloria del GameCube, Baby Park. Si tratta di una pista ovale dalle dimensioni piuttosto contenute, al punto che sarà necessario compiere sette giri prima di tagliare il traguardo. Doppiaggi e ri-doppiaggi sono all’ordine del giorno, senza contare la presenza di un autentico inferno di gusci di tartaruga, bucce di banana e altre diavolerie che minacciano costantemente la nostra corsa. Da un certo punto di vista, Baby Park rappresenta la pista più divertente da affrontare in compagnia di amici: la distanza tra un Kart e l’altro sarà così ridotta che basta una sola esplosione, indipendentemente dalla posizione dello sfortunato che ne cade vittima, per “fermare” l’intero battaglione. Certo è che, essere interrotti a pochi metri dal traguardo per l’ennesimo guscio che rimbalza senza un perchè, un minimo di istinto omicida te lo fa salire…

Chiudiamo l’analisi di questo “nuovo” Mario Kart 8 presentando una modalità indipendente dal DLC in esame, ma disponibile gratuitamente sottoforma di aggiornamento per tutti i possessori del titolo: la modalità 200cc. Per quanto un “banale” aumento della cilindrata, e dunque della velocità dei kart, non sembri di primo acchito rappresentare nulla di così trascendentale in un racing game, l’ultima trovata di Nintendo è un qualcosa di semplicemente rivoluzionario all’interno della pluriennale saga. Sì, perchè da oggi si frena. E può sembrare un’affermazione banale nella sua semplicità, ma mai prima d’ora, anche nella modalità per esperti a 150cc, c’era mai stato qualcosa capace di farci alzare il dito dal pulsante dell’acceleratore. A 200 cavalli, l’approccio alla gara cambia in modo drammatico: non solo vi ritroverete a mollare l’acceleratore per qualche istante, magari in concomitanza di una delle zone “turbo” o di una curva più insidiosa del solito, ma finirete per scoprire l’esistenza di un quarto bottone (oltre a quello per accelerare, colpire i nemici e derapare) per far frenare il vostro bolide. Anche a rischio di perdere metri di vantaggio all’ingresso di una parabolica: ma sicuramente meglio che non finire impietosamente fuori pista.

A bordo di un bolide di categoria massima nessun circuito è più lo stesso (provate il Baby Park o la Mariopolitana, giusto per citarne due), e persino gli equilibri – o meglio, i disequilibri – tra personaggi leggeri, medi e pesanti ne escono sensibilmente aumentati. Urge dunque cambiare il proprio approccio alla gara, valutare con maggior attenzione i parametri dei veicoli prescelti e, una volta in gara, ricordare che non sempre accelerare in concomitanza di un booster può essere la soluzione ideale. Mario Kart 8 eredita così un livello di tatticismo del tutto inedito, che magari potrà inizialmente infastidire i giocatori di vecchia data del brand – che dovranno considerare una variabile aggiuntiva tutto tranne che trascurabile, ma che giova non poco in quanto a longevità e replay value, dando ulteriore linfa vitale al titolo.

 

In Conclusione…

Che Mario Kart 8 fosse un gioco strepitoso, questo lo sapevamo tutti. Quello che non potevamo sapere è che, dopo due DLC tematici, Nintendo sarebbe riuscita a rendere ancora migliore uno dei must buy meglio riusciti della propria attuale ammiraglia. Poco da fare, il colosso del Sol Levante regala all’intera industria una lezione su come dovrebbero essere realizzati i tanto criticati contenuti aggiuntivi: qualità e quantità, ad un prezzo ragionevole. E in questo set ispirato ad Animal Crossing, qualità e quantità non mancano: quattro nuovi personaggi e otto tracciati a dir poco sontuosi valgono abbondantemente l’esborso richiesto (ancora minore per chiunque abbia optato per il già citato bundle), garantendo ancora una volta settimane e settimane di gioco anche a chi era convinto di aver infranto ogni record immaginabile.

Il set di Animal Crossing supera quello già ottimo di Zelda in termini di track design, tanto nella riproposizione di vecchie glorie quanto – e soprattutto – nella creazione di nuovi tracciati: il che dovrebbe farvi intuire come, almeno secondo noi, fareste bene ad acquistare questo DLC ad occhi chiusi. Giusto per onor di cronaca, Mario Kart 8 oggi vanta la bellezza di 48 piste diverse, un risultato mai raggiunto sin dai tempi dello SNES: ma se ad un anno di distanza Mario e soci continuano imperterriti a macinare chilometri, forse un motivo ci sarà.

Voto: 9/10

Bello, simpatico, intelligente e super esperto di videogiochi, ha sviluppato un’incredibile capacità nello scrivere cazzate.. Gioca ai giochini elettronici dall’86 e ci scrive a riguardo dal 2006 o giù di lì.. Ma non fateglielo notare, che poi si monta la testa..

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