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Skylanders Giants – La Recensione

Skylanders Giants – La Recensione

Non siamo ai livelli di Pokémon ma poco ci manca. Skylanders, gioco simbolo della scorsa stagione natalizia (e non solo), è pronto a tornare su tutte le piattaforme esistenti (Wii, X360, PS3,3DS e in dirittura d’arrivo anche su WiiU) con nuovi personaggi e nuove avventure in un gioco “gigante” in grado di fare la felicità di tutti i più piccoli.

Lo ameranno:  i giocatori alle prime armi
Lo odieranno: I giocatori più grandicelli, i detrattori dei contenuti aggiuntivi
E’ simile a: Pokémon nel concetto, un qualsiasi gioco d’azione nelle meccaniche

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Titolo: Skylanders Giants
Piattaforma: Xbox 360/PS3, Wii, 3DS
Sviluppatore: Toys for Bob
Publisher: Activision
Giocatori: 1-2
Online: Assente
Lingua : Italiano

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Toy’s Story

Ma cosa è di preciso Skylanders? Per tutti coloro che non ne fossero a conoscenza, si tratta fondamentalmente di un gioco d’azione la cui particolarità risiede nella possibilità di poter utilizzare vari personaggi (dalle sembianze più disparate come draghetti, omini di fiamme, animali antropomorfi) in base alla propria collezione di statuine Skyalnders realmente possedute. A differenza dei soliti giochi che prevedono l’uso di 2/3 personaggi, Skylanders Giants offre un parco mostri di ben 40 esemplari acquistabili separatamente (al costo di 10 euro circa) in grado di variare leggermente l’esperienza di gioco a seconda della creatura impersonata. Un’idea forse un po’ dispendiosa, ma sicuramente molto originale e in grado di avvicinare ulteriormente il mondo dei giocattoli a quello dei videogiochi.

Senza neanche tanta fantasia visto il target di riferimento, le vicende di Skylanders Giants si piazzano subito dopo quelle del primo capitolo e vedono il ritorno del Professor Kaos intento  a conquistare Skylands ancora una volta, questa volta aiutato da un esercito di mostri meccanici. Chiunque abbia già giocato all’episodio precedente non faticherà a riconoscere le nuove versioni dei personaggi precedentemente conosciuti ma al di la di ciò il gioco è stato progettato per essere apprezzato anche da chi si avvicina per la prima volta al franchise.

Ecco una veloce panoramica delle mitiche statuette che sono già diventatae un vero e proprio fenomeno di culto

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Squadra che vince non si cambia

Activision d’altronde lo sa bene, squadra che vince non si cambia. Così come i vari Call of Duty, Guitar Hero e Tony Hawk della nota Software House americana, Skylanders Giants ripropone le stesse meccaniche apprezzate l’anno precedente con qualche minima variazione.  L’ossatura di base rimane quindi quella tipica dei giochi d’azione (hack ‘n’ slash) che tanto andavano di moda negli anni ’90, con frotte di nemici da sterminare indiscriminatamente di livello in livello guadagnando esperienza e tesori da investire negli appositi menù. Possedere un nutrito gruppo di giocattoli non aumenta quindi solo le possibilità di arrivare sani e salvi a fine livello (ogni Skylanders KO rimarrà tale fino alla fine della missione in corso) ma anche la varietà dell’azione. Che si tratti di attraversare un corso d’acqua con uno Skylanders acquatico o approfittare del potenziamento concesso da alcune aree agli Skylanders dell’elemento affine, lo stimolo a possederli tutti (portafoglio permettendo) non manca di certo.

Piuttosto che stravolgere una formula vincente, le differenze con il primo capitolo si concretizzano in piccoli interventi che migliorano gli elementi di contorno. L’unica vera novità  degna di nota risiede nell’introduzione dei Giganti da cui il titolo, una nuova tipologia di statuine che permette di impersonare degli Skylander grandi il doppio del normale, utili non solo in combattimento per tirare macigni addosso ai nemici ma anche per interagire in modi inediti con lo scenario che si tratti di aprire un buco nel terreno o di tirare a se un’isola sospesa tirandone la catena . Purtroppo manca ancora la possibilità di saltare (oltre ai tre attacchi è possibile solo interagire con lo scenario tramite apposito pulsante) il che rende alcune sezioni concettualmente stressanti e ridondanti.

Tree Rex è il gigante scelto per accompagnare il gioco nella confezioni al lancio. Grande, grosso e cattivo possiede circa il doppio dei punti vita di un personaggio normale e picchia come un fabbro. Forse un po’ lento ma comunque un compagno indispensabile

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Avventure in compagnia

Proprio la modalità multi-giocatore rappresenta un po’ la punta di diamante del titolo. Spesso ingiustamente dimenticata nelle produzioni recenti, la possibilità di giocare con un amico o un genitore sulla stessa console rende Skylanders Giants un titolo estremamente spassoso  da affrontare in compagnia. Non solo, l’elementare sistema di crescita dei vari personaggi e la possibilità di salvarne i progressi all’interno della statuina stessa rendono gli Skylanders un ottimo strumento di aggregazione per ragazzi, i quali potranno scambiarli con gli amici o portarli sempre appresso quando si tratta di giocare fuori casa. Per una volta tanto non ci sentiamo neanche di lamentarci dell’assenza di una qualsivoglia modalità online visto l’ottimo lavoro svolto con lo split-screen locale. Giocare ognuno a casa propria non sarebbe stata la stessa cosa di giocare in due sul divano e rovesciarsi le statuine mentre il compagfno sta per mettere le mani su un bottino precedentmente adocchiato.

Giocato in coppia Skylanders Giants riesce ad esprimere il meglio di se. l’unica nota negativa è che i due persoanggi devono rimanere abbastanza vicini per essere inquadrati ambedue.

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Quando i videogiochi incontrano i cartoni della mattina

In un panorama dominato quasi unicamente da giochi catalogati “maturi” e spesso vietati ai minori di 18 anni, Skylanders Giants rappresenta un porto sicuro per tutti quei genitori volessero un tipo di intrattenimento più leggero adatto ai propri ragazzi. A sottolinearlo è anche e soprattutto l’aspetto grafico del titolo che presenta un forte uso di colori sgargianti e tinte pastello. La realizzazione tecnica non è sicuramente all’altezza della maggior parte delle produzioni moderne (soprattutto sulle console HD più preformanti) ma il lavoro svolto nella creazione dell’universo di gioco e dei personaggi è tale da lenire in parte tali mancanze. Difficile che il fruitore medio di Skylanders Giants si lamenti della pochezza dei modelli poligonali a schermo o della bassa risoluzione delle texture, più probabile invece che rimanga colpito dal design generale dei protagonisti (virtuali) e la fattura dei giocattoli (reali). Sul fronte sonoro non c’è granché da segnalare se non il simpatico doppiaggio italiano con voci che i bambini non faticheranno a riconoscere. Le musiche di sottofondo di per se risultano abbastanza anonime ma comunque in linea con l’esperienza di gioco proposta.

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Regali per Natale!

Che il giocatore medio ci creda o meno, Skylanders Giants funziona e diverte. Appurato che ci troviamo a un titolo espressamente dedicato a un target di giovanissimi, l’esperienza generale ne esce rinvigorita dal particolare rapporto che viene a crearsi fra ciò che c’è dentro e fuori dallo schermo. Pur offrendo poche sostanziali novità rispetto all’episodio dell’anno scorso, siamo sicuri che i più piccoli rimarranno estremamente soddisfatti delle piccole introduzioni apportate e dei nuovi personaggi giocabili. Sicuramente un ottimo modo per approcciarsi per la prima volta al mondo dei videogiochi.

Videogiocatore incallito, divoratore di film, seguace della via del Social: praticamente una vita passata a giocare, leggere e scrivere. A volte anche contemporaneamente.

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