Tipologie di videogiocatori, 1° Parte – GameSoul Parody

Tipologie di videogiocatori, 1° Parte – GameSoul Parody

E voi, a quale appartenete?

Cosa si nasconde dietro a quelle pile enormi di videogame accatastati sulle mensole di casa? Hanno un significato oppure verranno utilizzati come pile di sacchi di sabbia in caso scoppi una guerra termonuclearwattelapesca?

Quali sono le motivazioni che spingono una persona ad attaccarsi al proprio pad o a tastiera e mouse durante ogni singolo momento libero della giornata?

Qual’è la differenza tra millare/platinare un gioco e giocare per il puro gusto di farlo?

E’ nato prima il videogioco o il videogiocatore?

Queste sono solo alcune delle domande che ronzano in testa ad ogni singolo gamer che si rispetti, domande alle quali GameSoul sta tentando di rispondere grazie all’aiuto di alcuni esperti del settore, tra cui Adam Camion, contattati appositamente per la ricerca. Tra dati, cartelle top-secret, tramezzini al salame, alcuni tiri al canestro e film di Spike Lee siamo riusciti a stilare una lista contenente svariate tipologie di videogiocatori, perchè non ci si deve soffermare alle semplici domande, ma bisogna comprendere più a fondo la persona che sta davanti allo schermo.


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Un Incellophanatore alla riunione degli Incellophanatori Anonimi

Questo individuo è forse la tipologia più affascinante tra tutte quelle esistenti, siccome nel 96% dei casi si limita ad acquistare un videogioco per il puro gusto di lasciarlo nel cellophane e preservarlo dalla polvere.

Le cause di questo atteggiamento possono essere molteplici, partendo da una semplice scusa quale “L’ho comprato, ma non ho mai avuto tempo per giocarlo!”, o altre scusanti parecchio simili, per poi terminare nel vero e proprio discorso monetario-filosofico tipo “Quando queste console saranno vintage e non si troveranno più sul mercato, vedrai quanti soldi mi farò rivendendo tutto ai vecchiacci come me!”.

Purtroppo esistono due sottocategorie per questa tipologia di gamer: il Virtual Incellophanator e l’Incellophanator 2.0. Il primo individuo, che rappresenta il 3% mancante della categoria, non si limita a lasciare nella plastica tutta la custodia, ma si sbizzarrisce in ambienti quali Steam, PSN o il Live di Microsoft acquistando videogame a palate, per poi, ovviamente, lasciarli nel cellophane digitale, mentre la versione evoluta, il 2.0, acquista due copie dello stesso gioco in modo da poterlo giocare e diventare un esperto delle discussioni a riguardo, per poi eliminare la copia decellophanata mantenendo l’originale.

Nel 100% dei casi abbiamo notato un’attitudine nel leccare la plastica protettiva.


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NO

Sebbene agli occhi del mondo intero il videogiocatore sia un individuo pieno di fascino, con le ragazze in fila per poterselo portare a letto e un’enorme voglia di fare festa con una miriade di amici dal pad facile, sappiate che non è sempre così.

Esistono alcuni elementi socialmente pericolosi che passano le proprie giornate rinchiusi nelle propria stanza buia, con ganci e cardini delle finestre oramai arrugginiti per il mancato movimento, a spizzare cibo spazzatura e bevande energetiche per rimanere svegli il maggior numero di ore possibili.

Il loro punteggio giocatore è quasi sempre superiore ai 500.000 G e/o hanno sulla loro mensola virtuale più di ventordici trofei PlayStation, ripudiano la parola multiplayer (anche se in alcuni casi abbiamo osservato l’attitudine a creare partite in locale popolate solo da nemici bot, come andava tanto di moda nella trilogia Gears of War), comprano abbonamenti a servizi vari solo per il gusto di strapparli e pregano ogni giorno che i server di gioco utilizzati dagli altri giocatori crashino in maniera irreversibile.

Poi però postano tutti i loro video su YouTube e sui Social per essere popolari.


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Comune reazione alla presenza di flamer, o alla troppa nabbaggine personale

Questa categoria di videogiocatore è una delle più famose: si tratta di persone che non vedono l’ora di connettersi online per poter denigrare tutti gli altri giocatori, spesso accanendosi sugli stessi compagni di squadra, e insultando mamme/zie/organi genitali/pratiche sessuali/deformità varie ed eventuali/codice IBAN.

Sebbene ogni categoria rimanga sempre in bilico tra l’essere odiata o amata, i Flamer sono sempre odiati e portano ogni individuo che viene a contatto con loro ad odiare il fatto di giocare ai videogame, pensando che sarebbe stato meglio imparare a lavorare a maglia o provare a costruire un ponte che collegasse la Liguria alla Sardegna.

Gli elementi studiati durante le ricerche hanno evidenziato la presenza di tre caratteri comuni: organi genitali piccoli, sempre se presenti, incapacità nel giocare decentemente e l’attitudine a dare la colpa di ogni singolo errore al proprio compagno. O alla mappa di gioco. O all’abilità sbilanciata. O ai server di gioco che laggano.


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Olio su tela, XIX° Secolo

Olio su tela, XIX° Secolo

Personaggio esistente fin dall’alba dei tempi, il Fanboy è riuscito a sopravvivere ad ogni passo generazionale, rimanendo intatto nello spirito e nel corpo, ma soprattutto mantenendo salda ed inalterata la propria fede verso un marchio.

Senza minimamente pensare che ci possa essere qualcosa oltre al proprio naso, questo gamer insegue ogni notizia, comunicato o video rilasciato dalla propria divinità videoludica, sbandierando in giro i propri piani di acquisto e simili. Dopo svariati esami, tra cui elettroshock, test del pongo e nascondino, siamo riusciti a capire che il fanboysmo nasce sì dai bei ricordi, ma si lega ad essi in maniera morbosa e porta l’individuo affetto da questa patologia a difendere a spada tratta ogni singola cosa che si colleghi al marchio idolatrato, anche nel caso si tratti del cambio di colore dei tasti di un gamepad.

A livello pratico, un vero Fanboy non avrà mai in casa console o videogame che rechino il malvagio marchio altrui, proprio per il fatto che non esistono concorrenti, e farà di tutto perchè la propria prole non segua altre strade al di fuori di quella fornita. Ancor meno gli sarà permesso frequentare persone che hanno un’apertura mentale leggermente superiore a zero, pena l’esilio dalla famiglia di appartenenza, la revoca del cognome (che verrà cambiato con Caccapupù) e l’amputazione di entrambi i pollici, in modo che non possa più giocare.


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L’appuntamento odierno di GameSoul Parody/Medicina&Salute termina qui, vi invitiamo a rimanere sintonizzati su GameSoul per la seconda parte e, nel caso abbiate qualche amico che appartiene ad una delle categorie sopracitate, fatecelo sapere nei commenti o sulle pagine social Facebook e Twitter!


L’immagine “top” della settimana!

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Appassionato sfegatato e divoratore di videogame, scemo a tempo pieno, cacciatore di Cosplayer, aspirante Game Designer e cercatore di risposte a domande esistenziali come: "A cosa servono gli slot uniti delle armi di Final Fantasy VII?", "Cosa diavolo sono le Junction?", "Freija che animale è?" e "Quina quant'è brutta?". Comunque non ho ancora capito quanto sia brutta Quina e se Freija sia un topo o uno shitzu.

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