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Mario Golf: World Tour – Recensione

Mario Golf: World Tour – Recensione

Il Regno dei Funghi è un posto niente male per chi ci abita. Certo, Bowser e i suoi scagnozzi ogni tanto ne combinano una delle loro, ma a meno che non vi chiamiate Peach potete dormire sogni tranquilli e rilassarvi in una delle decine di attrazioni che il Regno offre: pista di kart, campi da tennis, calcio e basket e chi più ne ha più ne metta. Dopo ben 10 anni dall’ultima visita, la software house Camelot ci invita a calcare nuovamente i soffici manti erbosi dei green del paese di Mario e soci: 10 percorsi (per un totale di 126 buche) sulle quali potremo affinare le nostre tecniche golfistiche. È tempo quindi di rispolverare legni e ferri e dirigersi verso il club di golf più esclusivo del mondo, quello di Mario Golf: World Tour!

Come dicevo in apertura di pagina, un titolo della serie Mario Golf mancava sulle console Nintendo da 10 anni, ossia da quel Mario Golf: Advance Tour  (2004) che tante ore di gioco ha fatto accumulare sui nostri Game Boy Advance. Dopo un capitolo “apocrifo” che risponde al nome di We Love Golf, sviluppato sempre da Camelot e pubblicato su Wii nel 2007 da Capcom, i possessori di 3DS possono finalmente tornare ad imbucare palline con i loro personaggi Nintendo preferiti… o con il loro Mii, vero “centro di gravità” delle recenti console della casa di Kyoto! Il proprio Mii sarà infatti il protagonista unico della porzione squisitamente single-player del gioco, chiamata Club Castello e raggiungibile mediante l’omonima opzione dal menù principale. Nel club troverete una lobby (popolata dai vari personaggi che di solito oppongono Mario nelle sue avventure, come Koopa e Goomba: anche loro hanno il diritto di rilassarsi!) dove potrete gestire le varie opzioni Streetpass, i negozi di vestiti ed accessori, ed anche l’hub per partecipare ai tornei online Major (quelli più difficili e remunerativi, spesso riservati solo alla crème dei golfisti nintendiani). L’uscita sul retro vi condurrà all’ingresso dei tre percorsi “standard”, da 18 buche, e ad alcuni campi d’allenamento che vi introdurranno a concetti come putt, dislivelli e vento. Purtroppo, chi si aspetta una componente ruolistica forte come in Advance Tour resterà deluso; il vostro Mii avrà infatti pochi parametri su cui poter agire (draw/fade, lunghezza del drive, sweet spot e controllo) e tutti dipendono esclusivamente dall’equipaggiamento indossato.

L’esclusione della componente RPG comporta che i vari percorsi di allenamento siano esclusivamente votati a migliorare le vostre capacità di giocatori “dietro il quarto muro”; essi non fanno guadagnare bonus al Mii, ma possono essere utili per racimolare qualche moneta extra. Una volta ricevuto il vostro handicap partecipando ad un giro di pratica su uno dei tre percorsi standard, potrete partecipare a tornei oppure a campionati e guadagnare così monete per comprare nuovo equipaggiamento e sbloccare i 6 percorsi “speciali”. In questi ultimi, da 9 buche ciascuno, potrete usare i classici potenziamenti della serie Mario per dare ogni sorta di effetto alla pallina (particolarmente esilarante il Pallottolo Bill, che la farà viaggiare in linea retta garantendole una potenza enorme). Inutile dire che questi percorsi speciali si rivelano di gran lunga i più divertenti da giocare, grazie anche ad un level design più ispirato (e assurdo, in certi casi). Chiude il cerchio un ultimo percorso speciale, sempre da 9 buche, in cui dovrete segnare almeno un birdie in ogni singola buca – usando solo un drive ed un putt – pena l’eliminazione istantanea! Difficile ma estremamente gratificante.

L’altra componente del gioco, chiamata semplicemente Mario Golf, permette invece di giocare partite rapide in solitaria o in wireless locale, oppure di partecipare a tornei online (sia organizzati da Nintendo che dagli utenti, accedendo alle Community già viste in Mario Kart 7). In questa modalità è possibile usare il Mii della modalità Club Castello oppure i personaggi della saga di Mario. Infine, sempre nel menu principale troviamo il Capanno di Toad, dove potrete visualizzare tutorial e acquistare i DLC del gioco.

Per quanto riguarda la vera sostanza del gioco – mettere la pallina in buca – World Tour segue la scia dei suoi predecessori: si sceglie la direzione e la distanza del tiro, dopodiché si imposta la potenza e l’impatto con due tocchi sul touch screen. Poco prima che la pallina si alzi in volo, è possibile darle un effetto topspin o backspin. Un approccio abbastanza arcade che è senza ombra di dubbio appropriato per questo gioco. Non manca una modalità automatica, che elimina un po’ di complessità del tiro a scapito di una minore precisione, e un colpo “turbo” (utilizzabile una quantità limitata di volte per giro) che permette di guadagnare metri preziosi durante l’avvicinamento al green. Chi si aspetta una mancanza di profondità nel gameplay a causa di queste “semplificazioni” si sbaglia di grosso: sin dalle prime battute è chiaro che bisogna dedicare estrema cura alla scelta della mazza e della direzione del colpo, tenendo conto sia del vento (velocità e direzione) sia della pendenza del terreno nel punto (previsto) di atterraggio. Prestate poca cura a questi aspetti e i doppi bogey fioccheranno! Certo, il gioco vi darà una mano a scegliere la mazza (più o meno) giusta e ad indirizzare la pallina nella zona (più o meno) giusta… Il consiglio è quello di fidarsi poco di ciò che vi suggerisce il gioco e impostare questi aspetti manualmente, dato che il più delle volte lasciare quelli “di default” vi farà finire in un bunker oppure oltre il green. Questa “inaffidabilità” dei suggerimenti è particolarmente evidente in fase di putt: fate come vi dice il gioco e al 100% perderete un colpo, a meno che non vi troviate ad un metro dalla buca! Suggerimenti errati a parte, la fase di putt è una delle meno riuscite nel complesso: la griglia sul terreno non aiuta molto a capire le pendenze (complice anche la bassa definizione degli schermi del 3DS), il testone del personaggio spesso copre la buca e cambiare la visuale serve davvero a poco. Non scoraggiatevi se le prime volte mancate il colpo del birdie (o, più dolorosamente, quello del par); piano piano imparerete anche a gestire questa fase.

La parte single-player del gioco, come già detto in precedenza, perde un po’ di smalto rispetto al precedente Advance Tour a causa della mancanza della parte RPG. È possibile fare esperienza sui percorsi partecipando a giri di pratica o tornei con handicap; completare i tornei con un buon piazzamento permette di accedere ai campionati, e la vittoria di questi ultimi vi farà guadagnare la corona di quel particolare percorso. Mentre gareggiate guadagnerete monete, utili per acquistare equipaggiamento sempre migliore.

Decisamente molto riuscita invece la componente online, sia che si tratti di gareggiare con gli amici nella Community, sia che si tratti di partecipare ai tornei indetti da Nintendo. Nella Community è possibile creare i propri tornei, impostando ogni singola opzione a piacimento (oggetti speciali, numero di buche, vento e via discorrendo); i tornei ufficiali sono invece spesso incentrati su un particolare potenziamento o personaggio e permettono talvolta di ricevere, come premio di partecipazione, un pezzo d’equipaggiamento raro, più una cospicua quantità di monete in caso di vittoria. Data la natura intrinsecamente “solista” del gioco del golf, Nintendo ha scelto un approccio decisamente intelligente per le sfide online: tramite SpotPass vengono scaricate le informazioni sui tornei attualmente disponibili, che possono essere poi giocati in qualunque momento – anche offline. Una volta terminata la gara, basterà caricare il proprio risultato sui server Nintendo (operazione automatica se si è connessi, da effettuare entro 24h altrimenti) ed attendere la chiusura del torneo. Per non farvi sentire eccessivamente soli durante la gara, comunque, il gioco scaricherà i ghost degli altri giocatori; oltre ad avere una funzione estetica, essi sono utili anche per capire l’andamento generale della gara.

Il comparto grafico di Mario Golf: World Tour è decisamente in linea con il livello qualitativo della saga di Mario: ambienti e personaggi colorati e vividi, grande cura nelle animazioni e nei dettagli. I modelli poligonali sono ben fatti, ma soffrono della poca potenza (e della bassa risoluzione) di Nintendo 3DS: si nota qualche scalettatura qui e lì, specialmente con il 3D acceso, ma niente che faccia rabbrividire, sia chiaro. Parlando di 3D (stereoscopico), l’effetto in World Tour è un po’ piatto e generalmente poco impressionante; altri titoli first-party (tra cui anche Mario Tennis Open, sempre sviluppato da Camelot) propongono una stereoscopia decisamente più convincente. Sul versante audio si ha invece una colonna sonora di ottimo livello, curata dal Maestro Motoi Sakuraba (autore, tra le altre cose, delle soundtrack di Dark Souls e di parecchi capitoli della serie Tales), che vi accompagnerà lungo le varie buche del golf club più esclusivo del Regno dei Funghi; è presente anche un minimo di doppiaggio in italiano (principalmente la voce che annuncia il risultato della buca – par, birdie, bogey e via discorrendo – e quella dei Mii, abbastanza irritante a dir la verità). Il resto degli effetti sonori sono le classiche esclamazioni di Mario, i grugniti di Bowser eccetera, praticamente standard in qualsiasi gioco che abbia “Mario” nel nome.

Due paroline vanno spese, secondo me, sulla questione DLC. Sono infatti previsti tre pack di contenuti aggiuntivi, ognuno composto da un personaggio aggiuntivo (Toadette, Ruboniglio e Rosalinda) e due percorsi da 18 buche, più un season pass (chiamato Three-Pack qui in Europa) che permette di ricevere i tre pacchetti il giorno delle rispettive uscite, pagando un prezzo scontato (e ricevendo in omaggio un Mario dorato i cui swing fanno guadagnare monete di gioco). Ci sono state un po’ di critiche relative al fatto che il primo dei tre pack sarà disponibile sull’eShop il giorno stesso dell’uscita, il 2 maggio, rendendolo a tutti gli effetti uno di quei DLC al day-one tanto odiati dai videogiocatori. Senza voler scendere nel merito della discussione e difendere (o condannare) Nintendo per tale scelta, va detto che il feeling che si ha giocando a World Tour è quello di trovarsi tra le mani un prodotto assolutamente completo, forse anche più longevo dei precedenti capitoli della saga grazie alla corposa componente online. In nessun modo sembra quindi che il gioco sia stato “tagliato” per poter offrire un DLC al day-one; in ogni caso, sempre al day-one sarà disponibile un trial pack gratuito che permetterà ai giocatori di partecipare a tornei organizzati da Nintendo sui percorsi disponibili nei DLC a pagamento; un ottimo modo per far provare a tutti le nuove buche.

In conclusione…

I giochi sportivi di Mario offrono sempre un’ottima dose di intrattenimento e questo Mario Golf: World Tour si colloca a pieno titolo tra i migliori esponenti della saga. Tanta carne al fuoco in single player (anche se la mancanza della componente RPG si sente), praticamente infinito in multiplayer, e se ciò non vi basta i tre DLC dovrebbero garantire nuova linfa vitale (e un numero di buche vicino a quello del gioco stand-alone). World Tour offre ai possessori di Nintendo 3DS una simulazione golfistica di ottimo livello, condita dalla solita stravaganza che contraddistingue spesso i titoli della casa di Kyoto: mettere a segno un bell’eagle è senza dubbio gratificante, ma farlo usando una pallina sotto l’effetto del Fiore Boomerang dopo aver raccolto tutte le monete della buca lo è ancor di più. La difficoltà è ben bilanciata, il gameplay è semplice da imparare ma difficile da padroneggiare al meglio; i pochi difetti del gioco, come un 3D stereoscopico non entusiasmante e una fase di putt un po’ macchinosa, non inficiano la bontà complessiva del titolo.

Voto: 8/10

25enne, rockettaro, JRPG-ista dalla nascita e Nintendaro d'adozione. Passa buona parte del tempo tra libri e righe di codice, inseguendo il sogno di passare dall'altra parte della barricata (ossia diventare uno sviluppatore di videogiochi).

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