Pokémon X/Y – La Recensione

Pokémon X/Y – La Recensione

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Fin dall’annuncio del Nintendo 3DS, gli allenatori di tutto il mondo hanno fantasticato su come potesse essere la nuova generazione di Pokémon, sia graficamente che sul fronte puramente ludico. Con l’annuncio di Pokémon X/Y, Game Freak ha alzato prepotentemente l’asticella verso l’innovazione, svolta però nel rispetto di quelli che sono i canoni di una serie decennale. Abbiamo avuto modo di immergerci nella rustica regione di Kalos, visitando le sue città e conoscendo i suoi Pokémon. Sarà riuscita la compagnia a rendere questa nuova iterazione immancabile e appassionante? Scopritelo con noi! 

Lo ameranno: gli allenatori storici e non, chi cercava il pretesto per avvicinarsi alla serie.
Lo odieranno: i detrattori delle creaturine di Nintendo, chi cerca una narrazione matura e memorabile.
E’ simile a: Pokémon (serie madre)

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Box art Pokémon X

Titolo: Pokémon X / Pokémon Y
Piattaforma: 3DS
Sviluppatore: Game Freak
Publisher: Nintendo
Giocatori: 1/4
Online: Streetpass, Spotpass, Nintendo Network
Lingua : Italiano

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La regione di Kalos, ispirata alla Francia

La regione di Kalos, ispirata alla Francia

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Alla scoperta del Nuovo Mondo

Un Fletching svolazza per casa, e dal piano terra giunge fino alla mia stanza. Appoggiatosi sul mio letto, inizia a punzecchiarmi con il suo becco: mi sveglio. Da questo istante la mia avventura nella regione di Kalos è ufficialmente iniziata, e si preannuncia entusiasmante. I primi passi per Borgo Bozzetto sono magici, e ci si ritrova senza accorgersene a guardare ogni piccolo dettaglio di un mondo che definire vivo e pulsante sembra riduttivo. 

Fatta la conoscenza dei nostri quattro comprimari, riusciremo subito a percepire le suddette sensazioni; i nostri amici ci accompagneranno infatti per tutta la durata dell’avventura, vivendo con noi difficoltà e sfide. Scordatevi le fugaci apparizioni dei precedenti capitoli: questa volta vi sembrerà di vivere davvero l’avventura insieme a qualcun’altro. Non si tratta di una presenza costante, ci mancherebbe, ma tale scelta si sposa benissimo con la filosofia che in realtà sta dietro ad ogni gioco Pokémon: vivere un’avventura.

Fletching in tutta la sua tonda essenza

Fletching in tutta la sua tonda essenza

E Kalos ne è ricca, da città da visitare a fotografie da scattare. Ogni anfratto, ogni luogo saprà instillare in voi un senso di scoperta ed eccitazione che forse era difficile ottenere sulle precedenti console. Il mondo di gioco non aspetta più il nostro arrivo, ma gira per conto suo, come giusto che sia. La stessa trama, non è frutto di incontri fortuiti con malvagi individui e quant’altro, ma di eventi che si intrecciano con il nostro percorso, risultando perfettamente inseriti nel contesto. In tal senso, è pregevole il lavoro svolto sul fronte narrativo. Se alla base il succo è semplice e prevedibile, lo stesso non lo si può dire per le intenzioni dell’antagonista principale e per il background storico della regione stessa.

E’ indubbio il salto di qualità svolto da Game Freak, che riesce a dare continuità al tutto senza risultare pedante o eccessivamente tediosa. L’avventura tra i paesaggi e le città di Kalos sarà per molti un’esperienza magica, e per altri ancora la solita solfa. Sta a voi decidere se viverla e, soprattutto, in che modo farlo. 

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Alcuni passaggi sono enfatizzati dal movimento della telecamera.

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Guarda come corro!

Uno scatto da Kalos

Uno scatto da Kalos

La struttura ludica della serie è oramai ampiamente collaudata, e capitolo dopo capitolo ha raggiunto livelli sempre maggiori. Fa piacere notare come gli sviluppatori abbiamo ampliato i capisaldi della serie per migliorare l’esperienza complessiva, senza quindi intaccare delle meccaniche riuscite e apprezzate.  Il nostro alter ego ha guadagnato una velocità e fluidità nei movimenti non indifferente, grazie al parziale abbandono (in parte) delle griglie invisibili (nei precedenti capitoli, il giocatore si muoveva solo in quattro direzioni per calcolare meglio le apparizioni dei pokémon selvatici).

Scordatevi le scarpe da corsa, già perfettamente “integrate” nel nostro personaggio, e date il benvenuto ai… pattini (senza dire di no alla classicissima bicicletta!). Grazie all’inserimento di questo versatile strumento, insieme al parziale abbandono delle griglie, la fluidità dei movimenti e la velocità dell’azione spiazzerà anche l’allenatore più veterano. Al di là dei movimenti, tutta la struttura è stata snellita e semplificata, eliminando alcuni passaggi macchinosi che caratterizzavano la serie finora. Alla consultazione di MN/MT ed oggetti chiave, ad esempio, si avrà subito sott’occhio i Pokémon che ne possono o meno beneficiare. Insomma, pare non sarà più necessario usurare il tasto A.

Le battaglie, d’altro canto, sono rimaste praticamente invariate, sia nell’interfaccia che nelle meccaniche. Le novità si limitano ad incontri di orde di Pokémon (selvatici) e le sono davvero troppo marginali per poterle definire rivoluzionarie. E’ evidente che la formula funzioni a dovere, ma il salto generazionale poteva essere l’occasione giusta per osare un po’ di più. 

Più snello, più veloce. Ciò che serviva alla serie per risultare più vicina agli standard di “fruibilità” di oggi, seppur con qualche riserva. 

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L'upgrade grafico giova non poco ai combattimenti

L’upgrade grafico giova non poco ai combattimenti

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Attività collaterali

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Hey Pikachu!

Come al solito, oltre alla semplice scalata dei campioni, la serie Pokémon offre al giocatore una serie di attività collaterali che possono virtualmente rendere infinito il titolo. Si tratta di attività spesso fine a se stesse, come Pokémon Io & Te, che risulta per niente incisivo nelle statistiche degli stessi, ma solo un mero extra. In effetti, sembra di giocare ad una sorta di Nintendogs! Il Super Allenamento, invece, offre fin da subito la possibilità di aumentare in modo mirato e consapevole le statistiche del mostriciattolo, attraverso minigiochi di varia natura. Un interessante extra per gli appassionati del cosiddetto “breeding” (crescere i pokémon per renderli competitivi), che avranno vita più facile in questa ardua pratica.  

Ciò che colpisce di più è la svolta social del titolo, tramite il PSS ed una serie di integrazioni con il Global Link, che sarà disponibile al lancio. Non c’è stato modo di provare queste funzioni, ma da quanto visto le opzioni presenti si integrano perfettamente con il suddetto sistema, che pare quasi trasformarsi in un novello social network.

Tante novità che si integrano perfettamente nell’esperienza “base” del titolo, aggiungendo stravaganti e utili extra con cui tutti si potranno ingegnare. Gli amanti delle sfide non si lascino sviare, ce n’è per tutti! 

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Luminopoli è una città stupefacente

Luminopoli è una città stupefacente

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Salto generazionale

La presentazione grafica, console alla mano, è superba. Il mondo di gioco è colorato e splendidamente animato (fermatevi davanti ad uno specchio d’acqua!), così come la caratterizzazione dello stesso, che prende spunto dallo stile francese ed europeo per le abitazioni e gli edifici. In battaglia, possiamo assistere a modelli poligonali puliti, rifiniti e animati alla perfezione.

Quilladin sembra entusiasta dell'abbandono dei pixel

Quilladin sembra entusiasta dell’abbandono dei pixel

Ogni volta che incontrerete un Pokémon, sia vecchio che nuovo, rimarrete a bocca aperta. Nonostante tutto, il motore grafico presenta qualche grave problema. La mancanza del 3D nell’overworld è un chiaro segnale che qualcosa è andato storto in fase di sviluppo, come dimostra l’utilizzo dello stesso in battaglia. Se attivato infatti, il frame rate crollerà vertiginosamente ed in maniera lampante, costringendo di fatto il giocatore ad una repentina disattivazione. E’ spesso possibile notare questi rallentamenti nelle battaglie multiple, anche a 3D disattivato. Vi si fa presto l’abitudine, ma speriamo che in futuro il motore grafico sfrutti a pieno la console Nintendo senza questi pesanti problemi.

L’accompagnamento sonoro è altrettanto di qualità, ed è possibile beneficiare finalmente di una qualità audio soddisfacente. Il 3DS svolge in modo egregio il suo lavoro, permettendoci di sentire melodie vecchie e nuove in modo pulito e chiaro. Scordatevi le melodie compresse dei precedenti capitoli! 

Il salto generazionale di X & Y è lampante, e nonostante alcuni difetti di gioventù la resa complessiva saprà stupire anche i più esigenti. Menzione speciale per il sonoro, per cui vale anche la pena mettere le cuffie, di tanto in tanto. 

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Chi preferite dei due?

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In Conclusione…

Pokémon X/Y è un must have assoluto per chiunque sia cresciuto a pane e Pokémon, ed anche per chi decidebollino-top di approcciarsi per la prima volta alla serie. La carica innovativa che pervade l’avventura in sé vi catturerà in un turbine da cui sarà difficile uscire, anche (e soprattutto) per gli appassionati di vecchia data. Le classiche e antiquate meccaniche riescono a nascondersi dietro un maestoso comparto grafico, che al di là dei difetti di gioventù risulta solido e di indubbio effetto. I contenuti sono al solito tantissimi, e la componente social riesce a portare la filosofia della condivisione (da sempre cara agli sviluppatori) verso nuovi livelli.

Ritornerete bambini, pronti a scoprire e a sperimentare come se foste tornati a quei lontani ricordi. Guarderete il vostro 3DS come guardavate il vostro Gameboy e le sue tristissime cartucce grigie.

Che siate più o meno giovani, più o meno esperti, sarete lì, perché nonostante tutto sapete che questo è quello che avevate sempre sognato. 

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Inizia la sua carriera videoludica con un Game Boy e una cartuccia di Wario Land. Da allora non ha più smesso, e continua a perdere decimi all’occhio destro giocando a The Legend of Zelda e a qualsiasi titolo stuzzichi il suo (finissimo, a detta di molti) palato da videogiocatore. Quando non gioca si dedica al perfezionamento della sua imitazione di Joe Bastianich, senza disdegnare la compagnia di un buon film.

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